Materie prime in rialzo, oggi la Fed. I mercati non hanno più paura
Raffaele Ricciardi, di RAFFAELE RICCIARDIIl famoso Vix, "indice della paura", è ai minimi di sempre nonostante le incognite geopolitiche e il continuo aggiornamento dei record storici da parte dei listini. Attese oggi le indicazioni della Fed sui prossimi rialzi dei tassi. Continua il recupero delle materie prime, trainate dal petrolio
MILANO - I listini europei terminano in leggero rialzo nella giornata della Federal Reserve e nel mezzo di un rally delle materie prime, a cominciare dal petrolio. Milano chiude le contrattazioni a +0,56%, in linea con Parigi, mentre Londra sale dello 0,24% e Francoforte dello 0,33%.
L'attesa degli investitori è che il Fomc, il braccio di politica monetaria della Banca centrale Usa, non tocchi i tassi d'interesse; ma dalle parole della governatrice Janet Yellen si aspettano segnali che facciano capire se ci sarà una nuova stretta entro la fine dell'anno, magari in vista di un rafforzamento della dinamica dell'inflazione che ancora fatica a vedersi. Attese anche indicazioni sulla prossima riduzione del bilancio della Fed, attraverso lo stop al riacquisto dei titoli in scadenza. Notano giustamente da Nordea Am che "la Fed sta preparando il terreno al percorso inesplorato del quantitative tightening. Ci sono buone ragioni per farlo, come limitare il ri…
L'attesa degli investitori è che il Fomc, il braccio di politica monetaria della Banca centrale Usa, non tocchi i tassi d'interesse; ma dalle parole della governatrice Janet Yellen si aspettano segnali che facciano capire se ci sarà una nuova stretta entro la fine dell'anno, magari in vista di un rafforzamento della dinamica dell'inflazione che ancora fatica a vedersi. Attese anche indicazioni sulla prossima riduzione del bilancio della Fed, attraverso lo stop al riacquisto dei titoli in scadenza. Notano giustamente da Nordea Am che "la Fed sta preparando il terreno al percorso inesplorato del quantitative tightening. Ci sono buone ragioni per farlo, come limitare il ri…
MILANO - I listini europei terminano in leggero rialzo nella giornata della Federal Reserve e nel mezzo di un rally delle materie prime, a cominciare dal petrolio. Milano chiude le contrattazioni a +0,56%, in linea con Parigi, mentre Londra sale dello 0,24% e Francoforte dello 0,33%.
L'attesa degli investitori è che il Fomc, il braccio di politica monetaria della Banca centrale Usa, non tocchi i tassi d'interesse; ma dalle parole della governatrice Janet Yellen si aspettano segnali che facciano capire se ci sarà una nuova stretta entro la fine dell'anno, magari in vista di un rafforzamento della dinamica dell'inflazione che ancora fatica a vedersi. Attese anche indicazioni sulla prossima riduzione del bilancio della Fed, attraverso lo stop al riacquisto dei titoli in scadenza. Notano giustamente da Nordea Am che "la Fed sta preparando il terreno al percorso inesplorato del quantitative tightening. Ci sono buone ragioni per farlo, come limitare il rischio finanziario alla luce delle valutazioni attuali e dei ben pochi timori che stanno dimostrando gli investitori. Di fatto, però, è anche un enorme esperimento: la storia non può insegnare e nessuno sa quali potrebbero essere effettivamente gli effetti della dieta". Intanto i listini azionari hanno trovato nuova spinta dalle trimestrali dei colossi Usa: più dell'80 per cento delle società dell'S&P500 ha battuto le attese di utili. Non guasta il recupero delle materie prime, che dal greggio (ai massimi da giugno) si è esteso anche al rame in scia all'aspettativa di una forte domanda dalla Cina.
