Economia

Brexit, l'Eba avverte le banche: "Prepararsi ad un'uscita senza accordo"

Il presidente Enria mette in guardia gli istituti: "Non possono dare per scontato di poter continuare a operare come adesso o sperare in accordi politici"

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MILANO - Prepararsi al peggio. Ovvero ad una Brexit senza accordo o periodo di transizione. È quanto chiede l'Eba alle banche europee, che chiede alle autorità competenti di assicurarsi che i gruppi bancari e finanziari compiano i passi necessari. Per il presidente Andrea Enria i gruppi "non possono dare per scontato di poter continuare a operare come adesso nè possono sperare in accordi politici ancora non realizzati o in interventi pubblici".

Per l'Eba è "imperativo che i gruppi finanziari nella Ue a 27 e nel Regno Unito identifichino le potenziali esposizioni e rischi" di una possibile uscita della Gran Bretagna senza un accordo di recesso. Secondo l'analisi dell'autorità bancaria i gruppi finanziari "dovrebbero intraprendere passi adeguati per mitigare l'impatto senza confidare in possibili soluzioni del settore pubblico che possono non essere avanzate o raggiunte in tempo". In particolare l'Eba rammenta di chiedere i permessi alle autorità di regolazione in tempo, oltre a identificare i rischi sull'accesso al mercato finanziario e della raccolta. Inoltre attenzione va riposta sui diritti e obblighi dei contratti esistenti in particolare quelli derivati.
E infine azioni intraprese e possibili impatti vanno comunicati ai clienti di banche e società finanziarie, ricorda l'Eba.