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Borse Ue caute, sale il petrolio. Milano in rialzo con Atlantia

L'attesa offerta lanciata su Abertis domina la scena a Piazza Affari, che chiude in rialzo dello 0,6%. S&P sull'Italia: rischia anno perso per la politica. L'euro si rafforza leggermente. Greggio in crescita con l'intesa tra Russia e Arabia Saudita per prolungare i tagli. Btp Italia a 1,6 miliardi

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MILANO -  Le Borse europee chiudono gli scambi in cauto rialzo. Milano riesce a spuntare un progresso dello 0,6%, migliorano le altre in scia a Wall Street. Londra sale dello 0,26% e segna un nuovo massimo a 7.454 punti,  Francoforte guadagna lo 0,29% e Parigi lo 0,22%.

A Piazza Affari è l'Opas lanciata da Atlantia su Abertis a dominare la scena la finanziaria. Il titolo italiano reagisce bene all'offerta e tratta in deciso rialzo dopo un avvio di segno opposto. Quando chiudono i listini Ue, Wall Street è in rialzo sulla scia dell'intesa tra Mosca e Riad su una proroga di sei mesi dell'accordo con i Paesi Opec sui tagli alla produzione del petrolio: il Dow Jones avanza dello 0,35%, in linea con il Nasdaq, mentre lo S&P500 aggiunge mezzo punto percentuale.

Variazioni limitate per lo spread, a quota 185 punti in linea con la chiusura di venerdì. Il rendimento del decennale italiano si attesta invece al 2,25%. Sul fronte valutario, chiusura in rialzo per l'euro che viene scambiato a 1,0976 sul biglietto verde. La moneta europea passa inoltre di mano a 124,72 yen. Dollaro/yen a 113,62.

Sul fronte dell'agenda macroeconomica si registra un aumento oltre le attese della produzione industriale cinese ad aprile, cresciuta del 6,5 per cento su base annua, più lentamente rispetto all'aumento del 7,6 per cento di marzo, ma sotto il  al 7 per cento  atteso dagli analisti. Poco sotto le attese ma comunque a passo molto spedito le vendite al dettaglio, salite ad aprile del 10,7%, poco al di sotto del picco del 10,9 per cento del mese precedente.

Dall'Istat si registra invece il dato sull'inflazione italiana ad aprile: il dato definitivo è leggermente superiore alla stima preliminare e dice di una crescita dei prezzi dello 0,4% mensile e dell'1,9% annuo, al top dal 2013. Sempre in mattinata il Tesoro lancia l'undicesima emissione del Btp Italia indicizzato all'inflazione italiana, per il quale nella prima giornata si sono registrati 29 mila contratti per un controvalore pari a poco superiore a 1,615 miliardi. Maria Cannata, responsabile del debito, ha già annunciato una nuova emissione nell'autunno prossimo, mentre Bankitalia ha tracciato un nuovo record dell'indebitamento a 2.260 miliardi a marzo. Da segnalare anche il rapporto di S&P sull'Eurozona, con il commento lapidario sull'Italia che potrebbe registrare una crescita del 2017 sotto l'1%: "In un clima politico incerto, il 2017 potrebbe rivelarsi un anno perso per le riforme così necessarie" per il paese.

Dagli Usa arriva il calo inatteso dell'indice che misura l'andamento del manifatturiero dell'area di New York, l'Empire State Manufacturing: è passato da 5,2 a -1 punti. Gli analisti avevano stimato 7,2 punti.

Questa mattina chiusura poco mossa per Tokyo: l'indice Nikkei ha archiviato le contrattazioni in calo dello 0,07% a 19.869,85 punti.

Come accennato, uno dei fattori di questa fase di mercato è la crescita del prezzo del petrolio: quando terminano gli scambi europei il Wti aggiunge il 2,8% sopra 49 dollari e il Brent sale del 2,6% a 52,1 dollari. L'oro è in leggero apprezzamento a 1233 dollari l'oncia.