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Mercati positivi nonostante i dazi di Trump. Euro in altalena dopo la Bce

Gli investitori alternano acquisti e vendite, a seconda delle notizie che giungono da Washington. Milano sale dell'1,15%, Tokyo dello 0,54%. Sotto pressione il Bitcoin, stretta sulle piattaforme in Giappone
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MILANO - Il timore di una guerra commerciale scatenata dai dazi su acciaio e alluminio di Donald Trump continua ad essere l'elemento centrale su cui si specula nelle sale operative, mentre le elezioni italiane non hanno lasciato ad ora strascichi di rilievo. I listini azionari terminano comunque positivi, rassicurati dalla conferenza stampa di Mario Draghi alla Bce, che ha mostrato una crescita dell'Eurozona solida. Resta, in generale, una fase di alta incertezza sulle scelte della Casa Bianca, nella quale gli indici mostrano repentini cambiamenti a seconda di come tira il vento delle notizie da Washington. Nella serata italiana si attendono i dettagli dallo stesso Trump.

Nel frattempo, Milano riesce a spuntare un rialzo dell'1,15% con Poste e Mediaset in evidenza. Positive anche le altre: Francoforte sale dello 0,9%, Londra dello 0,63% e Parigi dell'1,28%.

La notizia centrale sul fronte valutario è invece la decisione della Bce di confermare i tassi, ma modif…
MILANO - Il timore di una guerra commerciale scatenata dai dazi su acciaio e alluminio di Donald Trump continua ad essere l'elemento centrale su cui si specula nelle sale operative, mentre le elezioni italiane non hanno lasciato ad ora strascichi di rilievo. I listini azionari terminano comunque positivi, rassicurati dalla conferenza stampa di Mario Draghi alla Bce, che ha mostrato una crescita dell'Eurozona solida. Resta, in generale, una fase di alta incertezza sulle scelte della Casa Bianca, nella quale gli indici mostrano repentini cambiamenti a seconda di come tira il vento delle notizie da Washington. Nella serata italiana si attendono i dettagli dallo stesso Trump.

Nel frattempo, Milano riesce a spuntare un rialzo dell'1,15% con Poste e Mediaset in evidenza. Positive anche le altre: Francoforte sale dello 0,9%, Londra dello 0,63% e Parigi dell'1,28%.

La notizia centrale sul fronte valutario è invece la decisione della Bce di confermare i tassi, ma modificare leggermente il comunicato dopo la riunione di politica monetaria cancellando il riferimento a un possibile ampliamento degli acquisti in caso di necessità. Una mossa che rafforza in un primo momento ha rafforzato l'euro sopra 1,24 dollari, poi il movimento è rientrato durante la confrenza stampa di Mario Draghi, in particolare dopo il riferimento ai rischi di cambio per la crescita europea. In chiusura di giornata, la valuta unica quota 1,2331 dollari. "La politica monetaria è ancora orientata a combattere la deflazione" commenta Darren Williams, direttore Global Economic Research di AllianceBernstein, aggiungendo: "Crediamo che al momento la situazione veda più plausibile il rischio di un rialzo dell’indice dei prezzi. E se dovessimo avere ragione, Francoforte si troverebbe presto a rincorrere".

Dal fronte macro si registra la battuta d'arresto per gli ordini di fabbrica in Germania. A gennaio sono scesi del 3,9% (contro una stima del -1,8% per il consensus Bloomberg) dopo che a fine 2017 avevano visto un rialzo del 3%. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi è in area 140 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 2%.

Sotto pressione il Bitcoin, che retrocede sotto 10mila dollari, per le notizie di nuove strette regolatorie: il Financial Times ha dato notizia della chiusura di due piattaforme in Giappone, Bitstation e FSHO, per un mese. Ad 5, inclusa Coincheck, l'Agenzia sui servizi finanziari nipponica ha ordinato di intensificare i controlli interni. La stretta in Giappone fa seguito ad un'indagine sugli scambi di valute digitali che hanno riscontrato scarsa conformità con gli standard antiriciclaggio, personale mal addestrato e "furti" di criptovalute, in particolare quello da 500 milioni di dollari del gennaio scorso a Coincheck.

Le Borsa di Tokyo ha chiuso in positivo, ma senza recuperare totalmente le perdite della vigilia. L'indice Nikkei è salito dello 0,54% (+115,35 punti) a 21.368,07 e l'indice Topix ha guadagnato lo 0,35% (+5,99 punti) a 1.709,95. La crescita del Pil del Giappone è stata rivista in netto rialzo a +0,4% nel quarto trimestre, da +0,1%. Wall Street tratta positiva: alla chiusura dei mercati europei, il Dow Jones segna un rialzo dello 0,03%, il Nasdaq e lo S&P500 salgono dello 0,2% circa.

Tra le materie prime, infine, il petrolio tratta debole alla chiusura degli scambi Ue: il Wti perde l'1,1% a 60,4 dollari al barile e il Brent cede lo 0,7% a 63,9 dollari. L'oro spot lima 0,41 punti percentuali a 1.320 dollari l'oncia.