MILANO - Le Borse europee chiudono contrastate in una giornata che guardava soprattutto al discorso del governatore della Fed, Janet Yellen, che ha indicato un possibile aumento dei tassi già per il mese di marzo, sulla scia di quanto anticipato in questi giorni da altri membri della Banca Centrale come Lael Brainard. A Londra l'indice Ftse100 perde lo 0,15%, Francoforte lo 0,39%, mentre a Parigi il Cac40 guadagna lo 0,59%. Svetta in positivo Milano, dove l'indice Ftse Mib chiude in rialzo dell'1,15% grazie alla buona intonazione del comparto bancario. Wall Street si muove in negativo: quando chiudono i mercati del Vecchio continente, il Dow Jones e lo S&P500 arretrano dello 0,15%, il Nasdaq cede lo 0,2% e a fine giornata la chiusura è poco mossa: piatto il Dow Jones, che termina con un +0,01% a 21.004,84 punti, Nasdaq chiude a +0,16% a quota 5.870,75.
Lo spread tra Btp e Bund scende fin sotto quota 175 punti base, mentre il rendimento si attesta al 2,1%. L'euro chiude in rialzo sopra 1,05 dollari: il biglietto verde tira il fiato, dopo i recenti guadagni. La moneta europea passa di mano a 1,0568 dollari e 120,92 yen. Dollaro/yen a 114,48. Il prezzo del petrolio si stabilizza, dopo un deciso ribasso ieri a New York. Alla chiusura dei mercati europei, a New York il Wti recupera oltre un punto percentuale a 53,2 dollari. In linea il Brent, che sale dell'1,1% a 55,7 dollari. L'oro invece cala ancora: il metallo con consegna immediata viene scambiato a 1223 dollari l'oncia, in callo 0,8%.
Nell'agenda macroeconomica spiccano i dati dell'Istat sul Pil nel quarto trimestre 2016: è cresciuto dello 0,2%, ma l'economia italiana resta sotto i livelli del 2008 di sette punti. Il settore terziario italiano registra un rialzo della crescita nel mese di febbraio, su livelli record da dicembre 2015. L'indice destagionalizzato Markit, che con una singola domanda chiede alle aziende campione di paragonare l'andamento dell'attività del mese in corso rispetto a quello precedente, ha infatti segnato 54,1 punti, in aumento dai 52,4 punti. L'indice Pmi servizi dell'Eurozona si è attestato a febbraio a 55,5 punti, secondo la lettura finale, leggermente in ribasso rispetto ai 55,6 punti della stima preliminare. Sempre nell'area con la moneta unica, il volume delle vendite al dettaglio di gennaio è sceso dello 0,1%. Negli Usa, l'attività nel settore servizi americano ha rallentato e il Pmi si è attestato a 53,8 punti, in ribasso dai 55,6 punti del dato finale di gennaio e al di sotto delle previsioni degli analisti.
Chiusura di settimana in netto calo per la Borsa di Tokyo, con l'indice Nikkei 225 che cala dello 0,49% a 19.469,17 punti, e l'indice Topix a -0,42% a 1.558,05 punti. In mattinata sono arrivati invece i dati sull'inflazione giapponese, cresciuta dello 0,1% a gennaio, per la prima vota dopo 11 mesi. In calo la disoccupazione. Il tasso è sceso di 0,1 punti nel mese di gennaio rispetto al mese precedente, scendendo al 3% della forza lavoro, restando sui livelli minimi degli ultimi 20 anni.
Lo spread tra Btp e Bund scende fin sotto quota 175 punti base, mentre il rendimento si attesta al 2,1%. L'euro chiude in rialzo sopra 1,05 dollari: il biglietto verde tira il fiato, dopo i recenti guadagni. La moneta europea passa di mano a 1,0568 dollari e 120,92 yen. Dollaro/yen a 114,48. Il prezzo del petrolio si stabilizza, dopo un deciso ribasso ieri a New York. Alla chiusura dei mercati europei, a New York il Wti recupera oltre un punto percentuale a 53,2 dollari. In linea il Brent, che sale dell'1,1% a 55,7 dollari. L'oro invece cala ancora: il metallo con consegna immediata viene scambiato a 1223 dollari l'oncia, in callo 0,8%.
Nell'agenda macroeconomica spiccano i dati dell'Istat sul Pil nel quarto trimestre 2016: è cresciuto dello 0,2%, ma l'economia italiana resta sotto i livelli del 2008 di sette punti. Il settore terziario italiano registra un rialzo della crescita nel mese di febbraio, su livelli record da dicembre 2015. L'indice destagionalizzato Markit, che con una singola domanda chiede alle aziende campione di paragonare l'andamento dell'attività del mese in corso rispetto a quello precedente, ha infatti segnato 54,1 punti, in aumento dai 52,4 punti. L'indice Pmi servizi dell'Eurozona si è attestato a febbraio a 55,5 punti, secondo la lettura finale, leggermente in ribasso rispetto ai 55,6 punti della stima preliminare. Sempre nell'area con la moneta unica, il volume delle vendite al dettaglio di gennaio è sceso dello 0,1%. Negli Usa, l'attività nel settore servizi americano ha rallentato e il Pmi si è attestato a 53,8 punti, in ribasso dai 55,6 punti del dato finale di gennaio e al di sotto delle previsioni degli analisti.
Chiusura di settimana in netto calo per la Borsa di Tokyo, con l'indice Nikkei 225 che cala dello 0,49% a 19.469,17 punti, e l'indice Topix a -0,42% a 1.558,05 punti. In mattinata sono arrivati invece i dati sull'inflazione giapponese, cresciuta dello 0,1% a gennaio, per la prima vota dopo 11 mesi. In calo la disoccupazione. Il tasso è sceso di 0,1 punti nel mese di gennaio rispetto al mese precedente, scendendo al 3% della forza lavoro, restando sui livelli minimi degli ultimi 20 anni.