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Borse europee contrastate. Euro stabile in attesa della Bce

Le tensioni tra Stati Uniti e Corea del Nord continuano ad alimentare la preoccupazione dei mercati. Ieri chiusura in netto calo per Wall Street. Anche Tokyo termina in flessione: il Nikkei cede lo 0,12%. La valuta europea in attesa degli spunti dalla riunione Bce in programma domani. Schaeuble: "Torniamo a una politica monetaria normale"
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MILANO - Sono ancora le tensioni tra Stati Uniti e Corea del Nord ad alimentare la preoccupazione dei mercati alla vigilia dell'attesa riunione della Banca centrale europea, dalla quale però gli osservatori non si attendono svolte sul piano d'acquisti di titoli. Le Borse europee riescono a migliorare nella seconda parte della giornata, anche se proseguono contrastate: Londra cede lo 0,25%, di segno opposto le altre. Francoforte scatta dello 0,75%, Parigi sale dello 0,29%. In crescita anche Milano, che avanza dello 0,35%. A guidare i rialzi è soprattutto Fca, in crescita del 4,3%, che beneficia dell'aumento della valutazione da parte di Barclays, forte delle raccomandazioni di Barclays che reputa raggiungibili i target 2018.

Dopo il forte calo di ieri, Wall Street tratta in cauto rialzo, anche se sui listini americani si aggiungono i timori per l'arrivo del nuovo uragano Irma, che rischia di essere peggiore di Harvey. Il Dow Jones avanza dello 0,26%, …
MILANO - Sono ancora le tensioni tra Stati Uniti e Corea del Nord ad alimentare la preoccupazione dei mercati alla vigilia dell'attesa riunione della Banca centrale europea, dalla quale però gli osservatori non si attendono svolte sul piano d'acquisti di titoli. Le Borse europee riescono a migliorare nella seconda parte della giornata, anche se proseguono contrastate: Londra cede lo 0,25%, di segno opposto le altre. Francoforte scatta dello 0,75%, Parigi sale dello 0,29%. In crescita anche Milano, che avanza dello 0,35%. A guidare i rialzi è soprattutto Fca, in crescita del 4,3%, che beneficia dell'aumento della valutazione da parte di Barclays, forte delle raccomandazioni di Barclays che reputa raggiungibili i target 2018.

Dopo il forte calo di ieri, Wall Street tratta in cauto rialzo, anche se sui listini americani si aggiungono i timori per l'arrivo del nuovo uragano Irma, che rischia di essere peggiore di Harvey. Il Dow Jones avanza dello 0,26%,  lo S&P500 dello 0,15%, mentre il Nasdaq è in calo frazionale.

In flessione anche Tokyo, con l'indice Nikkei che cede lo 0,12% appesantita dallla dnamica di rafforzamento dello yen in atto da diversi giorni. Una corsa ai beni rifugio, come la valuta nipponica, che continua a interessare anche l'oro - oggi stabile a 1338 dollari ma in ascesa negli ultimi giorni - e i Treasury Bond stautinitensi i cui rendimenti continuano a calare.

Chiusura in lieve rialzo per l'euro sempre sopra quota 1,19 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,1936 dollari e a 129,96 yen in attesa della riunione della Bce di domani. A Francoforte la quotazione della valuta unica sarà al centro del dibattito, dopo i recenti allarmi per gli eccessivi rialzi. "La politica monetaria straordinaria implica che non è usuale o normale, per cui occorre tornare a una politica monetaria normale", ha indicato il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, a un convegno di Handelsblatt, in collegamento satellitare alla vigilia della Bce. In lieve aumento lo spread: il differenziale sale a 167 punti contro i 165 della chiusura di ieri con il rendimento del decennale italiano è al 2,04%.

Dal fronte macroeconomico si registra il calo degli ordini manifatturieri in Germania: sono scesi dello 0,7% congiunturale destagionalizzato e saliti del 5% su anno (indice grezzo). Gli ordini esteri sono rimasti stabili su mese, mentre quelli interni sono scesi dell'1,6%. A giugno erano saliti dello 0,9% su mese e dell'1% su anno, secondo i dati aggiornati. Deludente il resoconto dell'Istat sulle vendite al dettaglio italiane di luglio. L'indice Ism servizi, che monitora l'andamento del settore negli Stati Uniti, è salito in agosto a 55,3 da 53,9 di luglio. Il dato è leggermente al di sotto delle attese degli analisti, che scommettevano su quota 55,6. La Fed pubblica il beige book, con l'aggiornamento sull'andamento dell'economia americana. Intanto dalla Banca centrale americana si è dimesso a sorpresa il vicepresidente Stanley Fischer, citando motivi personali. Fischer è stato nominato da Barack Obama nel 2014 e il suo mandato sarebbe scaduto nel giugno 2018.

Il prezzo del petrolio riprende a crescere, dopo l'uragano Harvey e sulla scia dei segnali incoraggianti da parte di russi e sauditi sul prolungamento dei tagli alla produzione. Al Nymex il Light crude Wti avanza di 54 cent a 49,20 dollari e il Brent sale di 62 cent a 54 dollari.