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Piazza Affari in rialzo con le banche. Spread in calo

Chiusura positiva sulla scia della diffusione dei conti 2016 di molti istituti. Cala il differenziale btp/bund dopo il balzo dei giorni scorsi. Nuovo record del suprlus commerciale tedesco. Euro ancora debole. Record del Nasdaq a Wall Street con il piano fiscale annunciato da Trump. Chiusura in calo per Tokyo

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MILANO - Seduta positiva a Piazza Affari. L'indice Ftse Mib chiude le contrattazioni  in aumento dello 0,94% a 18.947 punti ina giornata fitta di comunicazioni sul fronte societario, con la pubblicazione dei conti 2016 di molte banche. Bene Mediobanca (+1,6%), che nel primo semestre 2016 ha mostrato un utile in crescita del 30% e i ricavi ai massimi storici a 1,07 miliardi. Unicredit azzera le perdite dopo la diffusione dei risultati 2016, che confermano una perdita di 11,8 miliardi di euro per l'anno passato.  Poco mossa Poste, nonostante l'annuncio della cessione di Banca Mezzogiorno-Medio Credito Centrale a Invitalia. Segno più per tutto il comparto energetico:  Eni ha guadagnato l'1,56%, Saipem il 3,13%. In crescita anche Enel, che ha archiviato la seduta con un +1,41%, dopo che i dati 2016 hanno mostrato una lieve contrazione dei ricavi a fronte di un aumento dell'Ebitda.

In leggero rialzo tutte le altre Borse europee: Francoforte ha chiuso in rialzo dello 0,86%,  Parigi dell'1,25%, mentre Londra ha guadagnato lo 0,57%. Seduta positiva a Wall Street, forte anche dei dati molto positivi arrivati sul fronte dell'occupazione: le richieste di sussidi alla disoccupazione negli Stati Uniti sono calate la scorsa settimana di 12.000 unità a quota 234.000, ai minimi da novembre. Il dato è migliore delle attese degli analisti, che scommettevano su quota 249.000. La media delle richieste di disoccupazione nelle ultime quattro settimana, indicatore meno volatile è scesa a 244.250 unità, ai minimi dal 1973. Il Dow Jones ha chiuso con un rialzo del 0,58% a 20.169,97 punti, il Nasdaq avanza dello 0,58% a 5.715,18 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,57% a 2.307,72 punti. Una spinta a cui ha contribuito anche il maxi piano fiscale anunciato oggi da Donald Trump.

Dopo la leggera risalita di ieri l'euro è tornato ad indebolirsi scendendo a 1,0670 dollari. Quotazioni del petrolio in rialzo, a New York  dove i contratti sul Wti con scadenza a marzo guadagnano 20 centesimi a 52,94 dollari al barile. Il Brent guadagna 50 centesimi a 55,62 dollari. Oro in lievissima flessione dopo la crescita degli ultimi giorni. Il metallo con consgna immediata viene scambiato a 1.231 dollari l'oncia dopo avere il toccato il massimo da tre mesi a quota 1241.

Sul fronte dei dati macroeconomici  nuovo record per la bilancia commerciale tedesca. A fine anno, secondo i dati diffusi oggi, l'avanzo è stato pari a 252,9 miliardi di euro. Al top le esportazioni, con 1.207,5 Miliardi di beni venduti, contro 954,6 miliardi di euro di importazioni. Nel solo mese di dicembre, il calo del 3,3% delle esportazioni, a fronte di un import stabile, ha ridotto l'avanzo commerciale tedesco a 18,4 miliardi, contro i 21,8 miliardi di novembre (21,6 miliardi il consenso). Le richieste di sussidi alla disoccupazione negli Stati Uniti sono calate la scorsa settimana di 12.000 unità a quota 234.000, ai minimi da novembre. Il dato è migliore delle attese degli analisti, che scommettevano su quota 249.000. La media delle richieste di disoccupazione nelle ultime quattro settimana, indicatore meno volatile è scesa a 244.250 unità, ai minimi dal 1973.

Chiusura in calo per la Borsa di Tokyo, con l'indice Nikkei 225 che chiude in calo dello 0,53% 18.907,67 punti, ed il Topix a -0,7% a 1.513,55 punti. Di segno opposta la Borsa cinese: a Shanghai l'indice Composite si è fermato a 3.183,18 punti a +0,51%, a Shenzhen l'indice Component ha chiuso in rialzo dell 0,52%.