MILANO - Le banche spingono a terra Piazza Affari. Il Ftse Mib ha chiuso oggi a -0,45% . Molto pesante la caduta di Bper, dopo i dati peggiori delle attese diffusi ieri a borsa chiusa. Male anche Bpm, che diffonderà oggi i numeri dell'ultimo trimestre. Bene Ubi, che ha pubblicato i conti del 2016 con un rosso di 830 milioni dopo le pulizie, mentre il bilancio pesa sull'andamento di Unipol. Banca Generali segna un utile 2016 di 156 milioni. Di segno positivo le altre piazze europee: a Francoforte il Dax è salito dello 0,21%, e a Londra l'indice Ftse100 ha archiviato la seduta a +0,40%. Parigi il Cac40 ha chiuso appena sopra la parità. Nuovo record a Wall Street su tutti e tre i listini. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,50% a quota 20.272,39, Lo S&P 500 è cresciuto dello 0,36% a 2.316,17 punti; il Nasdaq ha registrato un progresso dello 0,33% a 5.734,13 punti. A dare entusiasmo è ancora la promessa di un consistente taglio delle tasse, annunciato per la prossima settimana.
In risalita lo spread: il differenziale del Btp decennale con il Bund tedesco ha chiuso a quota 194 punti, con il rendimento al 2,25%. Il Tesoro ha intanto collocato tutti i 6,5 miliardi di Bot a un anno con scadenza 14 febbraio 2018 offerti oggi in asta. Il rendimento medio si è attestato al -0,247% segnando un lieve rialzo rispetto al -0,25% registrato nell'ultima asta di gennaio. La domanda ha superato i 10 miliardi di euro con un rapporto di copertura a 1,68. In serata si attende l'aggiornamento del rating sull'Italia da parte di Moody's.
In mattinata, Tokyo ha registrato una chisura molto positiva, sulla scia dei nuovi stimoli monetari messi in campo dalla Bank of Japan e del piano fiscale annunciato da Donald Trump. In chiusura di contrattazioni l'indice Nikkei 225 ha chsiuro a 19.378,93 punti (+2,49%). Sempre dall'Asia, la bilancia commerciale cinese registra un surplus di 51,35 miliardi di dollari, contro i 40,71 di dicembre. Bene l'export a +7,9 % su base annua contro il -6,2% del mese precedente, benissimo anche l'import che sale del 16,7% annuo contro il +3,1% di dicembre.
Anche il cambio euro/dollaro ha risentito dell'annuncio di Donald Trump: la moneta europea ha chiuso in lieve flessione sulle principali valute, a 1,0630 dollari e a 120,55 yen.
Balzo in avanti del petrolio: il Wti è salito a 53,96 dollari al barile, il Brent cresce a 56,83 dollari, con rialzi di circa 2 punti percentuali. Una risalita spinta anche dai dati comunicati oggi dell'Agenzia Internazionale dell'Energia: con i Paesi Opec che hanno ridotto la produzione di petrolio di un milione di barili giornalieri nel mese di gennaio rispetto a dicembre, raggiungendo il 90% dell'obiettivo fissato come impegno nell'accordo del novembre scorso che indicava appunto un taglio della produzione, dall'inizio di quest'anno, di 1,2 milioni di barili giornalieri. Oro in calo: il metallo con consegna immeidata viene scambiato oggi a 1124 dollari l'oncia, in calo dello 0,23%.
Sul fronte macroeconomico la bilancia commerciale cinese registra un surplus di 51,35 miliardi di dollari, contro i 40,71 di dicembre. Bene l'export a +7,9 % su base annua contro il -6,2% del mese precedente, benissimo anche l'import che sale del 16,7% annuo contro il +3,1% di dicembre. In Italia l'Istat ha segnalato un boom della produzione industriale di dicembre.
In risalita lo spread: il differenziale del Btp decennale con il Bund tedesco ha chiuso a quota 194 punti, con il rendimento al 2,25%. Il Tesoro ha intanto collocato tutti i 6,5 miliardi di Bot a un anno con scadenza 14 febbraio 2018 offerti oggi in asta. Il rendimento medio si è attestato al -0,247% segnando un lieve rialzo rispetto al -0,25% registrato nell'ultima asta di gennaio. La domanda ha superato i 10 miliardi di euro con un rapporto di copertura a 1,68. In serata si attende l'aggiornamento del rating sull'Italia da parte di Moody's.
In mattinata, Tokyo ha registrato una chisura molto positiva, sulla scia dei nuovi stimoli monetari messi in campo dalla Bank of Japan e del piano fiscale annunciato da Donald Trump. In chiusura di contrattazioni l'indice Nikkei 225 ha chsiuro a 19.378,93 punti (+2,49%). Sempre dall'Asia, la bilancia commerciale cinese registra un surplus di 51,35 miliardi di dollari, contro i 40,71 di dicembre. Bene l'export a +7,9 % su base annua contro il -6,2% del mese precedente, benissimo anche l'import che sale del 16,7% annuo contro il +3,1% di dicembre.
Anche il cambio euro/dollaro ha risentito dell'annuncio di Donald Trump: la moneta europea ha chiuso in lieve flessione sulle principali valute, a 1,0630 dollari e a 120,55 yen.
Balzo in avanti del petrolio: il Wti è salito a 53,96 dollari al barile, il Brent cresce a 56,83 dollari, con rialzi di circa 2 punti percentuali. Una risalita spinta anche dai dati comunicati oggi dell'Agenzia Internazionale dell'Energia: con i Paesi Opec che hanno ridotto la produzione di petrolio di un milione di barili giornalieri nel mese di gennaio rispetto a dicembre, raggiungendo il 90% dell'obiettivo fissato come impegno nell'accordo del novembre scorso che indicava appunto un taglio della produzione, dall'inizio di quest'anno, di 1,2 milioni di barili giornalieri. Oro in calo: il metallo con consegna immeidata viene scambiato oggi a 1124 dollari l'oncia, in calo dello 0,23%.
Sul fronte macroeconomico la bilancia commerciale cinese registra un surplus di 51,35 miliardi di dollari, contro i 40,71 di dicembre. Bene l'export a +7,9 % su base annua contro il -6,2% del mese precedente, benissimo anche l'import che sale del 16,7% annuo contro il +3,1% di dicembre. In Italia l'Istat ha segnalato un boom della produzione industriale di dicembre.