MILANO - Nuovo capitolo nella saga Borsalino, la storica azienda alessandrina di cappelli entrata in crisi diversi anni fa e dichiarata fallita a fine 2017. La Guardia di Finanza - secondo quanto appreso dall'Ansa da fonti vicine alla società - ha sequestrato il marchio su richiesta della Procura della Repubblica di Alessandria.
Erano stati i curatori fallimentari, Stefano Ambrosini e Paola Barisone, ad attivarsi per il sequestro, autorizzati dal giudice delegato al fallimento.
Il marchio, noto in tutto il mondo, era stato venduto dal Mediocredito alla Haeres Equita di Camperio, che ha in affitto la Borsalino. Un'operazione, duramente censurata dal Tribunale, e per questo finita sotto la lente della stessa Procura, che alcune settimane fa, in base alla relazione dei curatori fallimentari, ha chiesto al Giudice delle Indagini Preliminari il sequestro del marchio.
La Haeres Equita in una nota ha "preso atto della decisione del Tribunale di Alessandria di disporre il sequestro preventivo del marchio. La società, che ha in affitto il ramo d’azienda dal 2015, continuerà a gestire l’operatività della società, compresa la produzione, la distribuzione e le attività di promozione delle future collezioni con marchio Borsalino". Secondo la società, dunque, la mossa giudiziaria non toglie dalla disponibilità della Haeres Equita lo stesso marchio. "La società ritiene che, all’esito degli accertamenti in corso, emergerà la correttezza del suo operato".
La proprietà del marchio è dirimente per la vendita del gruppo, per la quale ci sarebbe soggetti interessati a effettuare cospicui investimenti e a rilanciare il marchio anche al di là del settore dei cappelli. La Haeres è ancora oggi debitrice verso Borsalino di importi rilevanti.
Erano stati i curatori fallimentari, Stefano Ambrosini e Paola Barisone, ad attivarsi per il sequestro, autorizzati dal giudice delegato al fallimento.
Il marchio, noto in tutto il mondo, era stato venduto dal Mediocredito alla Haeres Equita di Camperio, che ha in affitto la Borsalino. Un'operazione, duramente censurata dal Tribunale, e per questo finita sotto la lente della stessa Procura, che alcune settimane fa, in base alla relazione dei curatori fallimentari, ha chiesto al Giudice delle Indagini Preliminari il sequestro del marchio.
La Haeres Equita in una nota ha "preso atto della decisione del Tribunale di Alessandria di disporre il sequestro preventivo del marchio. La società, che ha in affitto il ramo d’azienda dal 2015, continuerà a gestire l’operatività della società, compresa la produzione, la distribuzione e le attività di promozione delle future collezioni con marchio Borsalino". Secondo la società, dunque, la mossa giudiziaria non toglie dalla disponibilità della Haeres Equita lo stesso marchio. "La società ritiene che, all’esito degli accertamenti in corso, emergerà la correttezza del suo operato".
La proprietà del marchio è dirimente per la vendita del gruppo, per la quale ci sarebbe soggetti interessati a effettuare cospicui investimenti e a rilanciare il marchio anche al di là del settore dei cappelli. La Haeres è ancora oggi debitrice verso Borsalino di importi rilevanti.