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Borse europee deboli con Wall Street, pesano le tensioni in Medio Oriente

Tokyo ai massimi dal 1992. Tregua per il petrolio dopo i rialzi degli ultimi giorni, l'euro scende ai minimi da luglio

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MILANO - Le Borse europee chiudono deboli dopo che l'indice Euro Stoxx 600 ha sfiorato i massimi da un anno, mentre Wall Street avanza incerta. Milano termina gli scambi in calo dello 0,18% dopo essere arrivata a guadagnare mezzo punto percentuale e si allinea alle altre. Francoforte segna -0,66% finale, Londra perde lo 0,65% e Parigi lo 0,45%. La Borsa Usa è debole. Quando chiudono i mercati europei, il Dow Jones perde lo 0,13%, lo S&P è sulla parità e il Nasdaq arretra dello 0,34%. Nelle sale operative stanno pesando le tensioni in Medio Oriente, dopo le accuse lanciate dall'Arabia Saudita all'Iran.

Nuova giornata di conti a Piazza Affari. Oggi si registrano tra gli altri Campari, Intesa e Mps, mentre Snam in mattinata ha comunicato un balzo del 18% dell'utile nel terzo trimestre a 755 milioni di euro. Gli input principali per gli investitori continuano ad arrivare dal viaggio di Trump in Estremo Oriente. Ieri il presidente Usa era in Giappone da dove ha difeso l'uscita del Paese dal TPP (l'accordo di libero scambio con alcuni Paesi del Pacifico), oggi sarà in Corea del Sud ma è soprattutto dall'appuntamento di domani - quando l'ex tycoon si recherà in Cina -  che si attendono indicazioni su molti fronti. Dala disputa commerciale con la Cina, alla crisi in Corea del Nord su cui il ruolo di Pechino è decisivo.

Chiusura record in mattinata per Tokyo, ai massimi da oltre 25 anni sul traino della serata positiva di ieri a Wall Street. L'indice Nikkei dei titoli guida ha guadagnato l'1,73% chiudendo a 22.937,60 Punti, il livello più alto dal gennaio 1992.

L'euro chiude in ribasso, dopo aver toccato un minimo da luglio, mentre il biglietto verde si apprezza, in attesa del terzo rialzo dei tassi Usa, previsto per dicembre. Intanto i mercati sono in attesa di un intervento di Janet Yellen, che riceverà oggi un premio sull'etica di governo. Donald Trump l'ha elogiata spesso ultimamente ma ha anche indicato Jerome Powell come suo successore a febbraio, quando scadrà il suo mandato. La moneta europea passa di mano a 1,1571 dollari, dopo un minimo di 1,1554. Dollaro/yen in rialzo a 114,11. Euoro/yen a 132,04. Lo spread tra Btp e Bund chiude in ribasso a 136 punti, dopo un avvio a 144 punti. Il rendimento del bond decennale è all'1,7%. Giù anche il differenziale tra Bonos e bund, a 107 punti con un tasso dell'1,41%.

Nell'agenda macroeconomica di giornata figurano il dato sulla produzione industriale in Germania, calato a ottobre dell'1,6 per cento mese su mese a settembre, rispetto all'incremento del 2,6 per cento registrato ad agosto. L'Istat nella sua nota mensile segnala che la ripresa si sta rafforzando mentre le vendite al dettaglio salgono al top da settembre 2010. Secondo Eurostat le vendite nel blocco della moneta unica sono salite dello 0,7% mensile. Parlando invece a Francoforte il presidente della Bce Mario Draghi ha insistito ancora sul tema delle sofferenze: "È un tema da affrontare ora", ha detto. L'inflazione annuale nell'area Ocse a settembre è salita al 2,3% dal 2,2% di agosto.

Tregua per il petrolio, protagonista di una raffica di rialzi negli ultimi giorni sulla scia degli arresti per corruzione in Arabia Saudita. Alla chiusura delle Borse Ue, i future sul Wti cedono circa mezzo punto percentuale a 57,1 dollari al barile e il Brent cede lo 0,9% a 63,7 dollari. In flessione l'oro, con il lingotto a 1274 dollari l'oncia.