In questo quadro, con gli indici che galleggiano costantemente sui massimi storici, gli investitori sembrano aver dimenticato cosa sia la paura di una prossima correzione, nonostante ci si continui a ripetere che ci sono numerose incognite a partire dall'efficacia dell'azione di Donald Trump alla guida della prima economia mondiale. Come nota Bloomberg, infatti, il Vix - il famoso "indice della paura" che è divenuto celebre con la crisi finanziaria e misura la volatilità attesa sui mercati - è ai minimi di sempre. Wall Street tratta in moderato rialzo: alla chiusura dei listini europei l'indice Dow Jones sale dello 0,5%, lo S&P500 guadagna lo 0,1% e il Nasdaq avanza dello 0,15%.Tra le big di Piazza Affari si segnalano Snam e Stm: per la prima è arrivata una crescita del 18% dell'utile netto semestrale a 504 milioni, per la seconda un ritorno ai profitti (258 milioni). A picco Fincantieri (il titolo), sulla quale pesa il braccio di ferro Italia-Francia sulla proposta di Parigi per un controllo paritetico sui cantieri di STX France. In attesa di risposte da Washington, l'euro chiude sopra quota 1,17 dollari in attesa della Fed. La moneta unica passa di mano a 1,1633 dollari, dopo aver toccato un massimo di 1,1654. Il dollaro sale sullo yen a 112,05. Euro/yen in rialzo sullo yen a 130,31.
Lo spread tra Btp e Bund tedeschi è poco mosso in area 155 punti base e il decennale italiano rende il 2,1%. Il Tesoro ha collocato tutti i 3,25 miliardi di euro di Btp indicizzati a 10 anni e Ctz a 24 mesi offerti oggi in asta. Il rendimento del Btp indicizzato con scadenza maggio 2028 (1,25 miliardi di euro assegnati) è pari a 1,24%. La domanda ha raggiunto 1,735 miliardi. Il tasso del Ctz, con scadenza maggio 2019 resta negativo a -0,16%. Assegnati due miliardi a fronte di richieste per 3,281 miliardi.
L'agenda macro di oggi prevede anche la lettura preliminare sul Pil della Gran Bretagna: è cresciuto dello 0,3% nel secondo trimestre rispetto al periodo gennaio-marzo e dell'1,7% su anno. Da segnalare anche la fiducia dei consumatori italiani in lieve miglioramento, mentre cala quella delle imprese. Negli Usa, le vendite di nuove case a giugno segnano +0,8% e fanno peggio delle attese.
Stamane intanto è tornata a segnare "più" la Borsa di Tokyo, dopo tre sedute consecutive in rosso. A determinare il rimbalzo l'indebolimento dello yen, che ha favorito i titoli dell'export, i buoni risultati trimestrali di molte imprese e degli indicatori macroeconomici che il mercato nipponico considera incoraggianti. L'indice Nikkei ha chiuso la seduta in rialzo dello 0,48% (94,96 punti) a 20.050,16 punti, mentre l'indice allargato Topix ha registrato una crescita dello 0,24 per cento.
Continua a macinare rialzi la quotazione del petrolio: a New York, i prezzi del Wti salgono di oltre un punto percentuale a 48,5 dollari al barile. Le scorte settimanali di petrolio Usa sono calate più del previsto: secondo i dati diffusi dal dipartimento dell'Energia, nella settimana che si è chiusa il 21 luglio gli stock statunitensi sono scesi di 7,2 milioni di barili a 483,4 milioni. Gli analisti si attendevano una flessione di soli 3 milioni. L'oro è invece debole dopo il rimbalzo del dollaro dai minimi toccati ieri ed in attesa dell'intervento odierno della Fed: il lingotto con consegna immediata passa così di mano a 1.248 dollari l'oncia.
L'attesa degli investitori è che il Fomc, il braccio di politica monetaria della Banca centrale Usa, non tocchi i tassi d'interesse; ma dalle parole della governatrice Janet Yellen si aspettano segnali che facciano capire se ci sarà una nuova stretta entro la fine dell'anno, magari in vista di un rafforzamento della dinamica dell'inflazione che ancora fatica a vedersi. Attese anche indicazioni sulla prossima riduzione del bilancio della Fed, attraverso lo stop al riacquisto dei titoli in scadenza. Notano giustamente da Nordea Am che "la Fed sta preparando il terreno al percorso inesplorato del quantitative tightening. Ci sono buone ragioni per farlo, come limitare il rischio finanziario alla luce delle valutazioni attuali e dei ben pochi timori che stanno dimostrando gli investitori. Di fatto, però, è anche un enorme esperimento: la storia non può insegnare e nessuno sa quali potrebbero essere effettivamente gli effetti della dieta". Intanto i listini azionari hanno trovato nuova spinta dalle trimestrali dei colossi Usa: più dell'80 per cento delle società dell'S&P500 ha battuto le attese di utili. Non guasta il recupero delle materie prime, che dal greggio (ai massimi da giugno) si è esteso anche al rame in scia all'aspettativa di una forte domanda dalla Cina.
