Economia

Le Borse tirano il fiato, Milano tiene. Sale il rendimento dei titoli Usa

Pausa dopo i rialzi degli ultimi giorni, Piazza Affari (+0,7%) sostenuta dalle banche. La Cina pensa a riduzione degli acquisti dei Treasury: titoli sotto pressione. L'oro corre sulla debolezza del dollaro

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MILANO - Le Borse europee tirano il fiato dopo una raffica di sedute in rialzo e anche Wall Street rallenta sulle voci che la Cina possa rallentare gli acquisti di titoli di Stato americani, con l'effetto di far rialzare i rendimenti dei Treasury al 2,59%. Milano riesce a chiudere in positivo dello 0,66% grazie al sostegno delle banche, spinte dai dati di via Nazionale sul calo delle sofferenze. Londra termina in positivo dello 0,23%, Francoforte cede invece lo 0,78%, e Parigi scende dello 0,35%. Il trend di rallentamento si è visto anche a Tokyo, dove il Nikkei ha interrotto la striscia positiva di rialzi, complice anche il nuovo rafforzamento dello yen, naturale elemento di ostacolo per l'export. L'indice della piazza finanziaria nipponica ha chiuso in calo dello 0,26%.

Debole anche Wall Street: il Dow Jones perde lo 0,07% a 25.369,13 punti, il Nasdaq cede lo 0,14% a 7.153,57 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,11% a 2.748,19 punti. Secondo gli analisti di Abn Amro, le news dalla Cina sono solo l'ultimo dei fattori che ha generato il rialzo dei rendimenti dei Treasury, cui si affiancano il tapering in vista dalla BoJ, che segue il progressivo ritirarsi dai mercati di Fed e Bce, mentre sullo sfondo si scommette su una ripresa dell'inflazione Usa.

Non si arresta invece la corsa al rialzo del prezzo del petrolio: quando terminano gli scambi europei il Wti sale in area 63,5 dollari al barile e il Brent staziona sopra 69 dollari. I prezzi sono ai massimi da 3 anni. Da segnalare il calo delle scorte di petrolio americane, di 4,95 milioni di barili, maggiore delle attese degli analisti, che scommettevano su una flessione di 3,75 milioni di barili.

L'euro chiude in rialzo ma resta sotto quota 1,20 dollari. La moneta europea passa di mano a 1,1983 dollari (contro 1,1936 dollari dell'apertura) e 133,42 yen. Dollaro/yen in calo a 111,37, in vista dell'avvio del tapering da parte della Boj. L'indebolimento della valuta Usa si deve all'indicazione fornita da alcuni funzionari cinesi che hanno prospettato la possibilità che la Cina possa rallentare o addirittura sospendere l'acquisto dei Treasuries Usa. 

Scende leggermente lo spread, a 156 punti, con il rendimento del decennale italiano che si porta al 2,04%. Il Tesoro ha intanto collocato tutti i 7,5 miliardi di euro di Bot a 12 mesi, con tassi in discesa al nuovo minimo storic: il rendimento é sceso a -0,42% da -0,407%, registrato nel collocamento di un mese fa. La domanda ha raggiunto i 10,545 miliardi di euro. Buone notizia anche per quanto riguarda gli ordini per il nuovo Btp a 20 anni lanciato oggi, che hanno superato i 26 miliardi di euro. Alla fine il Tesoro ha deciso di collocarne 9 miliardi, oltre le attese, con un rendimento lordo annuo all'emissione del 2,987%.

Sul fronte macro si segnala il calo dello 0,5% della produzione industriale in Francia, mentre l'Istat in Italia ha segnalato la ripresa degli scambi immobiliari ma con prezzi in calo. Dagli Usa arriva invece il +0,8% oltre le stime delle scorte all'ingrosso di novembre e la crescita dello 0,1% (meno delle attese) dei prezzi all'importazione. Secondo quanto emerge invece dall'Eurozone economic outlook a cura di Istat, Ifo e Kof l'economia nell'area dell'euro è attesa crescere su ritmi sostenuti. Nel quarto trimestre 2017 e nel primo trimestre 2018 il Pil è previsto mantenere lo stesso ritmo di espansione dei quattro trimestri precedenti (+0,6%). Un lieve rallentamento dovrebbe manifestarsi solo nel secondo trimestre del 2018 (+0,5%). Dalla Cina il dato sull'inflazione di dicembre risulta in aumento all'1,8% su base annua, a fronte di un 1,9% previsto dagli economisti e l'1,7% registrato a novembre. Su base mensile, l'inflazione ha guadagnato lo 0,3 percento, dopo essere rimasta piatta nel mese precedente.

L'oro sale ai massimi degli ultimi quattro mesi spinto dalla debolezza del dollaro e dalle indiscrezioni sulle preoccupazioni della Cina sul debito americano. Le quotazioni del metallo prezioso salgono a 1.327 dollari con i rendimenti sui Treasury a 10 anni che balzano ai massimi degli ultimi dieci mesi.