Economia

Borse contrastate, Telecom brilla a Piazza Affari

Listini deboli nel Vecchio Continente. Netto ribasso per Shanghai. Pesano i timori per gli squilibri finanziari emersi degli ultimi verbali della Banca Centrale Usa. Dalle minute Bce indicazioni su timori per la mancata scadenza del Qe

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MILANO - Le Borse europee terminano in ordine sparso. Milano fatica in avvio poi risale dello 0,37%, Londra cede lo 0,02%, Francoforte lo 0,05% mentre Parigi sale dello 0,5%.

Scivolone per Shanghai che registra una seduta in netta flessione, sul timore degli operatori circa possibili interventi del governo per mettere un freno ai guadagni sugli scambi. Sulla debolezza hanno pesato anche le minute della Fed pubblicate ieri, da cui è emersa preoccupazione all'interno del board per i rischi di squilibri finanziari. Tokyo e Wall Street invece sono rimaste chiuse per festività: il giorno del Ringraziamento nel caso della Borsa Usa.

Sui mercati valutari, l'euro chiude sopra 1,18 dollari, dopo che le stesse minute hanno ribadito il probabile aumento dei tassi Usa entro fine anno, esprimendo però anche preoccupazione per l'inflazione troppo bassa. La moneta europea passa di mano a 1,1843 dollari e 131,70 yen.

Seduta in netto rialzo per Tim, forte delle indiscrezioni di stampa secondo cui il cda del prossimo 5 dicembre potrebbe esaminare lo scorporo della rete in vista di una possbile quotazione. Indicazioni che hanno fatto crescere il titolo chiude le contrattazioni in rialzo del 4,48%.

Tra i dati macroeconomici di giornata, la Germania conferma il dato preliminare del PIl nel terzo trimestre, in crescta dello 0,8% su base mensile e del 2,8% su base annua. Nell'Eurozona l'indice composito, che monitora l'attività del settore dei servizi e manifatturiero mostra un'accelerazione a novembre, salendo a 57,5 punti dai 56 di ottobre, oltre le attese degli analisti (che prevedevano 56 punti). In particolare, la componente manifatturiera sale a 60 (da 58,5 punti), mentre quella dei servizi si attesta a 56,2 punti (da 55). Leggera battuta di arresto per l'export italiano, in calo a ottobre dell'1,3% ma sempre in aumento consistente su base annua. Dai verbali dell'ultima riunione del board della Bce emerge invece che "sono state espresse preoccupazioni sul fatto che il Qe senza una scadenza ben precisa (open-ended) potrebbe generare aspettative circa una ulteriore estensione"

In lieve calo il prezzo del petrolio. Il barile di greggio Wti, contratto con consegna a gennaio guadagna lo 0,45%, attestandosi a 58,28 dollari al barile mentre il Brent è in lieve calo dello 0,19% a 63,2 dollari.