Kim scuote il mercato in avvio, poi le Borse ritrovano slancio
Flavio Bini, di FLAVIO BINILa minaccia evocata dal leader della Corea del Nord di far esplodere una bomba a idrogeno nelle acque del Pacifico impensierisce i listini, che ritorvano slancio oltre metà seduta. R Tokyo chiude in calo. S&P dopo la Cina declassa anche Hong Kong. A Piazza Affari occhi su Unicredit dopo la riforma della governance
MILANO - Si ridimensionano i timori per la crisi nordcoreana, dopo che Pyongyang ha annunciato che potrebbe far esplodere una bomba a idrogeno nel Pacifico. Le Borse europee partono in negativo poi invertono la rotta. Milano sale dello 0,13%, Londra avanza dello 0,64%, spinta dalle parole concilianti di Theresa May sulla Brexit, Francoforte arretra dello 0,063% mentre Parigi avanza dello 0,27%. Wall Street è in calo: il Dow Jones cede lo 0,11%, l'S&P500 lo 0,08% mentre il Nasdaq arretra dello 0,11%.
Tokyo ha frenato, chiudendo dello 0,24% a causa del rafforzamento dello yen, frequente conseguenza dei nuovi picchi di tensione tra Corea del Nord e Stati Uniti. La stessa dinamica ha spinto al rialzo un altro bene rifugio, l'oro, tornato sopra 1300 dollari l'oncia dopo la flessione di ieri. Sui mercati valutari l'indebolimento della valuta Usa riporta su il cambio euro/dollaro Usa, in rialzo a 1,1936. Sempre in Asia si segnala, dopo il declassamento di ieri del…
Tokyo ha frenato, chiudendo dello 0,24% a causa del rafforzamento dello yen, frequente conseguenza dei nuovi picchi di tensione tra Corea del Nord e Stati Uniti. La stessa dinamica ha spinto al rialzo un altro bene rifugio, l'oro, tornato sopra 1300 dollari l'oncia dopo la flessione di ieri. Sui mercati valutari l'indebolimento della valuta Usa riporta su il cambio euro/dollaro Usa, in rialzo a 1,1936. Sempre in Asia si segnala, dopo il declassamento di ieri del…
MILANO - Si ridimensionano i timori per la crisi nordcoreana, dopo che Pyongyang ha annunciato che potrebbe far esplodere una bomba a idrogeno nel Pacifico. Le Borse europee partono in negativo poi invertono la rotta. Milano sale dello 0,13%, Londra avanza dello 0,64%, spinta dalle parole concilianti di Theresa May sulla Brexit, Francoforte arretra dello 0,063% mentre Parigi avanza dello 0,27%. Wall Street è in calo: il Dow Jones cede lo 0,11%, l'S&P500 lo 0,08% mentre il Nasdaq arretra dello 0,11%.
Tokyo ha frenato, chiudendo dello 0,24% a causa del rafforzamento dello yen, frequente conseguenza dei nuovi picchi di tensione tra Corea del Nord e Stati Uniti. La stessa dinamica ha spinto al rialzo un altro bene rifugio, l'oro, tornato sopra 1300 dollari l'oncia dopo la flessione di ieri. Sui mercati valutari l'indebolimento della valuta Usa riporta su il cambio euro/dollaro Usa, in rialzo a 1,1936. Sempre in Asia si segnala, dopo il declassamento di ieri della Cina, anche quello - ancora da parte di Standard & Poor's - di Hong Kong, che perde la tripla A, passando ad AA-. Wall Street ieri sera ha invece chiuso con tutti i principali indici in calo.
A Piazza Affari fa bene il comparto bancario ma è Fca a registrare la migliore performance, chiudendo in rialzo del 3,7% sulla scia delle indiscrezioni di un interessamento del gruppo Hyundai-Kia.
