Economia

Bce: "Ripresa sostenuta, euro forte è fonte di incertezza"

Il bollettino economico conferma la fiducia dei governatori verso il raggiungimento di un'inflazione vicina al 2%, ma servono ancora gli stimoli monetari. Lavoro: "Dall'aumento delle migrazioni impatto limitato sull'occupazione"

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MILANO - Ripresa sostenuta e rischi bilanciati, fiducia nel raggiungimento di un obiettivo di inflazione prossimo al 2%, ma solo a patto di continuare con le politiche monetarie accomodanti. E sullo sfondo una volatilità del tasso di cambio, con l'euro che si è recentemente apprezzato nei confronti del dollaro fino in area 1,25, che "rappresenta una fonte di incertezza da tenere sotto osservazione per le sue possibili implicazioni sulle prospettive a medio termine della stabilità dei prezzi". Così la Banca centrale europea nel suo ultimo bollettino economico.

Gli economisti di Francoforte spiegano che "l'analisi economica, effettuata sulla base dei dati economici più recenti e dei risultati delle indagine qualitative, indica al volgere dell'anno una dinamica della crescita forte e generalizzata. I consumi privati sono sospinti dalla crescita dell'occupazione, che a sua volta beneficia delle passate riforme del mercato del lavoro e dell'aumento della ricchezza delle famiglie. Prosegue il rafforzamento degli investimenti delle imprese, sostenuti da condizioni di finanziamento molto favorevoli, dalla crescita delle redditività delle imprese e da una forte domanda".

Sul fronte dei prezzi, il Bollettino ricorda che a dicembre l'inflazione dell'Eurozona è calata all1,4%, dall'1,5% precedente, "soprattutto di riflesso all'andamento della componente dell'energia. In prospettiva, sulla base dei prezzi correnti dei contratti future sul petrolio, nei prossimi mesi i tassi sui dodici mesi dell'inflazione complessiva dovrebbero mantenersi intorno ai livelli attuali. Le misure dell'inflazione di fondo rimangono contenute, in parte a causa di fattori straordinari, e devono ancora mostrare convincenti segnali di una perdurante tendenza al rialzo. In prospettiva, l'inflazione di fondo dovrebbe aumentare gradualmente nel medio periodo, sostenuta dalle misure di politica monetaria della Bce, dal perdurare dell'espansione economica, dalla riduzione della capacità inutilizzata nell'economia e dalla più vigorosa dinamica salariale associate a tale espansione".

A valle di queste considerazioni, si ricorda, "il Consiglio direttivo ha confermato che è necessario continuare a fornire un grado elevato di accomodamento monetario per assicurare un ritorno durevole dei tassi di inflazione verso livelli inferiori ma prossimi al 2 per cento. Mentre si rafforza la convinzione da parte del Consiglio direttivo che l’inflazione evolverà verso il proprio obiettivo, le spinte sui prezzi interni sono rimaste nel complesso contenute e devono ancora mostrare segnali convincenti di una tendenza al rialzo duratura. Pertanto, è tuttora necessario un ampio grado di stimolo monetario affinché le spinte inflazionistiche di fondo continuino ad accumularsi e sostengano la dinamica dell’inflazione complessiva nel medio periodo".

In un capitolo del Bollettino, gli economisti ragionano dell'evoluzione del mercato del lavoro e in particolare annotano l'aumento dei flussi di immigrazione verso Germania, Italia e Austria, sottolineando altresì che "l'impatto sulla forza lavoro finora è rimasto limitato". Nei maggiori Paesi dell'Eurozona "gli immigrati hanno un'età media inferiore e un livello di istruzione medio lievemente inferiore rispetto ai cittadini dei paesi ospiti". La quota di stranieri in età lavorativa (15-64 anni) è più ampia di quella dei cittadini dei paesi stessi. Questo suggerisce "che l'aumento del numero di lavoratori più anziani all'interno della popolazione in età lavorativa sarebbe stato ancor più pronunciato senza i recenti flussi migratori". In generale, complice l'effetto delle riforme delle pensioni che hanno alzato l'età per il ritiro dal lavoro, in Italia, Francia e Germania sale in modo molto significativo il numero degli occupati over 55 anni: "Il tasso di partecipazione della popolazione di età superiore ai 55 anni mostra una costante tendenza al rialzo", si legge nel rapporto. "L'allungamento dell'aspettativa di vita unitamente ad alcune considerazioni sulla sostenibilità fiscale dopo l'inizio della crisi finanziaria - prosegue il bollettino - hanno portato all'attuazione di riforme pensionistiche in diversi paesi dell'area dell'euro: in Germania e in Francia prima della crisi, in Italia e in Spagna dopo la crisi. Tali riforme hanno innalzato l'età pensionabile stabilita per legge o hanno reso difficile il prepensionamento, con una conseguente spinta al rialzo sui tassi di partecipazione della popolazione in età avanzata".