Economia

Mercati in cauto rialzo in Europa dopo la Fed

I listini beneficiano ancora della cautela manifestata ieri e oggi dal presidente Janet Yellen, che ha indicato un cammino graduale di rialzo dei tassi di interesse. Tokyo chiude poco sopra la parità. L'euro oscilla intorno a 1,14 dollari. Stabile lo spread dopo la discesa di ieri. In rialzo il petrolio

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MILANO -  I mercati europei beneficiano ancora delle parole pronunciate dal presidente della Fed Janet Yellen che ha indicato un cammino "graduale" di rialzo dei tassi. Oggi il numero della Banca Centrale Usa ha ribadito al Senato quanto spiegato ieri alla Camera. "Il mercato del lavoro continua a rafforzarsi e il tasso di disoccupazione è a livelli abbastanza bassi", ha spiegato. Inoltre, gli Stati Uniti "sono in una fase di lunga espansione", ma restano "rischi sul fronte dell'inflazione". Per questo motivo il Fomc, il comitato monetario della Federal Reserve, "ritiene che sia prudente proseguire sulla via di graduali aumenti dei tassi di interesse". Quanto alla riduzione del bilancio di cui ha parlato anche ieri, la Yellen ha sottolinea che avverrà "in modo lento, graduale e prevedibile", in modo da non creare effetti negativi e indesiderati.

In Europa Milano ha chiuso a +0,42% sospinta da Telecom, mentre gli altri listini sono poco mossi: Francoforte sale dello 0,12%, Parigi dello 0,25% e Londra lima un frazionale 0,04%. I listini del Vecchio Continente potrebbero risentire positivamente di un calo dei rendimenti obbligazionari determinato dalla cautela manifetata dalla Banca Centrale Usa. Chiusura poco sopra la parità per Tokyo, con l'indice Nikkei che ha archiviato le contrattazioni in rialzo dello 0,01%. Poco mossa l'apertura di Wall Street : il Dow Jones sale dello 0,04%, lo S&P cresce dello 0,11% a 2.445 punti e il Nasdaq avanza dello 0,17%.

Sul fronte dei cambi, sono scattate le prese di profitto sull'euro che è tornato sotto la soglia di 1,14 dollari dopo i recenti rialzi toccando un minimo a 1,137 dollari salvo poi recuperare di nuovo sopra 1,14 alla chiusra delle Borse europee.

Lo spread sale leggermente, ma resta sui livelli più bassi dei giorni precedenti: il differenziale Btp/Bund si attesta a quota 170 con il rendimento del decennale italiano al 2,31%. Dal Wsj rimbalza l'indiscrezione di un ritorno di Mario Draghi al simposio dei banchieri centrali di Jackson Hole, dal quale manca da tre anni, dopo la pausa estiva: potrebbe essere il pulpito dal quale annunciare che la Bce, nella riunione del 7 settembre, avvierà il tapering, il graduale ritiro degli acquisti di titoli. Il Tesoro ha venduto Btp con rendimenti in rialzo sulle scedenze medie, ma secondo i calcoli di Unicredit, con le aste di oggi il costo medio di emissione si attesta su livelli mai così bassi: lo 0,78% di cui l'1,35% per le emissioni a medio e lungo termine e il -0,3% per i Bot. Il Tesoro ha emesso stamane Btp a 3 anni per 2,75 miliardi a fronte di una richiesta pari a 4,201 miliardi. Il rendimento è salito di 8 centesimi attestandosi allo 0,23%. Sul mercato anche il titolo a 7 anni con collocamento per 2,5 miliardi e rendimento in aumento di 22 centesimi all'1,57%. Infine il Mef ha piazzato Btp a 15 anni per 1,225 miliardi con un rendimento lordo del 2,77% e a 30 anni per 774,5 milioni con un rendimento del 2,93%.

Nell''agenda macroeconomica spiccano i dati sull'inflazione in Germania, che segna a giugno +0,2% su base mensile e +1,6% rispetto all'anno scorso. In arrivo anche i dati sui prezzi in Francia e Spagna, seguiti dai prezzi alla produzione in Usa. Cresce invece a giugno rispetto al mese precedente il surplus commerciale cinese, che sale a quota 42,77 miliardi di dollari, in calo sui 45,16 miliardi di 12 mesi fa, ma oltre i 40,79 miliardi segnati a maggio e i 42,44 miliardi stimati dal mercato. Secodo il rapporto Ice-Istat, nei primi 4 mesi di quest'anno le esportazioni italiane sono cresciute del 6,6%, rispetto a una previsione per l'intero 2017 di un aumento del 3-4%, quindi con la possibilità per quest'anno di superare le stime. Negli Usa, le richieste iniziali di sussidi per la disoccupazione hanno fatto peggio delle stime scendendo di 3mila a quota 247mila mentre la crescita dei prezzi alla produzione (+0,1%) a giugno è stata superiore alle attese.

In ripresa Il prezzo del petrolio: il Wti guadagna 73 cent a 46,22 dollari, il Brent 77 centesimi a 48,51. Segno opposto per l'oro, che cede 3,66 dollari e viene scambiato a 1216 dollari l'oncia.