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Borse europee in calo, PIazza affari giù con le banche e Mediaset

Giornata in flessione per i listini del Vecchio Continente. A Milano male gli istituti di credito e Mediaset. L'inattesa rottura di Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi ed Egitto con il Qatar fa schizzare il prezzo del greggio che poi rientra sulla parità. A Wall Street Google sfonda con Alphabet quota 1000 dollari ad azione. Spread stabile sotto quota 200 punti, euro in lieve calo

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MILANO -  Borse europee in calo in una seduta partita al ribasso sulla scia delle tensioni geopolitche nel Golfo persico, con Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi ed Egitto, che hanno deciso di chiudere le relazioni diplomatiche con il Qatar, accusandolo di sostenere il terrorismo islamico. Una mossa che ha inizialmente fatto balzare  il prezzo del petrolio, che ha poi invertito decisamente la rotta. Alla chiusura delle piazze finanziarie del Vecchio Continente il Wti è quotato a 47,08 dollari, in calo dell'1,22%, il Brent a 49.19 dollari, in calo dell'1,52%.

Milano parte piatta ma termina a -0,99% appesantita dal ribasso delle banche e di Mediaset. Londra perde lo 0,29%, Parigi cede lo 0,66% mentre Francoforte è chiusa per festività. Avvio debole invece per Wall Street: il Dow Jones segna + 0,04%, il Nasdaq registra una perdita dello 0,09% e l'S&P500 perde lo 0,12%. Da notare il record registrato da Alphabet, la holding proprietaria di Google, che ha sfondato per la prima volta quota di 1000 dollari ad azione.

Seduta sostanzialmente piatta per lo spread. Il differenziale Btp/Bund chiude a 199 punti poco lontano dal livello di apertura e con il rendimento del decennale italiano è pari al 2,27%. Sul mercato valutario l'euro chiude in calo passando di mano a 1,1249 dollari e 124,22 yen. Stabile il dollaro sullo yen a 110,42. Dopo gli attentati terroristici a Londra la sterlina è invece in rialzo a 1,2924 dollari.

Sullo sfondo i buoni dati economici relativi all'indice Pmi dell'Eurozona, che conferma a maggio gli ottimi livelli raggiunti ad aprile mentre in ITalia è sceso a 55,1  dal 56,2 di aprile.

Poco mosso l'oro, nonostante le tensioni mediorientali. Il lingotto con consegna immediata sale dello 0,1% a 1279 dollari l'oncia.