Borse in lieve rialzo. Usa, crescita sotto le attese
Flavio Bini, di FLAVIO BINILa valuta Usa riguadagna leggermente terreno dopo che il presidente Usa ha detto di voler vedere "un dollaro forte". Rallenta il petrolio. Tokyo in lieve calo
MILANO - Le Borse europee terminano la settimana in positivo. Milano sale dello 0,56%, Londra dello 0,65% e Parigi dello 0,87% mentre Francoforte cresce dello 0,31%. A Piazza Affari spiccano Leonardo (+2,02%) e Buzzi Unicem (+2,01%). Procede bene anche Wall Street: il Dow Jones sale dello 0,33%, l'S&P500 dello 0,53% e il Nasdaq dello 0,6%.
È ancora il dollaro al centro della scena. La valuta Usa ieri è scivolata ulteriormente sull'euro dopo le critiche del presidente della Bce Mario Draghi a Washington sul rischio che alcune dichiarazioni dell'amministrazione statunitense possano sostenere le oscillazioni valutarie, riguadagnando poi terreno in serata in scia alle rassicurazioni di Trump. "Voglio vedere un dollaro forte", ha spiegato il presidente Usa alla Cnbc che nel suo intervento a Davos ha raffreddatto anche le pulsioni protezionistiche dicendo sì al commercio globale "purché sia equo e giusto". In Europa l…
È ancora il dollaro al centro della scena. La valuta Usa ieri è scivolata ulteriormente sull'euro dopo le critiche del presidente della Bce Mario Draghi a Washington sul rischio che alcune dichiarazioni dell'amministrazione statunitense possano sostenere le oscillazioni valutarie, riguadagnando poi terreno in serata in scia alle rassicurazioni di Trump. "Voglio vedere un dollaro forte", ha spiegato il presidente Usa alla Cnbc che nel suo intervento a Davos ha raffreddatto anche le pulsioni protezionistiche dicendo sì al commercio globale "purché sia equo e giusto". In Europa l…
MILANO - Le Borse europee terminano la settimana in positivo. Milano sale dello 0,56%, Londra dello 0,65% e Parigi dello 0,87% mentre Francoforte cresce dello 0,31%. A Piazza Affari spiccano Leonardo (+2,02%) e Buzzi Unicem (+2,01%). Procede bene anche Wall Street: il Dow Jones sale dello 0,33%, l'S&P500 dello 0,53% e il Nasdaq dello 0,6%.
È ancora il dollaro al centro della scena. La valuta Usa ieri è scivolata ulteriormente sull'euro dopo le critiche del presidente della Bce Mario Draghi a Washington sul rischio che alcune dichiarazioni dell'amministrazione statunitense possano sostenere le oscillazioni valutarie, riguadagnando poi terreno in serata in scia alle rassicurazioni di Trump. "Voglio vedere un dollaro forte", ha spiegato il presidente Usa alla Cnbc che nel suo intervento a Davos ha raffreddatto anche le pulsioni protezionistiche dicendo sì al commercio globale "purché sia equo e giusto". In Europa l'euro ha chiuso a 1,2416 vicino ai livelli di ieri prima delle parole di Draghi. Delude leggermente invece il dato sul pil Usa nel quarto trimestre, cresciuto del 2,6%, meno di quanto atteso dagli analisti, che scommettevano su un +3%.
In calo Tokyo con il Nikkei che ha chiuso in ribasso dello 0,11% in un contesto però - quello dei listini asiatici - dominato invece dagli acquisti.
Lo spread risale leggermente a 138 punti con il rendimento del decennale italiano oltre il 2%. Sempre sul fronte dei titoli di Stato il Tesoro ha collocato in asta Btp indicizzati all'inflazione con scadenza a 5 e 15 anni (rispettivamente 14.ma e 16.ma tranche) per l'importo massimo complessivo di 1,75 miliardi di euro. Il rendimento del 5 anni é pari a -0,51% e quello del 15 anni a 1,06%. Venduti anche Ctz a 24 mesi fino a 2 miliardi di euro con tasso di -0,257%.
DOpo una breve sosta torna a crescere il petrolio, con il Wti a 66,09 dollari a barile e il Brent a 70,47. In risalita l'oro, a 1352 dollari l'oncia.
È ancora il dollaro al centro della scena. La valuta Usa ieri è scivolata ulteriormente sull'euro dopo le critiche del presidente della Bce Mario Draghi a Washington sul rischio che alcune dichiarazioni dell'amministrazione statunitense possano sostenere le oscillazioni valutarie, riguadagnando poi terreno in serata in scia alle rassicurazioni di Trump. "Voglio vedere un dollaro forte", ha spiegato il presidente Usa alla Cnbc che nel suo intervento a Davos ha raffreddatto anche le pulsioni protezionistiche dicendo sì al commercio globale "purché sia equo e giusto". In Europa l'euro ha chiuso a 1,2416 vicino ai livelli di ieri prima delle parole di Draghi. Delude leggermente invece il dato sul pil Usa nel quarto trimestre, cresciuto del 2,6%, meno di quanto atteso dagli analisti, che scommettevano su un +3%.
In calo Tokyo con il Nikkei che ha chiuso in ribasso dello 0,11% in un contesto però - quello dei listini asiatici - dominato invece dagli acquisti.
Lo spread risale leggermente a 138 punti con il rendimento del decennale italiano oltre il 2%. Sempre sul fronte dei titoli di Stato il Tesoro ha collocato in asta Btp indicizzati all'inflazione con scadenza a 5 e 15 anni (rispettivamente 14.ma e 16.ma tranche) per l'importo massimo complessivo di 1,75 miliardi di euro. Il rendimento del 5 anni é pari a -0,51% e quello del 15 anni a 1,06%. Venduti anche Ctz a 24 mesi fino a 2 miliardi di euro con tasso di -0,257%.
DOpo una breve sosta torna a crescere il petrolio, con il Wti a 66,09 dollari a barile e il Brent a 70,47. In risalita l'oro, a 1352 dollari l'oncia.