MILANO - Le Borse europee chiudono in positivo in una giornata che guarda soprattutto all'atteso rialzo dei tassi da parte della Fed e alle elezioni in Olanda. L'esito della consultazione nei Paesi Bassi - secondo gli analisti - non spaventa in se stessa quanto più per il possibile effetto a catena sugli altri Paesi, primi fra tutti Francia e Italia, mentre sul fronte Usa sembra da escludere un nuovo rinvio da parte della Banca Centrale, dopo i segnali incoraggianti arrivati dall'economia americana.
A Milano l'indice Ftse archivia le contrattazioni in rialzo dell'1,21%, spinta soprattutto dall'ottima performance di Leonardo (+7,74%), che ha illustrato il nuovo piano industriale e annunciato il ritorno al dividendo dopo sei anni. In forte calo Ferragamo, dopo i risultati comunicati ieri. Seduta positiva anche per Londra cresciuta dello 0,12%, Parigi - aumentata dello 0,12% e Francoforte, salita dello 0,18%. Alle chiusura delle Borse europee anche Wall Street guadagna terreno: Il Dow Jones cresce dello 0,35%, il Nasdaq avanza dello 0,36% mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,38%.
Giornata relativamente tranquilla per lo spread. Il differenziale tra il Btp a dieci anni e l'omologo Bund tedesco ha chiuso stabile intorno a 187 punti base, mentre il rendimento del bond decennale italiano si attesta al 2,28%.
Il mercato dei cambi è ingessato in attesa della Fed: l'euro viene scambiato intorno a 1,063 dollari, rispetto alla quotazione di 1,0608 fatta registrare ieri. Sulla moneta giapponese, la valuta unica viene scambiata a 121,9 yen. Sempre sul fronte valutario si registra la posizone del premier Li Keqiang, che incontrando la stampa a chiusura del Congresso nazionale del popolo ha detto che la Cina "non punta a svalutare lo yuan per sostenere il suo export" e spinge, al contrario, per un tasso di cambio "generalmente stabile".
Sale ancora il debito pubblico a gennaio. Secondo i dati diffusi da Bankitalia l'indebitamento è cresciuto fino a 2250 miliardi. L'Istat ha invece corretto leggermente al rialzo i dati sull'inflazione, salita a febbraio dello 0,4% rispetto al mese precedente e dell'1,6%. Rimbalzo positivo invece per le vendite al dettaglio relative al mese di gennaio dopo il tonfo di dicembre. In Francia i prezzi salgono a febbraio dello 0,1% rispetto al mese precedente, e dell'1,2% su base annua. La disoccupazione nel Regno Unito è scesa al 4,7% nei tre mesi fino a gennaio, toccando i minimi dal 1975. Incoraggianti anche i numeri diffusi da Eurostat relativi al quarto trimestre. Gli occupati nell'Eurozona hanno toccato quota 153,9 milioni, il livello massimo registrato dal terzo trimestre del 2008. Parallelamente, il numero delle persone con un lavoro nell'insieme dei 28 Paesi Ue ha segnato un nuovo record assoluto arrivando a 232,9 milioni.
Negli Usa si registrano i dati su inflazione e vendite al dettaglio: crescono entrambi dello 0,1% a febbraio, centrando le aspettative degli analisti. L'indice Empire State, che misura l'andamento dell'attività manifatturiera nell'area di New York, in marzo si è confermato in territorio positivo per il quinto mese di fila, ma ha rallentato il passo pur battendo le stime: è calato a 16,4 punti questo mese, rispetto ai +18,7 punti di febbraio (invariato dalla prima stima).
In mattinata, chiusura in moderato ribasso per la Borsa di Tokyo, con l'indice Nikkei che termina gli scambi in calo dello 0,16% a 19.577,38 punti. In flessione a gennaio la produzione industriale giapponese, con un calo dello 0,4% rispetto al mese precedente e un aumento del 3,7% su base annua. La rilevazione è stata comunque rivista al rialzo rispetto alla stima preliminare, pari a un -0,8% mensile e a un +3,2% annuo.
