MILANO - Cadono gli ordini all'industria tedesca a inizio anno e il dato segna l'andamento dei mercati europei, che chiudono deboli scontando anche l'incertezza di Wall Street. Milano termina le contrattazioni invariata (+0,03%), con alcuni titoli bancari pesanti, e in linea con Francoforte (+0,06%). Londra lima invece lo 0,15% e Parigi lo 0,35%. Wall Street tratta debole, in linea con la seduta della vigilia: il Dow Jones flette dello 0,1%, come il Nasdaq, mentre lo S&P500 retrocede dello 0,25%. Sotto pressione il settore farmaceutico, che paga il cinguettio di Donald Trump: "Sto lavorando a un sistema nuovo in cui ci sarà competizione nel settore farmaceutico. I prezzi per il popolo americano scenderanno di molto".
La locomotiva economica del Vecchio continente ha riportato un -7,4% degli ordini rispetto al mese precedente: il dato comunicato da Destatis è risultato decisamente peggiore delle attese, che puntavano su una flessione attorno al 2,5 per cento. Gli ordini erano saliti del 5,2% a dicembre, dopo un calo del 3,6% a novembre e un progresso del 4,8% ad ottobre. La variazione annua è comunque positiva del 5,1%. E' il primo di una serie di informazioni macro di rilievo, tra le quali spicca l'aggiornamento delle stime dell'Ocse: per l'Italia, l'Organizzazione parigina prevede un +1% del Pil nel periodo 2016-2018. L'Istat vede prospettive in miglioramento, nella sua nota mensile sull'economia, e traccia per gennaio una crescita dell'indice dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali dell'1% rispetto al mese precedente e del 2,5% nei confronti di gennaio 2016. Eurostat aggiorna l'andamento del Pil del quarto trimestre dell'Eurozona, confermando il +0,4%, mentre dagli Usa i dati sulla bilancia commerciale indicano un aumento del deficit a 48,49 miliardi di dollari, in crescita rispetto ai -44,3 miliardi di dicembre, e in linea con le previsioni degli analisti.
L'attendismo sta caratterizzando queste giornate di contrattazioni a livello globale, mentre gli investitori cercano di capire se la Federal Reserve alzerà effettivamente i tassi nella riunione del 14 e 15 marzo prossimi, come sembra sempre più certo tra gli addetti ai lavori. Non si attendono invece novità di rilievo dal Consiglio della Bce di dopodomani, nonostante l'inflazione abbia dato segnali di ripresa. Le azioni globali hanno raggiunto negli ultim igiorni un llivello record e secondo gli osservatori di Bloomberg ciò significa che è perfettamente sostenibile dai mercati una stretta ai tassi Usa, mentre la Cina è impegnata nel suo tentativo di guidare il rallentamento della crescita su binari sostenibili e l'Europa è impigliata negli spettri di populismo che aleggiano sulle elezioni in Olanda, Francia e Germania. "I mercati hanno già prezzato un aumento del costo del denaro a marzo", ha spiegato Kiyoshi Ishigane, strategist per Mitsubishi. "Ma dobbiamo ancora verificare come saranno gli ultimi dati sul mercato del lavoro, insieme a quale sarà il ritmo per gli aumenti che Janet Yellen vorrà imprimere".
Anche a Piazza Affari la giornata è ricca di spunti. Intesa Sanpaolo ha annunciato la cessione della quota detenuta in Allfunds Bank (Afb) - il 50% attraverso Eurizon - a fondi dell'orbita Hellman & Friedman e Gic, il fondo sovrano di Singapore, per circa 900 milioni di euro. Snam ha pubblicato i conti del 2016 con 2,56 miliardi di ricavi pro-forma e utile a 845 milioni, indicando per il piano 2017-2020 un obiettivo di 5 miliardi di investimenti e una politica del dividendo al 2018 con una crescita del 2,5%. Da segnalare lo shopping Usa di Leonardo, che si è assicurata i sistemi laser di Daylight Solitions per 150 milioni. Si scaldano Ei Towers e Rai Way, sulle indiscrezioni di stampa per le quali la società dell'orbita di viale Mazzini avrebbe dato mandato a Citigroup per studiare un'aggregazione con la controllata di Mediaset.
Lo spread tra Btp e Bund sale leggermente a 185 punti base, con il decennale italiano che rende il 2,17% sul mercato secondario. Sul mercato valuario, l'euro chiude in calo ma sopra quota 1,05 dollari e la sterlina tocca i minimi da gennaio. La moneta europea passa di mano a 1,0576 dollari e 120,58 yen. La divisa britannica paga le difficoltà che incontra la premier Theresa May a far passare la legge sulla Brexit alla Camera dei Lord e scambia a 1,2190 dollari.
