Economia

Gli italiani tornano "formichine": crescono risparmi e potere d'acquisto

I dati Istat sul terzo trimestre del 2017: per i salvadanai si interrompe una striscia negativa che durava da un anno. Il deficit/Pil dei nove mesi 2017 al 2,3%, valore più basso dal 2007. Ma manca il conto delle banche venete. Gentiloni: "Dati positivi, non sprecarli"

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MILANO - Migliora la situazione finanziaria delle famiglie italiane, che tornano anche a risparmiare. Sono i tratti salienti della rilevazione Istat sul terso trimestre del 2017, periodo durante il quale la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è aumentata di 0,5 punti percentuali, salendo all'8,2%: si pone così fine a un periodo di quattro cali consecutivi, ovvero dopo un anno di magra per i salvadanai degli italiani.

Altra buona nuova è che il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato nel terzo trimestre del 2017 dello 0,7% e del 2,1% su base annua: una "crescita significativa" secondo l'Istat. E lo stesso vale per il potere d'acquisto, salito dello 0,8% sul rispetto al trimestre precedente e dell'1,1% in termini tendenziali. Se gli italiani hanno assunto un atteggio da "formichine", il rovescio della medaglia si vede nel fatto che i consumi non si sono mossi tanto, con una crescita dello 0,2% trimestrale.

Quanto invece ai conti pubblici, l'indebitamento netto in rapporto al Pil nel terzo trimestre del 2017 è stato pari al 2,1%, a fronte del 2,4% nel corrispondente trimestre del 2016, segando così un "miglioramento" di 0,3 punti percentuali. Complessivamente, nei primi tre trimestri si è registrato un deficit pari al 2,3% del Pil, anche qui "in miglioramento" di 0,2 punti sullo stesso periodo dell'anno precedente, così da toccare il valore più basso dal 2007 (sempre guardando ai primi nove mesi). Gli effetti del decreto per il salvataggio delle banche venete, con un esborso effettivo di 5,2 miliardi per lo Stato, non sono stati però al momento ora incorporati nei dati dell'Istat: ancora si attende, infatti, il parere dell'ufficio statistico europeo. Gli scenari ipotizzabili sono diversi. L'operazioni potrebbe impattare solo sul debito, ad esempio.

Per le aziende, intanto, qualcosa si muove sul fronte fiscale: nel terzo trimestre del 2017 la pressione fiscale è stata pari al 40,3%, in riduzione di 0,4 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Si tratta del valore più basso dal 2011. Anche il dato relativo ai primi nove mesi del 2017, pari al 40,2%, è il più contenuto da sei anni.

Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, accoglie positivamente su Twitter questi dati e invita a non sprecarli: