Economia

Saipem: conti in rosso ma il 2017 sarà l'anno del rilancio

La società di ingegneria ha svalutato asset per 2,3 miliardi. Al netto di operazioni straordinarie, il risultato netto è positivo per 296 milioni e i margini in crescita . Il debito ridotto a 1,4 miliardi. L'ad Cao: "Create le condizioni per far fronte alle difficile condizioni di mercato"

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MILANO - Le svalutazioni penalizzano ancora una volta i conti di Saipem, che ha chiuso il 2016 con un risultato netto "reported" in rosso per 2,08 miliardi di euro. Un risultato negativo su cui pesano "svalutazioni e oneri da riorganizzazione" per 2,31 miliardi: con una nuova pulizia negli asset da parte del gruppo di ignegneria da poco uscito dal perimetro di Eni per passare sotto il controllo della Cassa Depositi Prestiti.

Saipem, specializzata nelle tecnologie per la ricerca ed estrazione di gas e petrolio, ha sofferto nelle ultime stagioni del crollo del prezzo del greggio. Non per nulla, le svalutazioni riguardano soprattutto "mezzi navali" e "impianti di perforazione". In calo anche i ricavi, scesi a 9,97 miliardi dagli 11,5 miliardi dell'anno precedente.

Fino a qui le note negative. Perché il 2017 dovrebbe essere l'anno della svolta. Così promette l'amministratore delegato Stefano Cao, ex manager Eni, che con una serie di operazioni dovrebbe aver creato le condizioni per il rilancio del gruppo: "Sono state portate a termine tutte le condizioni necessarie ad accompagnare l'uscita dal perimetro di consolidamento dell'Eni e, nello stesso tempo, avviate le misure necessarie a fronteggiare il difficile contesto di mercato"

I primi risultati si vedono gli dagli altri fondamentali del bilancio 2016. La reddittività, per esempio, è già in crescita: l'ebidta "adjusted" è raddoppiato, da 608 milioni a 1,26 miliardi di euro, mentre il risultato netto "adjusted" e quindi al netto delle svalutazioni è positivo per 226 milioni, a fronte di un rosso per 508 milioni nel 2015. Grazie all'aumento di capitale lanciato all'inizio del 2016, Saipem ora è finanziariamente più solida: il debito netto al 31 dicembre è pari a 1,45 miliardi, contro i 5,39 miliardi di dodici mesi prima.

Positiva anche la voce "ordini": quelli nuovi sono stati pari a 8,34 miliardi (quando erano stati 6,51 miliardi nel corso del 2015), mentre il portafoglio ordini residui è pari a 14,21 miliardi quando erano 15,84 miliardi la stagione precedente.

Saipem ha comunicato al mercato anche gli obiettivi per il prossimo anno: ricavi attorno ai 10 miliardi, marginalità per 1 miliardo e utile netto che dovrà essere almeno di 200 milioni, mantenendo inalterato il livello del debito a 1,4 miliardi. In crescita anche gli investimenti tecnici: nel 207 saranno 400 milioni, contro i 300 scarsi del 2016. Ora sarà interessante capire quali saranno le nuove aree di sviluppo di Saipem, perché contare solo sulla ripresa dell'attività di estrazione di idrocarburi potrebbe essere un errore.

Lo comprendono benissimo anche i vertici della società. Come ha confermato durante l'incontro con gli analisti finanziari, il direttore finanziario Giulio Bozzini. Secondo il quale, nonostante il recente rialzo del greggio, "non si vede una ripresa dell'attività e degli investimenti delle oil company rispetto a ottobre scorso". Qualche beneficio ai conti potrebbe, invece, arrivare dall'arbitrato con Gazprom per la revoca della commessa già assegnata per la costruzione del gasdotto South Stream, assegnato a Saipem e poi concellato dai russi: secondo Bozzini  la richiesta di Saipem è "tra 600 e 700 milioni, la procedura sta andando avanti secondo i tempi ipotizzati e una decisione è attesa nel 2018'.