Borse europee in cauto rialzo. Occhi sulla Fed dopo la frenata dell'economia Usa
Flavio Bini, di FLAVIO BINI
Dati positivi dagli indici Pmi sulla manifattura. Tokyo chiude positiva forte delle rassicurazioni arrivate dai verbali del board della Banca del Giappone sul perseguimento della politica ultraespanisiva. Atene festeggia l'accordo con i creditori: +3%. Milano +0,6%
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MILANO - Le Borse europee chiudono in moderato rialzo in una giornata molto ricca di spunti dal lato dell'agenda macroeconomica. Milano termina gli scambi in rialzo dello 0,6%, in linea con le altre: Francoforte aggiunge lo 0,56%, Londra lo 0,64%, Parigi lo 0,7%. Atene risce a scattare di oltre tre punti percentuali, festaggiando l'accordo con i creditori che apre le porte alla prossima fase del finanziamento internazionale: la Piazza ellenica è ai massimi dall'estate 2015. Wall Street chiude in leggero rialzo: il Dow Jones sale dello 0,17%, il Nasdaq stabilisce un nuovo record avanzando dello 0,06% a 6.095,37 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,11%. A Piazza Affari soffre soprattutto Fca, dopo i dati deludenti sulle immatricolazioni arrivati dal mercato Usa.
Dall'Eurozona sono arrivati invece dati molto incoraggianti sul fronte dell'industria. L'ind…!-->!-->
MILANO - Le Borse europee chiudono in moderato rialzo in una giornata molto ricca di spunti dal lato dell'agenda macroeconomica. Milano termina gli scambi in rialzo dello 0,6%, in linea con le altre: Francoforte aggiunge lo 0,56%, Londra lo 0,64%, Parigi lo 0,7%. Atene risce a scattare di oltre tre punti percentuali, festaggiando l'accordo con i creditori che apre le porte alla prossima fase del finanziamento internazionale: la Piazza ellenica è ai massimi dall'estate 2015. Wall Street chiude in leggero rialzo: il Dow Jones sale dello 0,17%, il Nasdaq stabilisce un nuovo record avanzando dello 0,06% a 6.095,37 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,11%. A Piazza Affari soffre soprattutto Fca, dopo i dati deludenti sulle immatricolazioni arrivati dal mercato Usa.
Dall'Eurozona sono arrivati invece dati molto incoraggianti sul fronte dell'industria. L'indice Pmi manifatturiero nell'area con la moneta unica, rilevato da Markit - l'indagine sui direttori degli acquisti delle grandi aziende - risulta in crescita ad aprile a 56,7 punti, toccando i massimi da sei anni a questa parte. Un'impennata che si registra anche in Italia dove il dato ha toccato 56,2 punti contro i 55,7 di marzo. Ogni rilevazione sopra quota 50 punti indica una fase di espansione economica.
Di tono inverso i dati pubblicati questa mattina in Estremo Oriente. In Cina ad aprile l'indice Caixin che interpella i responsabili acquisti del comparto si è attestato a 50,3 rispetto al 51,2 di marzo, in Giappone l'indice pmi servizi ha fatto segnare un 52,2 il mese scorso da 52,9 in marzo.
La Borsa di Tokyo ha chiuso comunque positiva, beneficiando dei segnali arrivati dai verbali dell'ultima riunione del board della Banca del Giappone che hanno lasciato intendere che l'istituto non ha in programma rallentamenti della propria politica monetaria ultraespansiva. I mercati però guardano in settimana essenzialmente a due appuntamenti, la riunione del bopard della Fed, in programma oggi e domani, e i dati sul lavoro Usa in arrivo venerdì. Da testare soprattutto la reazione della Banca centrale Usa dopo gli ultimi segnali di rallentamento arrivati dall'economia americana.
Sul mercato valutario del Vecchio Contnente l'euro si stabilizza: chiude sul filo di 1,09 dollari. La moneta unica, spinta dai sondaggi che danno Emmanuel Macron in vantaggio su Marine Le Pen, viene scambiata a 1,0902 dollari e a 122,29 yen. Dollaro in rialzo sullo yen a 112,16. Andamento poco mosso anche per lo spread, a quota 196, con il rendimento del decennale italiano al 2,28%. Oltre ai dati già citati, l'agenda macroeconomica odierna incassa la conferma della disoccupazione dell'Eurozona ai minimi da otto anni a marzo, mentre in Italia si è registrato un leggero rialzo all'11,7%. Da seguire, poi, i dati sulle immatricolazioni di auto ad aprile.
Infine le quotazioni del petrolio sono in calo sull'onda delle previsioni di un aumento delle scorte Usa. Alla chiusura dei mercati europei il Wti cede mezzo punto percentuale a 48,6 dollari al barile, mentre il Brent arretra dello 0,4% a 51,3 dollari. Stabile l'oro, in attesa del meeting della Fed e dei dati sul lavoro Usa: il lingotto con consegna immediata resta così in area 1.255 dollari l'oncia.