Borse europee poco mosse verso la Fed. Tokyo chiude ai massimi da 15 mesi
Flavio Bini, di FLAVIO BINII mercati in attesa del rialzo dei tassi da parte della Banca centrale Usa, dato ormai per scontato. Milano strappa un +0,25%. Chiusura positiva per la Borsa nipponica spinta dal ribasso dello yen. A Francoforte l'intervento di Draghi. Sul tavolo del cda del Sole 24 Ore la lettera di autosospensione di Napoletano. Spread in lieve calo. Petrolio ancora in ribasso
MILANO - Borse europee in cauto rialzo in una settimana che guarda prevalentemente all'appuntamento di mercoledì, quando è dato ormai quasi per scontato un nuovo rialzo dei tassi di interesse da parte della Fed (l'agenda dei mercati). Milano chiude in rialzo dello 0,25%, dopo una giornata fatta di oscillazioni sopra e sotto la parità. Alcuni ribassi del comparto bancario, come Mediobanca, Bper e Ubi, pesano sul listini principale. Poco mossi gli altri listini del Vecchio continente: Londra termina positiva dello 0,33%, Francoforte guadagna lo 0,22% e Parigi dello 0,13%.
L'incertezza sul rialzo dei tassi in vista del direttivo della Fed ha dominato la seduta di Wall Street. Il Dow Jones ha chiuso con lieve ribasso, cedendo lo 0,10%, pari a 21,50 punti, per fermarsi a quota 20.881,48. Il Nasdaq a guadagnato lo 0,24% raggiungendo quota 5.875,78 punti.
Sui mercati hanno pesato poco le parole pronunciate oggi Mario Draghi, che nel suo intervento a F…
L'incertezza sul rialzo dei tassi in vista del direttivo della Fed ha dominato la seduta di Wall Street. Il Dow Jones ha chiuso con lieve ribasso, cedendo lo 0,10%, pari a 21,50 punti, per fermarsi a quota 20.881,48. Il Nasdaq a guadagnato lo 0,24% raggiungendo quota 5.875,78 punti.
Sui mercati hanno pesato poco le parole pronunciate oggi Mario Draghi, che nel suo intervento a F…
MILANO - Borse europee in cauto rialzo in una settimana che guarda prevalentemente all'appuntamento di mercoledì, quando è dato ormai quasi per scontato un nuovo rialzo dei tassi di interesse da parte della Fed (l'agenda dei mercati). Milano chiude in rialzo dello 0,25%, dopo una giornata fatta di oscillazioni sopra e sotto la parità. Alcuni ribassi del comparto bancario, come Mediobanca, Bper e Ubi, pesano sul listini principale. Poco mossi gli altri listini del Vecchio continente: Londra termina positiva dello 0,33%, Francoforte guadagna lo 0,22% e Parigi dello 0,13%.
L'incertezza sul rialzo dei tassi in vista del direttivo della Fed ha dominato la seduta di Wall Street. Il Dow Jones ha chiuso con lieve ribasso, cedendo lo 0,10%, pari a 21,50 punti, per fermarsi a quota 20.881,48. Il Nasdaq a guadagnato lo 0,24% raggiungendo quota 5.875,78 punti.
Sui mercati hanno pesato poco le parole pronunciate oggi Mario Draghi, che nel suo intervento a Francoforte di oggi si è tenuto alla larga dai temi di poltiica monetaria in senso stretto. A Piazza Affari si guarda agli sviluppi che riguardano il Sole 24 Ore. Secondo quanto riportato da Repubblica, il direttore Roberto Napoletano avrebbe formalizzato la propria autosospensione, da sottoporre al cda che si riunisce oggi in seduta straordinaria per la prima volta dopo l'inchiesta che ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati di 10 persone, tra cui lo stesso Napoletano, l'ex ad Donatella Treu e l'ex presidente Benito Benedini.
Poco mosso lo spread. Il differenziale tra Btp e Bund tedeschi si attesta intorno a 188 punti, con il rendimento del nostro decennale al 2,33%. Il Tesoro ha intanto assegnato tutti i 6,25 miliardi di euro di Btp a 3 e 7 anni con tassi in rialzo. Il rendimento medio del titolo triennale è salito allo 0,37% dallo 0,25% dell'asta di febbraio, mentre quello del sette anni all'1,90% dall'1,59% del mese scorso. La domanda è risultata in calo a 1,39 volte l'importo offerto per il Btp a tre anni da 1,48 e a 1,26 volte da 1,34 per il titolo a sette anni.