Il petrolio consolida i rialzi dopo che il dipartimento per l'energia Usa ha riferito di un inatteso calo delle scorte, nei dati settimanali. Il barile di Brent aumenta di 70 cents rispetto alla chiusura di ieri, a 51,62 dollari. Il Wti sale di 83 cents a 48,55 dollari. In risalita anche l'oro. Il metallo con consegna immediata sale dello 0,12% a 1200 dollari l'oncia.
A Milano l'indice Ftse archivia le contrattazioni in rialzo dell'1,21%, spinta soprattutto dall'ottima performance di Leonardo (+7,74%), che ha illustrato il nuovo piano industriale e annunciato il ritorno al dividendo dopo sei anni. In forte calo Ferragamo, dopo i risultati comunicati ieri. Seduta positiva anche per Londra cresciuta dello 0,12%, Parigi - aumentata dello 0,12% e Francoforte, salita dello 0,18%. Alle chiusura delle Borse europee anche Wall Street guadagna terreno: Il Dow Jones cresce dello 0,35%, il Nasdaq avanza dello 0,36% mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,38%.
Giornata relativamente tranquilla per lo spread. Il differenziale tra il Btp a dieci anni e l'omologo Bund tedesco ha chiuso stabile intorno a 187 punti base, mentre il rendimento del bond decennale italiano si attesta al 2,28%.
Il mercato dei cambi è ingessato in attesa della Fed: l'euro viene scambiato intorno a 1,063 dollari, rispetto alla quotazione di 1,0608 fatta registrare ieri. Sulla moneta giapponese, la valuta unica viene scambiata a 121,9 yen. Sempre sul fronte valutario si registra la posizone del premier Li Keqiang, che incontrando la stampa a chiusura del Congresso nazionale del popolo ha detto che la Cina "non punta a svalutare lo yuan per sostenere il suo export" e spinge, al contrario, per un tasso di cambio "generalmente stabile".
Sale ancora il debito pubblico a gennaio. Secondo i dati diffusi da Bankitalia l'indebitamento è cresciuto fino a 2250 miliardi. L'Istat ha invece corretto leggermente al rialzo i dati sull'inflazione, salita a febbraio dello 0,4% rispetto al mese precedente e dell'1,6%. Rimbalzo positivo invece per le vendite al dettaglio relative al mese di gennaio dopo il tonfo di dicembre. In Francia i prezzi salgono a febbraio dello 0,1% rispetto al mese precedente, e dell'1,2% su base annua. La disoccupazione nel Regno Unito è scesa al 4,7% nei tre mesi fino a gennaio, toccando i minimi dal 1975. Incoraggianti anche i numeri diffusi da Eurostat relativi al quarto trimestre. Gli occupati nell'Eurozona hanno toccato quota 153,9 milioni, il livello massimo registrato dal terzo trimestre del 2008. Parallelamente, il numero delle persone con un lavoro nell'insieme dei 28 Paesi Ue ha segnato un nuovo record assoluto arrivando a 232,9 milioni.
Negli Usa si registrano i dati su inflazione e vendite al dettaglio: crescono entrambi dello 0,1% a febbraio, centrando le aspettative degli analisti. L'indice Empire State, che misura l'andamento dell'attività manifatturiera nell'area di New York, in marzo si è confermato in territorio positivo per il quinto mese di fila, ma ha rallentato il passo pur battendo le stime: è calato a 16,4 punti questo mese, rispetto ai +18,7 punti di febbraio (invariato dalla prima stima).
In mattinata, chiusura in moderato ribasso per la Borsa di Tokyo, con l'indice Nikkei che termina gli scambi in calo dello 0,16% a 19.577,38 punti. In flessione a gennaio la produzione industriale giapponese, con un calo dello 0,4% rispetto al mese precedente e un aumento del 3,7% su base annua. La rilevazione è stata comunque rivista al rialzo rispetto alla stima preliminare, pari a un -0,8% mensile e a un +3,2% annuo.
Il petrolio consolida i rialzi dopo che il dipartimento per l'energia Usa ha riferito di un inatteso calo delle scorte, nei dati settimanali. Il barile di Brent aumenta di 70 cents rispetto alla chiusura di ieri, a 51,62 dollari. Il Wti sale di 83 cents a 48,55 dollari. In risalita anche l'oro. Il metallo con consegna immediata sale dello 0,12% a 1200 dollari l'oncia.