Economia

Mercati in attesa di Fed e Bce, Borse Ue positive

Listini in calo in asia, va meglio in Europa, ma prevale la cautela tra gli investitori. Il petrolio per la prima volta sopra 65 dollari dal 2015. Asta di Bot, tassi ai nuovi minimi storici

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MILANO - Le Borse europee tornano positive mentre lo sguardo dei mercati è rivolto già alle riunioni della Federal Reserve della Banca Centrale europea. Gli investitori si attendono in particolare una nuova stretta sui tassi da parte della Banca centrale Usa, nell'ultimo direttivo presieduto da Janet Yellen, prima che l'attuale numero uno lasci il posto a Jerome Powell, il candidato designato dalla Casa Bianca. Londra tratta in positivo dello 0,63%, Francoforte sale dello 0,46% e Parigi dello 0,75%. Milano sale nvece dello 0,16%. Wall Street tratta positiva. Alla chisura delle contrattazioni in Europa il Dow Jones sale dello 0,55%, lo S&P500 sale dello 0,3% e il Nasdaq guadagna lo 0,13%.

I listini asiatici hanno reagito più negativamente, in mattinata, con il Nikkei di Tokyo che ha lasciato sul terreno a fine seduta lo 0,32%. A Piazza Affari fanno bene tutti gli energetici e brilla anche Unicredit, dopo i nuovi dettagli sul piano industriale con il ritocco al rialzo del dividendo per gli azionisti nel 2019. Ritraccia Snam dopo l'incidente austriaco al condotto di gas.

L'euro chiude sotto quota 1,18 dollari e il dollaro è rinvigorito, in vista del vertice della Fed di domani. I prezzi alla produzione Usa salgono del 3,1% a novembre, al top da 5 anni, rafforzando l'aspettativa di un rialzo dei tassi. La moneta europea passa di mano a 1,1727 dollari e 133,35 yen. Dollaro/yen in rialzo a 113,79. Lo spread si attesta a 133 punti con il rendimento del decennale italiano all'1,63%. Sempre sul fronte dei titoli di Stato il tesoro ha in programma un'asta di bot annuali per 4,75 miliardi. Il Tesoro ha fatto il pieno in un'asta di Bot a 1 anno per 4,75 miliardi di euro, registrando un tasso ai nuovi minimi storici di -0,407%, in discesa rispetto a -0,395% del precedente collocamento di novembre. La domanda è stata pari a 2,1 volte l'offerta.

Non particolarmente ricca l'agenda macroeconomica di giornata. L'indice Zew sulla fiducia degli investitori in Germania cala a 17,4 punti a dicembre per le inquietudini generate dai negoziati sulla Brexit. La flessione è più accentuata di quanto si aspettavano gli analisti (18 punti). A novembre aveva segnato 18,7 punti. In Gran Bretagna, l'inflazione registra il top da oltre cinque anni con un +3,1% annuo a ottobre. Il tasso di disoccupazione nell'area Ocse è tornato ai livelli pre-crisi, ma il numero delle persone senza lavoro si mantiene ancora al di sopra. In ottobre il tasso di disoccupazione nell'area che riunisce i 35 paesi industrializzati è calato di 0,1 punti percentuali al 5,6%.

Sul fronte delle commodities, il petrolio inverte rotta nel pomeriggio: alla chiusura delle Borse Ue il Wti cede lo 0,4% a 57,7 dollari al barile, mentre il Brent - che per la prima volta da giugno 2015 era salito sopra i 65 dollari al barile - perde lo 0,3%. Gira in rosso anche l'oro, con il lingotto che lima lo 0,3% a 1.237 dollari l'oncia.