Secondo il presidente francese, è urgente una riforma del meccanismo di risoluzione delle dispute commerciali.
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MILANO - Il presidente francese Emmanuel Macron chiede nuove regole per il Wto, l'Organizzazione mondiale del commercio. Le nuove regole sono necessarie per affrontare le "enormi sovvenzioni pubbliche che distorcono il mercato mondiale, la proprietà intellettuale, i diritti sociali e la protezione del clima", ha detto Macron al vertice ministeriale dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse). In particolare, ha sottolineato, è urgente una riforma del meccanismo di risoluzione delle dispute commerciali.
Macron ha proposto un "processo negoziale per la riforma del Wto, che parta dalla Ue, dagli Usa, dalla Cina e dal Giappone e che si estenda rapidamente al G20 e ai Paesi dell'Ocse". L'appello del presidente francese precede di due giorni l'attesa decisione del presidente Usa Donald Trump sulla possibile esenzione della Ue dai nuovi dazi decisi dalla Casa Bianca sulle importazioni di acciaio e alluminio.
Puntare su un "multilateralismo forte" e responsabile. Per "evitare il peggio", quello che è avvenuto negli anni '30, "che ci tendono lo specchio", ricordandoci che dalla crisi economica, si passò al protezionismo, all'isolazionismo, alla guerra commerciale "e poi alla guerra tout court". In un discorso appassionato davanti a una delle platee multilaterali per eccellenza, quella dell'Ocse, il presidente francese ha lanciato le sue idee per riaccendere il processo multilaterale, soprattutto nel commercio, ma non solo, sempre più messo in discussione dagli Usa, con conseguenze planetarie. Davanti a una globalizzazione che ha sì permesso di ridurre la povertà nei paesi emergenti, ma ha anche aumentato le disparità di reddito, ha destabilizzato e impaurito soprattutto la classe media dei paesi avanzati, la risposta "non è girare le spalle al multilateralismo, pensando che è inefficace, inadatto burocratico", ha detto Macron, ricordando l'escalation degli anni '30 che sfocio' nella guerra.
"Sarebbe folle seguire nuovamente questa strada. Non si risponde alle disfunzioni di oggi con il protezionismo, con le minacce di guerra commerciale. La nostra sfida è trovare nuovamente una risposta collettiva. Il successo economico non si costruisce mai a svantaggio degli altri. Quelli che credono nel miraggio di una prosperità isolata sono stati smentiti dalla storia", ha incalzato il presidente francese, che all'Ocse ha avuto un'accoglienza da rock star ed è stato introdotto dal segretario generale dell'organizzazione, Angel Gurria come "il riformatore-in-capo e la bandiera del multilateralismo forte e responsabile". Macron ha ricambiato sottolineando la storia e il ruolo dell'Ocse, nata dopo le macerie della seconda guerra mondiale per rilanciare la collaborazione e lo sviluppo economico internazionale.
Il presidente francese Emmanuel Macron e il segretario generale dell'Ocse, Angel Gurria (ansa)
Il multilateralismo - ha ammesso il presidente francese - ha le sue colpe e i suoi ritardi, ma si può rendere più efficace e reattivo. Il primo passo, visto che è il commercio ad essere nell'occhio del ciclone, dovrebbe essere la riforma dell'organizzazione mondiale del commercio, la Wto, che va "rifondata". "Propongo una trattativa sulla riforma della Wto che includa all'avvio gli Usa, l'Unione europea, la Cina e il Giappone, per poi ampliarla rapidamente agli altri paesi del G20", ha detto Macron. "Dobbiamo arrivare presto assieme a una diagnosi sul cattivo funzionamento del sistema attuale ed auspico che al G20 di Buenos Aires quest'anno si possa arrivare a una prima tabella di marcia", ha aggiunto il presidente francese. I dati economici dei Paesi del G20 Il segretario al commercio Usa, Wilbur Ross (afp)
Tra gli auspici espressi all'Ocse anche quello di una riforma fiscale collettiva per evitare che i giganti del web eludano le tasse e ha chiesto all'Ocse di riflettere su questa questione. All'arringa a favore del multilateralismo del presidente francese, hanno fatto da contraltare le dichiarazioni del ministro del commercio Usa, Wilbur Ross a favore del bilateralismo contro un multilateralismo "parolaio" e lento. E gli Usa, che venerdì si apprestano a decidere sull'imposizione di dazi su alluminio ed acciaio di importazione, si sono anche rifiutati di siglare il comunicato finale comune che condanna il protezionismo e a favore della lotta contro il cambiamento climatico.