MILANO - Dopo gli scandali legati al maxi-appalto di "Facility Management 4", sul quale si è acceso il faro della procura di Napoli prima e Roma poi, la Consip cambia la modalità di assegnazione dei bandi di gara per le forniture al pubblico. La centrale unica degli acquisti, pensata per uniformare la spesa pubblica e risparmiare, dice addio ai maxi-lotti, promette maggiore trasparenza delle procedure che potranno essere seguite in tracking passo passo sul sito, punta a una riorganizzazione interna in più unità specializzate. Si accorcia così la catena di comando, con l'effetto di avere una maggiore reattività e una forte attenzione alla multidisciplinarietà.
Sono le novità in arrivo, secondo quanto riporta l'Ansa: "Consip sta riprogettando il metodo con cui si impostano le gare - spiega un documento della società - si punta a industrializzare il processo e a suddividere le gare in più lotti, per permettere a più aziende di partecipare e allo Stato di continuare ad avere risparmi".
Consip parla per la prima volta della messa a punto di nuovi processi per le gare pubbliche e della riorganizzazione della società. Le gare seguiranno nuovi criteri, una parte dei quali già attuati, per tenere conto della giurisprudenza più recente, contemperando al meglio gli obiettivi di inclusione delle Pmi e dell'aggregazione della domanda. Alcuni criteri di qualità, relativi alla correlazione tra esigenze e requisiti tecnici, sono già stati adottati e sono operativi. Per altri il processo è in corso e servirà un anno perchè tutto arrivi a regime. Tra le innovazioni ci sono le nuove regole per la suddivisione in lotti delle gare, ma anche la costruzione di standard documentali e di risposta e strumenti di valutazione automatica delle offerte tecniche. Il tutto con l'ausilio di sistemi informativi di supporto a quella che viene definita "gestione intelligente del processo produttivo". Il risultato di questa "industrializzazione del processo" dovrebbe portare a "maggiore oggettività, a lotti più piccoli, a gare su prodotti e servizi più mirati alle specifiche esigenze della PA e richiederà quindi la capacità di gestire più operazioni". Per un tipo di servizio, ad esempio, si guarderà a diverse tipologie: per enti grandi e per enti piccoli, per amministrazioni locali e per le scuole, ciascuna caratterizzata da diverse esigenze.
E proprio sulla gara incriminata, emerge che l'impresa Romeo Gestioni è stata esclusa. La Consip ha infatti preso di una delibera dell'Autorità anticorruzione a riguardo e ha anche deliberato di escludere le due imprese Cns e Manutencoop Fm, per aver fatto cartello nella convenzione "Pulizia Scuole", dai bandi per i servizi di "Pulizia caserme" e "Pulizie enti del servizio sanitario". Per Csn e Manutencoop la Consip si è inoltre riservata ulteriori approfondimenti.
La decisione sulla Romeo Gestioni è legata alla maxi-gara Fm4 da 2,7 miliardi, ancora in corso di aggiudicazione, nella quale la società risulta in testa per alcuni dei lotti. La decisione di esclusione è stata presa tenendo conto delle circostanze note legate all'inchiesta della procura di Roma, compresa la confessione dell'ex dipendente Consip Marco Gasparri, che avrebbe ammesso di aver preso dazioni in denaro. Sono state valutate anche la richiesta di giudizio immediato che la procura ha fatto nei confronti di Gasparri che di Alfredo Romeo, nonchè dell'ordinanza di misure interdittive nei confronti della Romeo Gestioni, la cui applicazione è però sospesa per consentire alla società di porre in essere misure riparatorie.
Lo stop a Cns e Manutencoop poggia invece sulla "grave negligenza o malafede nell'esecuzione contrattuale della Convenzione Pulizia Scuole". Le due imprese sono state accusate di aver fatto cartello e la decisione parte da una delibera Anac, l'autorità anticorruzione. Oltre alla Convenzione Pulizia Scuole, le due società sono state escluse anche dalle iniziative su "pulizia caserme" e "pulizia del servizio sanitario nazionale". Le decisioni sono state comunicate alle tre aziende e il presidente del Cns, Alessandro Hinna, ha chiarito: "Per il nuovo Cns la legalità e la trasparenza sono al primo posto. Prendiamo atto della risoluzione della Consip, tuttavia ancora una volta teniamo a ribadire il grande sforzo fatto negli ultimi due anni dal Cns per favorire un reale cambiamento al proprio interno".
Quanto invece all'utilizzo della piattaforma da parte delle amministrazioni pubbliche per l'acquisto di beni e servizi, gli ultimi dati - esaminati dal Cda della società controllata dal Tesoro - mettono in risalto una crescita dell'11% nel primo quadrimestre del 2017 in relazione alle intermediazioni, con una crescita da 2,255 a 2,507 miliardi di euro. Si aggiornano così ultime proiezioni, contenute anche nel Def, che vedevano nel 2016 la crescita del valore intermediato salire sempre di un 11%, da 7,3 miliardi del 2015 agli 8,1 miliardi del 2016. Sempre nel 2016 il risparmio realizzato sui prezzi di acquisto, come riscontrato dalla rilevazione Mef Istat, ha toccato un valore di circa 3,5 miliardi, in crescita del 4% rispetto al 2015.