L'euro chiude stabile sul dollaro, in attesa della riunione della Fed di mercoledì sera. La moneta europea passa di mano a 1,0675 dollari e 122,31 yen. Il cambio dollaro/yen è a 114,58. I dati della fine della settimana scorsa sull'occupazione Usa rafforzano l'aspettativa di un aumento dei tassi Usa. L'attesa maggiore è per le indicazioni di Janet Yellen sulle strette che la banca centrale Usa farà quest'anno. Giornata scarna sul fronte degli appuntamenti macroeconomici, con il passo falso della produzione industriale italiana in evidenza: calo del 2,3 per cento mensile a gennaio.
In mattinata la Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo portandosi sui massimi degli ultimi 15 mesi, complice il ribasso dello yen che sostiene le esportazioni. Il Nikkei ha guadagnato lo 0,16%, a 19.635 punti.
Avvio di settimana ancora all'insegna del ribasso per le quotazioni del petrolio che negli scorsi sette giorni hanno già registrato un fortissimo crollo. A pesare è la produzione Usa in netto aumento che sembra vanificare i tagli decisi dall'Opec. Al termine degli scambi nell'Ue, il Wti passa di mano in area 48,3 dollari al barile e il Brent è a quota 51,3 dollari: le quotazioni sono poco sotto i livelli di venerdì. Tenta un recupero il lingotto d'oro, dopo la recente debolezza: il metallo prezioso è a quota 1.206 dollari l'oncia.
L'incertezza sul rialzo dei tassi in vista del direttivo della Fed ha dominato la seduta di Wall Street. Il Dow Jones ha chiuso con lieve ribasso, cedendo lo 0,10%, pari a 21,50 punti, per fermarsi a quota 20.881,48. Il Nasdaq a guadagnato lo 0,24% raggiungendo quota 5.875,78 punti.
Sui mercati hanno pesato poco le parole pronunciate oggi Mario Draghi, che nel suo intervento a Francoforte di oggi si è tenuto alla larga dai temi di poltiica monetaria in senso stretto. A Piazza Affari si guarda agli sviluppi che riguardano il Sole 24 Ore. Secondo quanto riportato da Repubblica, il direttore Roberto Napoletano avrebbe formalizzato la propria autosospensione, da sottoporre al cda che si riunisce oggi in seduta straordinaria per la prima volta dopo l'inchiesta che ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati di 10 persone, tra cui lo stesso Napoletano, l'ex ad Donatella Treu e l'ex presidente Benito Benedini.
Poco mosso lo spread. Il differenziale tra Btp e Bund tedeschi si attesta intorno a 188 punti, con il rendimento del nostro decennale al 2,33%. Il Tesoro ha intanto assegnato tutti i 6,25 miliardi di euro di Btp a 3 e 7 anni con tassi in rialzo. Il rendimento medio del titolo triennale è salito allo 0,37% dallo 0,25% dell'asta di febbraio, mentre quello del sette anni all'1,90% dall'1,59% del mese scorso. La domanda è risultata in calo a 1,39 volte l'importo offerto per il Btp a tre anni da 1,48 e a 1,26 volte da 1,34 per il titolo a sette anni.
L'euro chiude stabile sul dollaro, in attesa della riunione della Fed di mercoledì sera. La moneta europea passa di mano a 1,0675 dollari e 122,31 yen. Il cambio dollaro/yen è a 114,58. I dati della fine della settimana scorsa sull'occupazione Usa rafforzano l'aspettativa di un aumento dei tassi Usa. L'attesa maggiore è per le indicazioni di Janet Yellen sulle strette che la banca centrale Usa farà quest'anno. Giornata scarna sul fronte degli appuntamenti macroeconomici, con il passo falso della produzione industriale italiana in evidenza: calo del 2,3 per cento mensile a gennaio.
In mattinata la Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo portandosi sui massimi degli ultimi 15 mesi, complice il ribasso dello yen che sostiene le esportazioni. Il Nikkei ha guadagnato lo 0,16%, a 19.635 punti.
Avvio di settimana ancora all'insegna del ribasso per le quotazioni del petrolio che negli scorsi sette giorni hanno già registrato un fortissimo crollo. A pesare è la produzione Usa in netto aumento che sembra vanificare i tagli decisi dall'Opec. Al termine degli scambi nell'Ue, il Wti passa di mano in area 48,3 dollari al barile e il Brent è a quota 51,3 dollari: le quotazioni sono poco sotto i livelli di venerdì. Tenta un recupero il lingotto d'oro, dopo la recente debolezza: il metallo prezioso è a quota 1.206 dollari l'oncia.