MILANO - Facebook prova a rimbalzare dopo i pesanti cali di Borsa legati allo scandalo dei profili carpiti illegalmente dalla società Cambridge Analytica dagli utenti del social network. Oggi il titolo del social network è partito debole a Wall Street, perdendo quasi due punti percentuali, poi ha invertito rotta cercando il rimbalzo. Risale più deciso, dopo i cali della vigilia, Twitter. Al netto degli sviluppi del settore tech, però, il grosso dell'attenzione degli investitori è rivolto in queste ore alla Federal Reserve: si attende la decisione della Banca centrale Usa, che potrebbe alzare i tassi d'interesse. Curiosità anche per la prima conferenza del neo governatore Jerome Powell, dal quale si attendono indicazioni sul ritmo di strette monetarie che la Fed vorrà tenere nel corso dell'anno.
I listini europei riescono a chiudere in recupero grazie al supporto della Borsa americana, rinvigorita proprio dal recupero di Faebook. Incerta stamattina la seduta sulle Borse asiatiche, con Tokyo chiusa per festività. Milano termina in positivo dello 0,1%, Francoforte tiene la parità nonostante il tonfo di Deutsche Bank, mentre Londra rimane in rosso dello 0,32 e Parigi dello 0,24%. La Borsa americana si rafforza e alla chiusura dei mercati Ue il Dow sale dello 0,55%, il Nasdaq dello 0,4% e lo S&P500 dello 0,47%.
Anche sul fonte valutario l'evento di giornata è la conferenza di Powell dopo la decisione sui tassi della Fed. Hervé Chatot, gestore de La Française, alla vigilia della riunione diceva di aspettarsi "un aumento dei tassi di 25 punti base e un tono probabilmente più ottimista e leggermente da falco. Sull’economia i membri della Fed dovrebbero essere più ottimisti, alla luce di un bilanciamento dei rischi favorevole. Dall'ultima riunione, tutti i dati economici hanno registrato un ulteriore recupero e le prospettive sono migliorate". Secondo l'esperto, l'aggiornamento delle previsioni economiche dovrebbe ritoccare la crescita del PIL al rialzo sia nel 2018 che nel 2019, tra il 2,5% e il 2,9%. Anche le stime sul futuro posizionamento dei tassi da parte dei governatori del board dovrebbero essere riviste al rialzo, con l'indicazione del tasso di lungo termine al 3%. "Il mercato ha già completamente scontato l'aumento di marzo e un totale di tre rialzi nel 2018. La conferenza stampa rappresenterà un evento chiave, in quanto è in tale occasione che si vedrà se Powell aprirà o meno la porta a quattro rialzi per quest'anno, cosa che eventualmente supporterebbe una reazione 'da falco' da parte del mercato", conclude l'esperto. In attesa di sciogliere questi dubbi, l'euro chiude stabile a 1,2266 dollari e si attesta a 130,42 yen. Dollaro in rialzo sullo yen a 106,38.
Lo spread tra Btp e Bund è stabile in area 130 punti base. A Piazza Affari si registrano i conti di Cattolica del 2017 con utile in calo del 40% a 56 milioni ma dividendo confermato a 0,35 euro. Domani il cda di Telecom affronterà il nodo delle pressioni di Elliott sulla società, le cui mire piacciono al ministro Calenda. A livello macro, secondo la Confcommercio il Pil italiano è rimasto piatto a marzo mentre i consumi (di febbraio) sono saliti dello 0,3%. Nella congiuntura flash della Confindustria si legge invece che l'economia globale accelerae l'Italia "rimane ben agganciata alla ripresa. La produzione industriale è in crescita e la fiducia di imprese e consumatori è vicino ai massimi pre crisi". In un focus sui dazi Usa, si dice che "l'Italia al momento è poco esposta ma in prospettiva sono a rischio 40 miliardi di export". Propro negli Usa si registra il peggioramento del deficit della bilancia dei pagamenti degli Stati Uniti che sale del 26% nel quarto trimestre a 128,2 miliardi di dollari (2,6% del Pil), contro i 101,5 miliardi di tre mesi prima. La vendita di case esistenti è salita del 3% a febbraio, dopo il tonfo del 3,2% di gennaio.
In Oriente, Fitch ha deciso di mantenere il rating "A+" sulla Cina con outlook stabile, ma segnala alcune criticità. L'agenzia di rating rimarca che le tensioni commerciali con gli Usa - al centro anche del G20 di Buenos Aires - sono aumentate e sono motivo di rischi al ribasso per la tenuta dell'economia. Quanto alla crescita, le stime sono di un Pil a +6,5% nel 2018 e a +6,1% nel 2019, in calo rispetto al 6,9% registrato nel 2017. Chiusure in rosso stamattina per le Borse cinesi. A Shanghai l'indice Composite perde lo 0,29% a 3.280,95 punti, mentre a Shenzhen il Component lascia sul campo lo 0,88% a 10.980,55 punti. Hong Kong è arrivata a crescere di oltre l'1%, per poi annullare i guadagni e chiudere in calo dello 0,4%, mentre Sydney ha chiuso in lieve rialzo (+0,2%).