Sono le novità in arrivo, secondo quanto riporta l'Ansa: "Consip sta riprogettando il metodo con cui si impostano le gare - spiega un documento della società - si punta a industrializzare il processo e a suddividere le gare in più lotti, per permettere a più aziende di partecipare e allo Stato di continuare ad avere risparmi".
Consip parla per la prima volta della messa a punto di nuovi processi per le gare pubbliche e della riorganizzazione della società. Le gare seguiranno nuovi criteri, una parte dei quali già attuati, per tenere conto della giurisprudenza più recente, contemperando al meglio gli obiettivi di inclusione delle Pmi e dell'aggregazione della domanda. Alcuni criteri di qualità, relativi alla correlazione tra esigenze e requisiti tecnici, sono già stati adottati e sono operativi. Per altri il processo è in corso e servirà un anno perchè tutto arrivi a regime. Tra le innovazioni ci sono le nuove regole per la suddivisione in lotti delle gare, ma anche la costruzione di standard documentali e di risposta e strumenti di valutazione automatica delle offerte tecniche. Il tutto con l'ausilio di sistemi informativi di supporto a quella che viene definita "gestione intelligente del processo produttivo". Il risultato di questa "industrializzazione del processo" dovrebbe portare a "maggiore oggettività, a lotti più piccoli, a gare su prodotti e servizi più mirati alle specifiche esigenze della PA e richiederà quindi la capacità di gestire più operazioni". Per un tipo di servizio, ad esempio, si guarderà a diverse tipologie: per enti grandi e per enti piccoli, per amministrazioni locali e per le scuole, ciascuna caratterizzata da diverse esigenze.
E proprio sulla gara incriminata, emerge che l'impresa Romeo Gestioni è stata esclusa. La Consip ha infatti preso di una delibera dell'Autorità anticorruzione a riguardo e ha anche deliberato di escludere le due imprese Cns e Manutencoop Fm, per aver fatto cartello nella convenzione "Pulizia Scuole", dai bandi per i servizi di "Pulizia caserme" e "Pulizie enti del servizio sanitario". Per Csn e Manutencoop la Consip si è inoltre riservata ulteriori approfondimenti.
La decisione sulla Romeo Gestioni è legata alla maxi-gara Fm4 da 2,7 miliardi, ancora in corso di aggiudicazione, nella quale la società risulta in testa per alcuni dei lotti. La decisione di esclusione è stata presa tenendo conto delle circostanze note legate all'inchiesta della procura di Roma, compresa la confessione dell'ex dipendente Consip Marco Gasparri, che avrebbe ammesso di aver preso dazioni in denaro. Sono state valutate anche la richiesta di giudizio immediato che la procura ha fatto nei confronti di Gasparri che di Alfredo Romeo, nonchè dell'ordinanza di misure interdittive nei confronti della Romeo Gestioni, la cui applicazione è però sospesa per consentire alla società di porre in essere misure riparatorie.
Lo stop a Cns e Manutencoop poggia invece sulla "grave negligenza o malafede nell'esecuzione contrattuale della Convenzione Pulizia Scuole". Le due imprese sono state accusate di aver fatto cartello e la decisione parte da una delibera Anac, l'autorità anticorruzione. Oltre alla Convenzione Pulizia Scuole, le due società sono state escluse anche dalle iniziative su "pulizia caserme" e "pulizia del servizio sanitario nazionale". Le decisioni sono state comunicate alle tre aziende e il presidente del Cns, Alessandro Hinna, ha chiarito: "Per il nuovo Cns la legalità e la trasparenza sono al primo posto. Prendiamo atto della risoluzione della Consip, tuttavia ancora una volta teniamo a ribadire il grande sforzo fatto negli ultimi due anni dal Cns per favorire un reale cambiamento al proprio interno".
Quanto invece all'utilizzo della piattaforma da parte delle amministrazioni pubbliche per l'acquisto di beni e servizi, gli ultimi dati - esaminati dal Cda della società controllata dal Tesoro - mettono in risalto una crescita dell'11% nel primo quadrimestre del 2017 in relazione alle intermediazioni, con una crescita da 2,255 a 2,507 miliardi di euro. Si aggiornano così ultime proiezioni, contenute anche nel Def, che vedevano nel 2016 la crescita del valore intermediato salire sempre di un 11%, da 7,3 miliardi del 2015 agli 8,1 miliardi del 2016. Sempre nel 2016 il risparmio realizzato sui prezzi di acquisto, come riscontrato dalla rilevazione Mef Istat, ha toccato un valore di circa 3,5 miliardi, in crescita del 4% rispetto al 2015.