In mattinata, l'incertezza della vigilia sulla Borsa americana si era estesa alla Borsa di Tokyo, dove l'indice Nikkei ha perso lo 0,18%. Sul fronte delle materie prime, il petrolio è in rialzo a New York, dove le quotazioni salgono dello 0,98% a 53,72 dollari al barile. Debole anche l'oro che lima lo 0,6% con il lingotto spot sotto quota 1.220 dollari.
La locomotiva economica del Vecchio continente ha riportato un -7,4% degli ordini rispetto al mese precedente: il dato comunicato da Destatis è risultato decisamente peggiore delle attese, che puntavano su una flessione attorno al 2,5 per cento. Gli ordini erano saliti del 5,2% a dicembre, dopo un calo del 3,6% a novembre e un progresso del 4,8% ad ottobre. La variazione annua è comunque positiva del 5,1%. E' il primo di una serie di informazioni macro di rilievo, tra le quali spicca l'aggiornamento delle stime dell'Ocse: per l'Italia, l'Organizzazione parigina prevede un +1% del Pil nel periodo 2016-2018. L'Istat vede prospettive in miglioramento, nella sua nota mensile sull'economia, e traccia per gennaio una crescita dell'indice dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali dell'1% rispetto al mese precedente e del 2,5% nei confronti di gennaio 2016. Eurostat aggiorna l'andamento del Pil del quarto trimestre dell'Eurozona, confermando il +0,4%, mentre dagli Usa i dati sulla bilancia commerciale indicano un aumento del deficit a 48,49 miliardi di dollari, in crescita rispetto ai -44,3 miliardi di dicembre, e in linea con le previsioni degli analisti.
L'attendismo sta caratterizzando queste giornate di contrattazioni a livello globale, mentre gli investitori cercano di capire se la Federal Reserve alzerà effettivamente i tassi nella riunione del 14 e 15 marzo prossimi, come sembra sempre più certo tra gli addetti ai lavori. Non si attendono invece novità di rilievo dal Consiglio della Bce di dopodomani, nonostante l'inflazione abbia dato segnali di ripresa. Le azioni globali hanno raggiunto negli ultim igiorni un llivello record e secondo gli osservatori di Bloomberg ciò significa che è perfettamente sostenibile dai mercati una stretta ai tassi Usa, mentre la Cina è impegnata nel suo tentativo di guidare il rallentamento della crescita su binari sostenibili e l'Europa è impigliata negli spettri di populismo che aleggiano sulle elezioni in Olanda, Francia e Germania. "I mercati hanno già prezzato un aumento del costo del denaro a marzo", ha spiegato Kiyoshi Ishigane, strategist per Mitsubishi. "Ma dobbiamo ancora verificare come saranno gli ultimi dati sul mercato del lavoro, insieme a quale sarà il ritmo per gli aumenti che Janet Yellen vorrà imprimere".
Anche a Piazza Affari la giornata è ricca di spunti. Intesa Sanpaolo ha annunciato la cessione della quota detenuta in Allfunds Bank (Afb) - il 50% attraverso Eurizon - a fondi dell'orbita Hellman & Friedman e Gic, il fondo sovrano di Singapore, per circa 900 milioni di euro. Snam ha pubblicato i conti del 2016 con 2,56 miliardi di ricavi pro-forma e utile a 845 milioni, indicando per il piano 2017-2020 un obiettivo di 5 miliardi di investimenti e una politica del dividendo al 2018 con una crescita del 2,5%. Da segnalare lo shopping Usa di Leonardo, che si è assicurata i sistemi laser di Daylight Solitions per 150 milioni. Si scaldano Ei Towers e Rai Way, sulle indiscrezioni di stampa per le quali la società dell'orbita di viale Mazzini avrebbe dato mandato a Citigroup per studiare un'aggregazione con la controllata di Mediaset.
Lo spread tra Btp e Bund sale leggermente a 185 punti base, con il decennale italiano che rende il 2,17% sul mercato secondario. Sul mercato valuario, l'euro chiude in calo ma sopra quota 1,05 dollari e la sterlina tocca i minimi da gennaio. La moneta europea passa di mano a 1,0576 dollari e 120,58 yen. La divisa britannica paga le difficoltà che incontra la premier Theresa May a far passare la legge sulla Brexit alla Camera dei Lord e scambia a 1,2190 dollari.
In mattinata, l'incertezza della vigilia sulla Borsa americana si era estesa alla Borsa di Tokyo, dove l'indice Nikkei ha perso lo 0,18%. Sul fronte delle materie prime, il petrolio è in rialzo a New York, dove le quotazioni salgono dello 0,98% a 53,72 dollari al barile. Debole anche l'oro che lima lo 0,6% con il lingotto spot sotto quota 1.220 dollari.