MILANO - Seduta debole per le Borse europee, con Wall Street che rallenta dopo i massimi registrati ieri. Milano termina in calo dello 0,52%, Londra sale dello 0,66%, Francoforte scende dello 0,72% e Parigi cede lo 0,69%. Wall Street alla chiusura delle contrattazioni in Europa è fiacca: il Dow Jones scende dello 0,14%, l'S&P500 dello 0,1% e il Nasdaq dello 0,28%. A Piazza Affari giornata in affanno per tutte le utility, con Enel a fare da maglia nera del settore, in perdita del 2,66%. La peggiore è comunque Yoox, dopo che gli analisti di Morgan Stanley hanno rivisto al ribasso le loro previsoni sui conti della società.
In mattinata erano state ancora le aspettative legate a un esito positivo del confronto all'interno dei repubblicani a fare da traino ai rialzi. Sui mercati asiastici Tokyo si è presa invece una pausa, in una seduta caratterizzata prevalentemente dalle prese di profitto da parte degli investitori, orientati a trarre beneficio dai guadagni di ieri. L'indice Nikkei ha chiuso in calo dello 0,15%.
Sul fronte valutario l'euro risale sopra quota 1,18 al cambio con il dollaro e chiude in Europa a 1,1815. Lo spread tra Btp e Bund termina a 155, contro i 149 punti della chiusura di ieri. Il tasso di rendimento è all'1,93%.
Una spinta al ribasso sui listini arriva anche dal calo dell'indice Ifo, che misura la fiducia delle imprese in Germania: nel mese di dicembre ha segnato infatti 117,2 punti bda 117,5. Il costo del lavoro dell'eurozona nel terzo trimestre è salito dell'1,6% nel terzo trimestre 2017, rispetto al corrispondente periodo del 2016, secondo i dati diffusi da Eurostat. Per l'Italia la nota congiunta sul mercato del lavoro ha confermato un rialzo del tasso di occupazione con un'accelerazione particolare però per i contratti a termine.
In lieve rialzo il petrolio con i contratti sul greggio Wti che guadagnano 8 centesimi a 57,24 dollari al barile; il Brent guadagna 7 centesimi a 63,48 dollari. Poco mosso l'oro: il lingotto con consegna immediata passa di mano a 1.260 dollari l'oncia. Si si considera l'anno intero, il metallo si appresta a chiudere il 2017 con un aumento dei prezzi del 10%, rispetto al +8,6% messo a segno nel 2016.
In mattinata erano state ancora le aspettative legate a un esito positivo del confronto all'interno dei repubblicani a fare da traino ai rialzi. Sui mercati asiastici Tokyo si è presa invece una pausa, in una seduta caratterizzata prevalentemente dalle prese di profitto da parte degli investitori, orientati a trarre beneficio dai guadagni di ieri. L'indice Nikkei ha chiuso in calo dello 0,15%.
Sul fronte valutario l'euro risale sopra quota 1,18 al cambio con il dollaro e chiude in Europa a 1,1815. Lo spread tra Btp e Bund termina a 155, contro i 149 punti della chiusura di ieri. Il tasso di rendimento è all'1,93%.
Una spinta al ribasso sui listini arriva anche dal calo dell'indice Ifo, che misura la fiducia delle imprese in Germania: nel mese di dicembre ha segnato infatti 117,2 punti bda 117,5. Il costo del lavoro dell'eurozona nel terzo trimestre è salito dell'1,6% nel terzo trimestre 2017, rispetto al corrispondente periodo del 2016, secondo i dati diffusi da Eurostat. Per l'Italia la nota congiunta sul mercato del lavoro ha confermato un rialzo del tasso di occupazione con un'accelerazione particolare però per i contratti a termine.
In lieve rialzo il petrolio con i contratti sul greggio Wti che guadagnano 8 centesimi a 57,24 dollari al barile; il Brent guadagna 7 centesimi a 63,48 dollari. Poco mosso l'oro: il lingotto con consegna immediata passa di mano a 1.260 dollari l'oncia. Si si considera l'anno intero, il metallo si appresta a chiudere il 2017 con un aumento dei prezzi del 10%, rispetto al +8,6% messo a segno nel 2016.