MILANO - Le Borse europee terminano tutte poco lontano dalla parità, mentre il petrolio continua la sua corsa in vista di un prolungmento dei tagli all'estrazione da parte dell'Opec e a valle dei maxi arresti di principi e potenti uomini d'affari sauditi da parte dell'anticorruzione, nell'ambito del ridisegno della mappa del potere architettato dal giovane erede al trono dei Saud, Mohammed bin Salman. Milano, in negativo per gran parte della giornata, dopo una breve parentesi in positivo chiude in calo dello 0,05%, Londra sale dello 0,03%. Resta in negativo Parigi, che lima lo 0,19% e Francoforte che arretra dello 0,07%. Chiusura in territorio positivo
per Wall Street, con i listini che aggiornano i record storici. Il Dow Jones sale dello 0,04% a 23.548,83 punti, il Nasdaq avanza dello 0,33% a 6.786,44 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,13% a 2.591,15 punti.
A scuotere i mercati asiatici in mattinata è arrivato l'avvertimento del governatore della banca centrale cinese, Zhou Xiaochuan, che ha definito "complessi, poco chiari e pericolosi" i rischi per il suo paese derivanti da un massiccio uso della leva finanziaria. Tokyo ha chiuso quasi invariata, con l'indice Nikkei in rialzo dello 0,04%, poco influenzato dalle parole del presidente Usa Donald Trump, che ha difeso l'uscita del Paese dal TPP (Trans Pacific Partnership), l'accordo di libero con una serie di Paesi dell'estremo Oriente, Canada, Australia e altri, invocando però un nuova partnership commerciale con Tokyo.
Sui mercati valutari l'euro chiude in ribasso a 1,1594 dollari contro 1,1614 della chiusura di venerdì. Stabile invece il cambio l'euro/yen a 132,77. Resta ai minimi da un anno lo spread tra Btp e Bund che segna 143 punti base praticamente invariato rispetto alla chiusura di venerdì sera (142). Il rendimento del titolo decennale italiano si attesta all'1,79%.
Dal fronte macroeconomico si segnalano i dati sugli indici Pmi che anticipano l'andamento del settore dei servizi. L'indicatore italiano si porta ai minimi da un anno con i 52,1 punti di ottobre, dai 53,2 precedenti, comunque sopra la soglia di 50 punti che separa la contrazione dalla crescita economica. A livello di Eurozona si registra un calo a 55 punti per i servizi, mentre il Pmi composito si è posizionato a 56 punti, in leggero rallentamento ma poco sopra le stime flash.In Germania, gli ordini all'industria hanno registrato un incremento dell'1% su mese, corretto per gli effetti di calendario, mentre la variazione annuale (non corretta per gli effetti di calendario si attesta al +6,3 per cento. Agenda fitta sul fronte dei conti trimestrali. Attesi oggi a Piazza Affari Italmobiliare, Risanamento, Snam, Tod's. Pirelli ha diffuso numeri in linea con le attese. Per Saras si segnalano conti con ricavi in aumento. In Parlamento incominciano le audizioni sulla legge di bilancio 2018, con l'Istat che parla di segnali positivi per l'economia e Pil in ripresa. A Bruxelles, infine, si è riunito l'Eurogruppo, da dove il numero uno della vigilanza Danielle Nouy ha invitato i ministri dell'Eurozona ad intervenire sul tema dei crediti deteriorati.
Come accennato, sono ancora in crescita le quotazioni del petrolio sull'onda dell'attesa di un prolungamento dei tagli alla produzione al centro dell'incontro Opec di fine mese. A favore dell'apprezzamento del barile giocano anche le rilevazioni Baker Hughes che hanno segnalato un calo dell'attività di trivellazione petrolifera negli Usa nell'ultima settimana. I contratti sul greggio Wti guadagnano un dollaro e 13 centesimi a 56,77 dollari al barile; il Brent vola fino a 63,47 dollari al barile con un incremento del 2,42%. In liev rialzo l'oro: il lingotto con consegna immediata passa di mano a 1.278 dollari l'oncia.
per Wall Street, con i listini che aggiornano i record storici. Il Dow Jones sale dello 0,04% a 23.548,83 punti, il Nasdaq avanza dello 0,33% a 6.786,44 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,13% a 2.591,15 punti.
A scuotere i mercati asiatici in mattinata è arrivato l'avvertimento del governatore della banca centrale cinese, Zhou Xiaochuan, che ha definito "complessi, poco chiari e pericolosi" i rischi per il suo paese derivanti da un massiccio uso della leva finanziaria. Tokyo ha chiuso quasi invariata, con l'indice Nikkei in rialzo dello 0,04%, poco influenzato dalle parole del presidente Usa Donald Trump, che ha difeso l'uscita del Paese dal TPP (Trans Pacific Partnership), l'accordo di libero con una serie di Paesi dell'estremo Oriente, Canada, Australia e altri, invocando però un nuova partnership commerciale con Tokyo.
Sui mercati valutari l'euro chiude in ribasso a 1,1594 dollari contro 1,1614 della chiusura di venerdì. Stabile invece il cambio l'euro/yen a 132,77. Resta ai minimi da un anno lo spread tra Btp e Bund che segna 143 punti base praticamente invariato rispetto alla chiusura di venerdì sera (142). Il rendimento del titolo decennale italiano si attesta all'1,79%.
Dal fronte macroeconomico si segnalano i dati sugli indici Pmi che anticipano l'andamento del settore dei servizi. L'indicatore italiano si porta ai minimi da un anno con i 52,1 punti di ottobre, dai 53,2 precedenti, comunque sopra la soglia di 50 punti che separa la contrazione dalla crescita economica. A livello di Eurozona si registra un calo a 55 punti per i servizi, mentre il Pmi composito si è posizionato a 56 punti, in leggero rallentamento ma poco sopra le stime flash.In Germania, gli ordini all'industria hanno registrato un incremento dell'1% su mese, corretto per gli effetti di calendario, mentre la variazione annuale (non corretta per gli effetti di calendario si attesta al +6,3 per cento. Agenda fitta sul fronte dei conti trimestrali. Attesi oggi a Piazza Affari Italmobiliare, Risanamento, Snam, Tod's. Pirelli ha diffuso numeri in linea con le attese. Per Saras si segnalano conti con ricavi in aumento. In Parlamento incominciano le audizioni sulla legge di bilancio 2018, con l'Istat che parla di segnali positivi per l'economia e Pil in ripresa. A Bruxelles, infine, si è riunito l'Eurogruppo, da dove il numero uno della vigilanza Danielle Nouy ha invitato i ministri dell'Eurozona ad intervenire sul tema dei crediti deteriorati.
Come accennato, sono ancora in crescita le quotazioni del petrolio sull'onda dell'attesa di un prolungamento dei tagli alla produzione al centro dell'incontro Opec di fine mese. A favore dell'apprezzamento del barile giocano anche le rilevazioni Baker Hughes che hanno segnalato un calo dell'attività di trivellazione petrolifera negli Usa nell'ultima settimana. I contratti sul greggio Wti guadagnano un dollaro e 13 centesimi a 56,77 dollari al barile; il Brent vola fino a 63,47 dollari al barile con un incremento del 2,42%. In liev rialzo l'oro: il lingotto con consegna immediata passa di mano a 1.278 dollari l'oncia.