MILANO - Borse europee in calo in una settimana segnata prevalentemente dalla caduta del prezzo del petrolio. Milano chiude in calo dello 0,67% appesantita dai bancari, reduci da una giornata di acquisti dopo l'offerta avanzata da Intesa Sanpaolo per le banche venete. Tra le peggiori, a Milano, è comunque St che cede il 2,1% dopo l'annuncio del lancio di due bond convertibili per 1,5 miliardi di dollari. Contrastate le altre ma in recupero con l'operatività Usa: Londra cede lo 0,1%, Francoforte recupera la parità e Parigi cede lo 0,1%.
Wall Street tratta in cauto rialzo: quando le Borse Ue terminano gli scambi il Dow Jones cresce dello 0,2%, in linea con lo S&P500, mentre il Nasdaq aggiunge lo 0,1%. Gli investitori faticano comunque a scrollarsi di dosso l'apprensione scatenata dai recenti cali del petrolio, alimentati da timori su un eccesso di offerta a livello globale. Il Wti tenta un recupero oggi e - quando i mercati Ue chiudono - il barile del riferimento americano sale sopra 43 dollari. Da segnalare che in mattinata il Brent è sceso per la prima volta da inizio anno sotto i 45 dollari al barile, salvo poi risalire in area 45,6. Dietro alle vendite degli ultimi giorni - sottolinea il Financial Times - la percezione del mercato sulle crescenti difficoltà dell'Opec nel rispettare il taglio della produzione sancito proprio nel tentativo di riportare al rialzo le quotazioni.
La Borsa di Tokyo in mattinata ha chiuso in lieve calo, indebolita dal rafforzamento dello yen sul dollaro. L'indice Nikkei arretra dello 0,14% a 20.110,51 punti. In rialzo i i tecnologici, dopo il rimbalzo del Nasdaq a Wall Street. Sprofonda invece Takata, azienda leader mondiale della produzione di airbag finita nell'occhio del diclone per il malfunzionamento accertato sui propri prodotti che ha costretto al richiamo di moltissimi veicoli in tutto il mondo. Il titolo ha chiuso la seduta con un calo record del 55%, per il timore di una bancarotta della società.
Sul fronte valutario l'euro rimane fermo nel range 1,11 - 1,12 dollari che sta caratterizzando le ultime sedute: la divisa unica tratta a 1,116. L'euro/yen è stabile 124,2. Lo spread tratta stabile a 163,4 punti, poco sopra la chiusura di ieri (163 punti base) con il rendimento del decennale italiano è all'1,888%.
La Bce nel suo bollettino economico ha ribadito che la crescita è migliore delle attese mettendo nuovamente in guardia rispetto ai rischi di nuove fiammate protezionistiche. Sono invece peggiori del previsto i dati sulle richieste di sussidio negli Usa, cresciuti di 3 mila unità contro i 238 mila della scorsa settimana. Il superindice dell'economia americana ha segnato una crescita dello 0,3% a maggio, in linea con le attese. L'attività manifatturiera nella parte meridionale degli Stati Uniti ha accelerato il passo a giugno: l'indice della Fed di Kansas City è salito a 11 punti.
In risalita l'oro, sulla scia delle incertezze degli ultimi giorni: quando chiudono gli scambi del Vecchio continente, il metallo viene scambiato a 1250 dollari l'oncia.
Wall Street tratta in cauto rialzo: quando le Borse Ue terminano gli scambi il Dow Jones cresce dello 0,2%, in linea con lo S&P500, mentre il Nasdaq aggiunge lo 0,1%. Gli investitori faticano comunque a scrollarsi di dosso l'apprensione scatenata dai recenti cali del petrolio, alimentati da timori su un eccesso di offerta a livello globale. Il Wti tenta un recupero oggi e - quando i mercati Ue chiudono - il barile del riferimento americano sale sopra 43 dollari. Da segnalare che in mattinata il Brent è sceso per la prima volta da inizio anno sotto i 45 dollari al barile, salvo poi risalire in area 45,6. Dietro alle vendite degli ultimi giorni - sottolinea il Financial Times - la percezione del mercato sulle crescenti difficoltà dell'Opec nel rispettare il taglio della produzione sancito proprio nel tentativo di riportare al rialzo le quotazioni.
La Borsa di Tokyo in mattinata ha chiuso in lieve calo, indebolita dal rafforzamento dello yen sul dollaro. L'indice Nikkei arretra dello 0,14% a 20.110,51 punti. In rialzo i i tecnologici, dopo il rimbalzo del Nasdaq a Wall Street. Sprofonda invece Takata, azienda leader mondiale della produzione di airbag finita nell'occhio del diclone per il malfunzionamento accertato sui propri prodotti che ha costretto al richiamo di moltissimi veicoli in tutto il mondo. Il titolo ha chiuso la seduta con un calo record del 55%, per il timore di una bancarotta della società.
Sul fronte valutario l'euro rimane fermo nel range 1,11 - 1,12 dollari che sta caratterizzando le ultime sedute: la divisa unica tratta a 1,116. L'euro/yen è stabile 124,2. Lo spread tratta stabile a 163,4 punti, poco sopra la chiusura di ieri (163 punti base) con il rendimento del decennale italiano è all'1,888%.
La Bce nel suo bollettino economico ha ribadito che la crescita è migliore delle attese mettendo nuovamente in guardia rispetto ai rischi di nuove fiammate protezionistiche. Sono invece peggiori del previsto i dati sulle richieste di sussidio negli Usa, cresciuti di 3 mila unità contro i 238 mila della scorsa settimana. Il superindice dell'economia americana ha segnato una crescita dello 0,3% a maggio, in linea con le attese. L'attività manifatturiera nella parte meridionale degli Stati Uniti ha accelerato il passo a giugno: l'indice della Fed di Kansas City è salito a 11 punti.
In risalita l'oro, sulla scia delle incertezze degli ultimi giorni: quando chiudono gli scambi del Vecchio continente, il metallo viene scambiato a 1250 dollari l'oncia.