Economia

Pagamenti con carte e bancomat: tetto alle commissioni e più tutele per i consumatori

Il Cdm affronta lo schema di decreto che recepisce le nuove regole europee. Scende da 150 a 50 euro la franchigia addebitabile ai titolari di carte in caso di pagamento non autorizzato. I dubbi sui reali benefici per commercianti e clienti

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MILANO - Una franchigia sui consumatori ridotta da 150 a 50 euro per i pagamenti non autorizzati addebitati sulle proprie carte; un diritto incondizionato al rimborso per i debiti diretti in euro; la rimozione delle sovrattasse se si utilizza una carta di credito o debito per pagare un bene o un servizio; un tetto alle commissioni che le banche impongono si impongono l'un l'altra per l'utilizzo delle carte di pagamento, con la speranza che si traduca in minori costi per negozianti e clienti. Sono i vantaggi ai consumatori che ha promesso l'Ue nella nuova direttiva sui pagamenti tramite carta, recepita dallo schema di decreto legislativo passato oggi in Consiglio dei Ministri insieme - tra le altre cose - all'obbligo di dichiarare in etichetta gli stabilimenti di produzione degli alimenti.

La direttiva Ue si è mossa per integrare il mercato dei pagamenti elettronici nell'area della moneta unica e aprirlo a nuovi operatori che dovrebbero portare maggiore concorrenza, quindi occasioni economiche migliori per gli esercenti e i consumatori. Palazzo Chigi, nella nota di fine Consiglio, riprende i principi della direttiva e chiarisce che il regolamento "mira ad accrescere il livello di trasparenza, concorrenza e d'integrazione del mercato europeo delle carte di pagamento, fissando un limite alle commissioni interbancarie applicate in relazione ai pagamenti basati su carte di pagamento: per i pagamenti tramite carta di debito e prepagata la commissione interbancaria per ogni operazione di pagamento non può essere superiore allo 0,2% del valore dell'operazione stessa; per le operazioni tramite carta di credito la commissione interbancaria per operazione non può essere superiore allo 0,3% del valore dell'operazione".

In sostanza, quando un consumatore striscia la carta o il bancomat per concludere un'acquisto, la banca del negozio o ristorante che incassa deve pagare una commissione a quella titolare della carta utilizzata per pagare. In pratica, se pago 100 euro per un paio di scarpe con la carta di credito, il negoziante ne incassa 99 e la sua banca ne trattiene 1. Di questo, 70 centesimi vanno alla banca che ha emesso la carta del compratore e la parte restante va divisa tra il sistema che gestisce la rete delle carte (Mastercard, Visa o Pagobancomat in Italia), la copertura dei costi e un margine di guadagno.

La scommessa europea è che mettendo un tetto alle commissioni, i rivenditori retail possano passare il beneficio di minori spese per l'incasso attraverso le carte ai loro clienti, con prezzi al consumo più bassi. E che questi vantaggi siano maggiori di quelli che le banche riescono a trasferire ai loro clienti, grazie ad incassi maggiori dai sistemi di pagamento. Ma i consumatori hanno lamentato in passato, quando il testo è uscito da Bruxelles, che ai clienti finali andranno le briciole dei risparmi promessi: le associazioni li hanno stimati in 7 miliardi, il 90% dei quali resterà in favore dei commercianti. Altri ancora hanno paventato che alla fine non cambierà nulla, dicendo che il sistema delle banche e dei circuiti di pagamento potrebbe riorganizzarsi - come fatto per esempio in Spagna - trasferendo di nuovo su clienti e negozianti (sotto forma di altre voci di costo per i loro servizi) l'aggravio delle tariffe meno vantaggiose. Non a caso, oggi Confcommercio accoglie la notizia come una vittoria parziale, "che non incide sui costi sostenuti dalle imprese".

Un ulteriore impulso all'uso delle carte anche per acquisti di minor valore dovrebbe arrivare dalla disposizione per cui "i prestatori di servizi di pagamento saranno tenuti ad applicare, per tutti i tipi di carte, commissioni di importo ridotto per i pagamenti fino a 5 euro rispetto a quelle applicate alle operazioni di importo pari o superiore", recita Palazzo Chigi.

Ai consumatori può interessare anche il divieto di imporre un sovrapprezzo, che spesso si trova in esercizi commerciali che applicano una "commissione" fino al 2% per chi chiede di pagare con le carte. Il nuovo testo "conferma e generalizza il divieto di applicare un sovrapprezzo per l’utilizzo di un determinato strumento di pagamento (cd. divieto di surcharge)". A livello Ue, secondo le stime della Commissione si prospettano risparmi annui per 730 milioni. Sempre al capitolo dei diritti degli utenti servizi di pagamento si ascrive il beneficio di "un regime di responsabilità ridotta in caso di pagamenti non autorizzati, riducendo la franchigia massima a carico degli utenti da 150 a 50 euro".