MILANO - Seduta poco movimentata per le Borse europee. Milano termina appena sopra la parità e guadagna lo 0,14%. Positive anche Londra (+0,18%) e Parigi (0,21%). In calo invece Francoforte, che cede lo 0,22%. A Piazza Affari brilla Tim (+1,48%), nel giorno dell'assemblea di Vivendi e della dura risposta di Elliott ai soci francesi, protagonisti a loro volta ieri di un attacco al fondo Usa. Alla chiusura in Europa procede invece in negativo Wall Street, con il Dow Jones che perde lo 0,34, e il Nasdaq che arretra dello 0,79%. Ribassi in controtendenza con le performance dei listini asiatici, tutti in positivo, con Tokyo a +0,15%.
Sul fronte valutario euro poco mosso. La moneta unicachiude in calo e passa di mano a 1,2353 dollari contro 1,2380 dell'apertura. Lo spread scende ancora e si attesta a 117 punti, con il rendimento del decennale italiano all'1,77%.
Pochi spunti dai dati macroeconomici. A febbraio 2018 - secondo i dati diffusi dall'Istat - la produzione nelle costruzioni vede un "forte calo" del 3,6% sul mese precedente e una flessione del 2% rispetto all'anno precedente.
Nel Regno Unito le vendite al dettaglio sono scese a marzo dell'1,2% rispetto al mese precedente e aumentate dell'1,1% nel confronto con marzo 2017. Da Washington arriva un nuovo richiamo sul fronte commerciale da parte del Fondo Monetario Internazionale. "Evitare il protezionismo" è l'appello ribadito dal direttore generale, Christine Lagarde, che invita i governi a mantenersi alla larga dal protezionismo in tutte le sue forme. Le restrizioni commerciali unilaterali - secondo l'istituto si sono dimostrate non utili e d'aiuto. Il fondo mette anche in guardia sui rischi che incombono sull'economia: Le prospettive di breve termine per l'fmi sono positive, ma ci sono "più nubi all'orizzonte" di quante non ce ne fossero lo scorso ottobre.
Sempre dagli Stati Uniti i sussidi settimanali di disoccupazione, tradizionale termometro dell'andamento del mercato del lavoro. calano di mille unità a 232.000 unità, un po' meno dell'attesa discesa a 226.000 unità
Continua infine la crescita del prezzo del petrolio sui mercati, spinto dal calo delle scorte negli Usa e dall'attesa per il vertice dell'Opec che si terrà il 20 aprile in Arabia Saudita e nel quale dovrebbe essere confermata e rafforzata la cooperazione fra i paesi sulla produzione. Il greggio Wti del Texas sale così di 48 centesimi a 69,21 dollari dopo il robusto balzo di ieri. Il Brent cresce a 74,66 dollari.
Sul fronte valutario euro poco mosso. La moneta unicachiude in calo e passa di mano a 1,2353 dollari contro 1,2380 dell'apertura. Lo spread scende ancora e si attesta a 117 punti, con il rendimento del decennale italiano all'1,77%.
Pochi spunti dai dati macroeconomici. A febbraio 2018 - secondo i dati diffusi dall'Istat - la produzione nelle costruzioni vede un "forte calo" del 3,6% sul mese precedente e una flessione del 2% rispetto all'anno precedente.
Nel Regno Unito le vendite al dettaglio sono scese a marzo dell'1,2% rispetto al mese precedente e aumentate dell'1,1% nel confronto con marzo 2017. Da Washington arriva un nuovo richiamo sul fronte commerciale da parte del Fondo Monetario Internazionale. "Evitare il protezionismo" è l'appello ribadito dal direttore generale, Christine Lagarde, che invita i governi a mantenersi alla larga dal protezionismo in tutte le sue forme. Le restrizioni commerciali unilaterali - secondo l'istituto si sono dimostrate non utili e d'aiuto. Il fondo mette anche in guardia sui rischi che incombono sull'economia: Le prospettive di breve termine per l'fmi sono positive, ma ci sono "più nubi all'orizzonte" di quante non ce ne fossero lo scorso ottobre.
Sempre dagli Stati Uniti i sussidi settimanali di disoccupazione, tradizionale termometro dell'andamento del mercato del lavoro. calano di mille unità a 232.000 unità, un po' meno dell'attesa discesa a 226.000 unità
Continua infine la crescita del prezzo del petrolio sui mercati, spinto dal calo delle scorte negli Usa e dall'attesa per il vertice dell'Opec che si terrà il 20 aprile in Arabia Saudita e nel quale dovrebbe essere confermata e rafforzata la cooperazione fra i paesi sulla produzione. Il greggio Wti del Texas sale così di 48 centesimi a 69,21 dollari dopo il robusto balzo di ieri. Il Brent cresce a 74,66 dollari.