Economia

Borse in rialzo aspettando la Fed. Corsa per Tim

Listini europei positivi, record anche a Wall Street. Tokyo chiusa per festività, positive le Borse asiatiche. Euro sopra quota 1,19 sul biglietto verde. Spread poco mosso. Petrolio in rialzo

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MILANO - Ripartenza positiva per i mercati in una settimana che guarda soprattutto al direttivo della Fed di mercoledì, quando potrebbe essere deciso l'inizio del programma di riduzione del bilancio, mentre gli analisti escludono un nuovo rialzo dei tassi di interesse Usa. Le Borse europee chiudono in rialzo. Milano guadagna lo 0,61%, Londra sale dello 0,52%, Francoforte avanza dello 0,32% e Parigi dello 0,3%. A fare da spinta anche i nuovi record registrati la scorsa settimana a Wall Street, con l'S&P 500 che per la prima volta ha superato i 2500 punti. La Borsa Usa chiude in territorio positivo, con il Dow Jones e lo S&P 500 che aggiornano i loro record. Il Dow Jones sale dello 0,30% a 22.332,38 punti, il Nasdaq avanza dello 0,10% a 6.454,64 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,15% a 2.504,03 punti.

Sul fronte asiatico Tokyo è chiusa per festività, ma nei listini asiatici dominano gli acquisti. Seul chiude guadagnando l'1,35%, con le tensioni sul fronte nordcoreano che si sono per il momento parzialmente attutite.

Sui mercati valutari il dollaro si rafforza in vista della riunione del direttivo della Banca Centrale Usa e nei confronti dello yen sale 111,56. L'euro è sopra quota 1,19 nei confronti del biglietto verde e passa di mano a 1,1954 dollari. Poco mosso anche lo spread, a 167 punti dai 164 della chiusura di venerdì con un rendimento al 2,14%.

Nell'agenda finanziaria la protagonista di giornata è Pirelli, con l'avvio dell'Offerta Pubblica di Vendita. Seduta sprint per Tim, che sale del 4,7% sulla scia di un possibile intervento del governo per l'esercizio della golden power.

Nell'agenda macroeconomica di gironata spicca il dato sull' inflazione nell'eurozona ad agosto, salita all'1,5% dall'1,3% di luglio.In Italia, leggera frenata dell'export a luglio che cresce comunque su base annuale.

Il petrolio torna in ripiego dopo il rialzo della mattina. Il barile Wti cala a 49,38 dollari, mentre il Brent flette a 55,06. La ritrovata calma sul mercato si fa sentire su beni rifugio come l'oro, le cui quotazioni scendono a 1.308 dollari l'oncia, segnando un calo dello 0,92%.