In questo quadro, con gli indici che galleggiano costantemente sui massimi storici, gli investitori sembrano aver dimenticato cosa sia la paura di una prossima correzione, nonostante ci si continui a ripetere che ci sono numerose incognite a partire dall'efficacia dell'azione di Donald Trump alla guida della prima economia mondiale. Come nota Bloomberg, infatti, il Vix - il famoso "indice della paura" che è divenuto celebre con la crisi finanziaria e misura la volatilità attesa sui mercati - è ai minimi di sempre. Wall Street tratta in moderato rialzo: alla chiusura dei listini europei l'indice Dow Jones sale dello 0,5%, lo S&P500 guadagna lo 0,1% e il Nasdaq avanza dello 0,15%.Tra le big di Piazza Affari si segnalano Snam e Stm: per la prima è arrivata una crescita del 18% dell'utile netto semestrale a 504 milioni, per la seconda un ritorno ai profitti (258 milioni). A picco Fincantieri (il titolo), sulla quale pesa il braccio di ferro Italia-Francia sulla proposta di Parigi per un controllo paritetico sui cantieri di STX France. In attesa di risposte da Washington, l'euro chiude sopra quota 1,17 dollari in attesa della Fed. La moneta unica passa di mano a 1,1633 dollari, dopo aver toccato un massimo di 1,1654. Il dollaro sale sullo yen a 112,05. Euro/yen in rialzo sullo yen a 130,31.
Lo spread tra Btp e Bund tedeschi è poco mosso in area 155 punti base e il decennale italiano rende il 2,1%. Il Tesoro ha collocato tutti i 3,25 miliardi di euro di Btp indicizzati a 10 anni e Ctz a 24 mesi offerti oggi in asta. Il rendimento del Btp indicizzato con scadenza maggio 2028 (1,25 miliardi di euro assegnati) è pari a 1,24%. La domanda ha raggiunto 1,735 miliardi. Il tasso del Ctz, con scadenza maggio 2019 resta negativo a -0,16%. Assegnati due miliardi a fronte di richieste per 3,281 miliardi.
L'agenda macro di oggi prevede anche la lettura preliminare sul Pil della Gran Bretagna: è cresciuto dello 0,3% nel secondo trimestre rispetto al periodo gennaio-marzo e dell'1,7% su anno. Da segnalare anche la fiducia dei consumatori italiani in lieve miglioramento, mentre cala quella delle imprese. Negli Usa, le vendite di nuove case a giugno segnano +0,8% e fanno peggio delle attese.
Stamane intanto è tornata a segnare "più" la Borsa di Tokyo, dopo tre sedute consecutive in rosso. A determinare il rimbalzo l'indebolimento dello yen, che ha favorito i titoli dell'export, i buoni risultati trimestrali di molte imprese e degli indicatori macroeconomici che il mercato nipponico considera incoraggianti. L'indice Nikkei ha chiuso la seduta in rialzo dello 0,48% (94,96 punti) a 20.050,16 punti, mentre l'indice allargato Topix ha registrato una crescita dello 0,24 per cento.
Continua a macinare rialzi la quotazione del petrolio: a New York, i prezzi del Wti salgono di oltre un punto percentuale a 48,5 dollari al barile. Le scorte settimanali di petrolio Usa sono calate più del previsto: secondo i dati diffusi dal dipartimento dell'Energia, nella settimana che si è chiusa il 21 luglio gli stock statunitensi sono scesi di 7,2 milioni di barili a 483,4 milioni. Gli analisti si attendevano una flessione di soli 3 milioni. L'oro è invece debole dopo il rimbalzo del dollaro dai minimi toccati ieri ed in attesa dell'intervento odierno della Fed: il lingotto con consegna immediata passa così di mano a 1.248 dollari l'oncia.