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Borse europee in calo, risale lo spread

Nell'ultima seduta della settimana gli indici del Vecchio Continente chiudono in negativo. Piazza Affari cede l'1,18%, male Saipem e Banco Bpm. Il differenziale torna i livelli del 2014. Tokyo chiude in negativo. Dow Jones ancora positivo: è la striscia più lunga dal 1992

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MILANO - Si chiude con il segno meno la settimana delle Borse europee, sull'onda delle incertezze politiche che ancora attrvaersano il Vecchio Contintente. PIazza Affari archivia le contrattazioni in calo dell 1,18%. Francoforte perde l'1,20%, Londra cede lo 0,38% e Parigi lo 0.94%. Seduta debole anche per Wall Street ma chiusura ancora in rialzo , col Dow Jones che per l'undicesima seduta di fila mette a segno un nuovo record guadagnando lo 0,05% a 20.819,84 punti. In territorio positivo anche il Nasdaq e l'indice S&P500, che accelerano rispettivamente dello 0,17% a 5.845,31 punti e dello 0,15% a 2.367,28 punti. Per il Dow Jones è la striscia positiva più lunga dal 1992. L'effetto Trump in queste ore - spiegano gli analisti - è accentuato dalle attese per il discorso programmatico che il presidente americano terrà la prossima settimana in Congresso.

A Milano sono deboli le ripercussioni sul titolo Mediaset (-1,34%) dell'inchiesta che vede coinvolti i vertici di Vivendi nell'ambito della scalata al Biscione. Tra i peggiori Saipem (-6,8%), dopo i conti 2016 negativi diffusi ieri e Banco Bpm n(-6,65%). Giornata positiva invece per Leonardo (+3,2%), che ieri ha mostrato un utile netto migliore delle attese.

In risalita lo spread tra Btp e Bund tedeschi, ai livelli massimi di inizio 2014 in area 200 punti base e in ripiegamento in chiusra a quota 198 con il rendimento del decennale italiano è al 2,18%. Ma il dato più interessante resta la corsa degli investitori verso il Bund. Ieri il biennale del titolo tedesco ha registrato un nuovo record a -0,91%. In netto calo anche il decennale, riferimento per il calcolo del differenziale con i nostri Btp, che ieri aveva un rendimento dello 0,225%. Sul mercato obbligazionario si registra anche il sorpasso dell'Irlanda sulla Francia. Il rendimento del decennale di Dublino per la prima volta scende sotto quello francese, 0,91% contro 0,92%.
Dublino sorpassa Parigi: i rendimenti dei titoli di stato dell'Irlanda sono più bassi rispetto alla Francia e di conseguenza lo spread verso i Bund tedeschi (riferimento di solidità per l'Eurozona) è più stretto nel caso dell'Isola che in quello dell'Esagono. Per quanto riguarda il decennale il rendimento lordo sui titoli di Dublino è allo 0,91% mentre quello sui Francesi di pari scadenza è allo 0,92%. 
In giornata il Tesoro ha piazzato sul mercato Bot a sei mesi con un leggero calo dei rendimenti: i 6 miliardi di euro sono stati venduti con un rendimento lordo semplice pari a -0,294%, in flessione di 2 punti base rispetto all'asta precedente. Si conferma dunque la dinamica con una curva dei rendimenti che resta schiacciata sul breve e inizia ad ampliarsi sul lungo periodo. Sul mercato valutario apertura in lieve rialzo per l'euro. La moneta unica europea viene scambiata a 1,059 dollari, rispetto al valore di 1,0579 fatto registrare ieri.

In calo il petrolio: il Brent scadenza aprile è scambiato a 56,14 dollari al barile (-0,78%) mentre il Wti è a 54,09 dollari al barile (-0,66%). Il prezzo del'oro si mantiene stabile sui mercati e ai massimi degli ultimi 3 mesi. Gli investitori valutano le dichiarazioni del segretario al Tesoro Usa Steven Mnuchin secondo cui i tassi rimarranno bassi a lungo. Il metallo con consegna immediata segna così 1248 dollari l'oncia (-0,1%).

Sul fronte dell'agenda macroeconomica arrivano dati positivi dall'industria italiana con fatturato e ordinativi in aumento a dicembre. Segnali contrastanti invece dalla fiducia, che è risultata in calo per i consumatori e in ripresa per le aziende. Nel pomeriggio spazio all'inflazione canadese, attesa in aumento mensile dello 0,3%, e alle vendite di nuove case negli Stati Uniti, viste in aumento da 536 a 575 mila.