Economia

L'operatore manda bollette all'intestatario deceduto

Mando a giugno fax per disdetta causa decesso intestatario.
A fine luglio mi chiama una persona al cellulare che mi dice che la linea telefonica verrà staccata più avanti perché non hanno tempo io confermo che lì non ci vive nessuno e che il telefono l’ho già tolto fisicamente. Ultima bolletta pagata a luglio, poi a settembre arriva una bolletta nella cassetta della posta di mia mamma, il doppio di quello che pagava di solito mi informo e mi dicono che ha cambiato contratto. Dico che è impossibile e che in quella casa non abita più nessuno. Mi dicono di fare disdetta con raccomandata ar perché con il nuovo abbonamento ho annullato la disdetta! Ora mi ritrovo con la bolletta di un abbonamento mai fatto e di cui mi ha già chiamato il recupero crediti. Fra l’altro mia mamma non ci ha lasciato nessuna eredità se non per pagare il funerale.
C.B.

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La disdetta al momento va fatto con raccomandata (alcuni operatori accettano anche la pec). E questo vale anche per la disdetta causa decesso. Purtroppo gli operatori non si sono ancora allineati alla legge sulla concorrenza, che stabilisce si debba permettere agli utenti di disdire con la stessa facilità (con gli stessi modi) con cui si è attivato la linea. Non con il fax, comunque. Si attende che Agcom termini i lavori con gli operatori per rendere effettiva questa novità.
La disdetta per decesso è comunque tutelante per l’erede, perché Tim annulla gli importi successivi alla data di decesso. Il problema è nato insomma dal fatto che non c’è mai stata una raccomandata di disdetta per decesso e quindi l’operatore è andato avanti continuando a fatturare sull’utente deceduto.

Bisogna accludere alla raccomandata:
  • l’autocertificazione indicante la morte dell’intestatario;
  • una copia del documento d’identità del soggetto che effettua la richiesta di disdetta;
  • un recapito telefonico per eventuali comunicazioni;
  • l’ultima fattura di chiusura del contatto.
Tutto questo per provare che l’intestatario è morto e quindi la disdetta è fatta dagli eredi. Di norma infatti solo l’intestatario può disdire la propria linea.
A quel punto tutto dovrebbe risolversi (anche se resta il mistero della bolletta raddoppiata, l’annullamento degli addebiti post-decesso taglia la testa al toro).
Dopo la disdetta, l’utente può tornare a informarsi per accertarsi che Tim abbia in effetti annullato tutto e quindi bloccato l’azione del recupero crediti (che a rigor di logica comunque dovrebbe avvenire sull’intestatario deceduto, non sugli eredi; Tim non dovrebbe sapere del decesso, perché altrimenti non si comprende come possa lasciare la linea intestata a quell’utente e intestargli bollette).