L'agenda degli appuntamenti di oggi doveva essere dominata dalla pubblicazione della nota di aggiornamento al Def da parte del governo italiano. L'appuntamento è stato però rinviato a domani. L'Istat ha invece diffuso i dati definitivi sui conti 2016, rivedendo in peggio deficit 2016, salito al 2,5%. Fitto l'aggiornamento degli indici Pmi. In Germania servizi e industria vanno oltre le attese. L'indice composito rilevato da Bme/Markit Economics a settembre è salito a 57,8 punti dai 55,8 del mese precedente contro stime per un lieve calo a 55,7 punti.
Nel dettaglio, il Pmi relativo al settore servizi segna un rialzo a 55,6 punti da 53,5 mentre quello manifatturiero sale a 60,6 da 59,3 punti. Bene anche il dato dell'Eurozona. L'indice Pmi composto sale a 56,7 punti dai 55,7 di agosto contro stime per un calo a 55,6 punti. Il Pmi relativo al settore servizi cresce a 55,6 punti da 54,7 mentre quello manifatturiero sale a 58,2 da 57,4 punti.
Dal vertice di oggi dell'Opec non sono arrivate raccomandazioni riguardo a una possibile proroga dei tagli produttivi oltre la scadenza prestabilita di marzo 2018. Le quotazioni del petrolio si mantengono stabili. Il greggio Wti sui mercati scambia a 50,65 dollari al barile (+20 centesimi). Stabile il Brent a 56,75 dollari.
Tokyo ha frenato, chiudendo dello 0,24% a causa del rafforzamento dello yen, frequente conseguenza dei nuovi picchi di tensione tra Corea del Nord e Stati Uniti. La stessa dinamica ha spinto al rialzo un altro bene rifugio, l'oro, tornato sopra 1300 dollari l'oncia dopo la flessione di ieri. Sui mercati valutari l'indebolimento della valuta Usa riporta su il cambio euro/dollaro Usa, in rialzo a 1,1936. Sempre in Asia si segnala, dopo il declassamento di ieri della Cina, anche quello - ancora da parte di Standard & Poor's - di Hong Kong, che perde la tripla A, passando ad AA-. Wall Street ieri sera ha invece chiuso con tutti i principali indici in calo.
A Piazza Affari fa bene il comparto bancario ma è Fca a registrare la migliore performance, chiudendo in rialzo del 3,7% sulla scia delle indiscrezioni di un interessamento del gruppo Hyundai-Kia.
L'agenda degli appuntamenti di oggi doveva essere dominata dalla pubblicazione della nota di aggiornamento al Def da parte del governo italiano. L'appuntamento è stato però rinviato a domani. L'Istat ha invece diffuso i dati definitivi sui conti 2016, rivedendo in peggio deficit 2016, salito al 2,5%. Fitto l'aggiornamento degli indici Pmi. In Germania servizi e industria vanno oltre le attese. L'indice composito rilevato da Bme/Markit Economics a settembre è salito a 57,8 punti dai 55,8 del mese precedente contro stime per un lieve calo a 55,7 punti.
Nel dettaglio, il Pmi relativo al settore servizi segna un rialzo a 55,6 punti da 53,5 mentre quello manifatturiero sale a 60,6 da 59,3 punti. Bene anche il dato dell'Eurozona. L'indice Pmi composto sale a 56,7 punti dai 55,7 di agosto contro stime per un calo a 55,6 punti. Il Pmi relativo al settore servizi cresce a 55,6 punti da 54,7 mentre quello manifatturiero sale a 58,2 da 57,4 punti.
Dal vertice di oggi dell'Opec non sono arrivate raccomandazioni riguardo a una possibile proroga dei tagli produttivi oltre la scadenza prestabilita di marzo 2018. Le quotazioni del petrolio si mantengono stabili. Il greggio Wti sui mercati scambia a 50,65 dollari al barile (+20 centesimi). Stabile il Brent a 56,75 dollari.