Il petrolio a New York ha accelerato ulteriormente al rialzo dopo la diffusione del dato sulle scorte settimanali di greggio in Ua, inaspettatamente calate di oltre 2,6 milioni di barili contro attese per un incremento di 2,4 milioni di unità. Ieri, il gruppo privato American petroleum institute aveva calcolato per lo stesso periodo una flessione di 2,7 milioni di barili. Quando chiudono gli scambi europei, il Wti vede i 65 dollari al barile.
I listini europei riescono a chiudere in recupero grazie al supporto della Borsa americana, rinvigorita proprio dal recupero di Faebook. Incerta stamattina la seduta sulle Borse asiatiche, con Tokyo chiusa per festività. Milano termina in positivo dello 0,1%, Francoforte tiene la parità nonostante il tonfo di Deutsche Bank, mentre Londra rimane in rosso dello 0,32 e Parigi dello 0,24%. La Borsa americana si rafforza e alla chiusura dei mercati Ue il Dow sale dello 0,55%, il Nasdaq dello 0,4% e lo S&P500 dello 0,47%.
Anche sul fonte valutario l'evento di giornata è la conferenza di Powell dopo la decisione sui tassi della Fed. Hervé Chatot, gestore de La Française, alla vigilia della riunione diceva di aspettarsi "un aumento dei tassi di 25 punti base e un tono probabilmente più ottimista e leggermente da falco. Sull’economia i membri della Fed dovrebbero essere più ottimisti, alla luce di un bilanciamento dei rischi favorevole. Dall'ultima riunione, tutti i dati economici hanno registrato un ulteriore recupero e le prospettive sono migliorate". Secondo l'esperto, l'aggiornamento delle previsioni economiche dovrebbe ritoccare la crescita del PIL al rialzo sia nel 2018 che nel 2019, tra il 2,5% e il 2,9%. Anche le stime sul futuro posizionamento dei tassi da parte dei governatori del board dovrebbero essere riviste al rialzo, con l'indicazione del tasso di lungo termine al 3%. "Il mercato ha già completamente scontato l'aumento di marzo e un totale di tre rialzi nel 2018. La conferenza stampa rappresenterà un evento chiave, in quanto è in tale occasione che si vedrà se Powell aprirà o meno la porta a quattro rialzi per quest'anno, cosa che eventualmente supporterebbe una reazione 'da falco' da parte del mercato", conclude l'esperto. In attesa di sciogliere questi dubbi, l'euro chiude stabile a 1,2266 dollari e si attesta a 130,42 yen. Dollaro in rialzo sullo yen a 106,38.
Lo spread tra Btp e Bund è stabile in area 130 punti base. A Piazza Affari si registrano i conti di Cattolica del 2017 con utile in calo del 40% a 56 milioni ma dividendo confermato a 0,35 euro. Domani il cda di Telecom affronterà il nodo delle pressioni di Elliott sulla società, le cui mire piacciono al ministro Calenda. A livello macro, secondo la Confcommercio il Pil italiano è rimasto piatto a marzo mentre i consumi (di febbraio) sono saliti dello 0,3%. Nella congiuntura flash della Confindustria si legge invece che l'economia globale accelerae l'Italia "rimane ben agganciata alla ripresa. La produzione industriale è in crescita e la fiducia di imprese e consumatori è vicino ai massimi pre crisi". In un focus sui dazi Usa, si dice che "l'Italia al momento è poco esposta ma in prospettiva sono a rischio 40 miliardi di export". Propro negli Usa si registra il peggioramento del deficit della bilancia dei pagamenti degli Stati Uniti che sale del 26% nel quarto trimestre a 128,2 miliardi di dollari (2,6% del Pil), contro i 101,5 miliardi di tre mesi prima. La vendita di case esistenti è salita del 3% a febbraio, dopo il tonfo del 3,2% di gennaio.
In Oriente, Fitch ha deciso di mantenere il rating "A+" sulla Cina con outlook stabile, ma segnala alcune criticità. L'agenzia di rating rimarca che le tensioni commerciali con gli Usa - al centro anche del G20 di Buenos Aires - sono aumentate e sono motivo di rischi al ribasso per la tenuta dell'economia. Quanto alla crescita, le stime sono di un Pil a +6,5% nel 2018 e a +6,1% nel 2019, in calo rispetto al 6,9% registrato nel 2017. Chiusure in rosso stamattina per le Borse cinesi. A Shanghai l'indice Composite perde lo 0,29% a 3.280,95 punti, mentre a Shenzhen il Component lascia sul campo lo 0,88% a 10.980,55 punti. Hong Kong è arrivata a crescere di oltre l'1%, per poi annullare i guadagni e chiudere in calo dello 0,4%, mentre Sydney ha chiuso in lieve rialzo (+0,2%).
Il petrolio a New York ha accelerato ulteriormente al rialzo dopo la diffusione del dato sulle scorte settimanali di greggio in Ua, inaspettatamente calate di oltre 2,6 milioni di barili contro attese per un incremento di 2,4 milioni di unità. Ieri, il gruppo privato American petroleum institute aveva calcolato per lo stesso periodo una flessione di 2,7 milioni di barili. Quando chiudono gli scambi europei, il Wti vede i 65 dollari al barile.