Borse in calo sulle tensioni commerciali. Strappo nel governo tedesco: euro in calo
Flavio Bini, di FLAVIO BINIListini in flessione, arretra anche l'euro. Tokyo chiude in forte calo appesantita ancora dalle tensioni Usa-Cina. Frena il petrolio
MILANO - . Lo strappo nel governo tedesco e la sempre alta tensione sul fronte commerciale spingono al ribasso i listini in avvio di settimana. Milano cede lo 0,92%, Londra perde l'1,17%, Francoforte lo 0,55% e Parigi lo 0,88%. In calo anche per Wall Street: alla chiusura delle Borse europee il Dow Jones che cede lo 0,54% e il Nasdaq lo 0,32%.
Ieri Horst Seehofer, ministro dell'Interno e leader della Csu, principale alleato della Cdu di Angela Merkel, ha spiegato di essere pronto al passo indietro perché insoddisfatto della linea troppo "morbida" in tema di migranti mantenuta dalla cancelliera nell'ultimo vertice europeo. Parallelamente pesano ancora le minacce protezionistiche lanciate dagli Stati Uniti, non ultima la possibilità - smentita dall'Amministrazione americana - che gli Stati Uniti possano lasciare il Wto. Seduta in forte calo per i listini asiatici, con Tokyo che ha chiuso in forte calo penalizzata anche dal peggioramento dell…
Ieri Horst Seehofer, ministro dell'Interno e leader della Csu, principale alleato della Cdu di Angela Merkel, ha spiegato di essere pronto al passo indietro perché insoddisfatto della linea troppo "morbida" in tema di migranti mantenuta dalla cancelliera nell'ultimo vertice europeo. Parallelamente pesano ancora le minacce protezionistiche lanciate dagli Stati Uniti, non ultima la possibilità - smentita dall'Amministrazione americana - che gli Stati Uniti possano lasciare il Wto. Seduta in forte calo per i listini asiatici, con Tokyo che ha chiuso in forte calo penalizzata anche dal peggioramento dell…
MILANO - . Lo strappo nel governo tedesco e la sempre alta tensione sul fronte commerciale spingono al ribasso i listini in avvio di settimana. Milano cede lo 0,92%, Londra perde l'1,17%, Francoforte lo 0,55% e Parigi lo 0,88%. In calo anche per Wall Street: alla chiusura delle Borse europee il Dow Jones che cede lo 0,54% e il Nasdaq lo 0,32%.
Ieri Horst Seehofer, ministro dell'Interno e leader della Csu, principale alleato della Cdu di Angela Merkel, ha spiegato di essere pronto al passo indietro perché insoddisfatto della linea troppo "morbida" in tema di migranti mantenuta dalla cancelliera nell'ultimo vertice europeo. Parallelamente pesano ancora le minacce protezionistiche lanciate dagli Stati Uniti, non ultima la possibilità - smentita dall'Amministrazione americana - che gli Stati Uniti possano lasciare il Wto. Seduta in forte calo per i listini asiatici, con Tokyo che ha chiuso in forte calo penalizzata anche dal peggioramento della fiducia a breve termine delle principali aziende manifatturiere dell'arcipelago.
Seduta in calo per l'euro. La moneta unica cede terreno nei confronti del biglietto verde a 1,1615 dollari (aveva terminato gli scambi venerdì a 1,1684 dollari). In rialzo lo spread: il differenziale Btp/Bund sale a 236 punti con il rendimento del decennale italiano al 2,67%. A Piazza Affari va a picco Recordati, dopo la cessione del 51% al fondo Cvc, con il titolo che perde il 18% allineandosi al prezzo Opa di 28 euro ad azione. In flessione anche Mediaset, penalizzata da un report negativo di Morgan Stanley diffuso venerdì.
Ricca l'agenda macroeconomica di giornata, l'Istat ha messo in evidenza un maggio positivo sul fronte del mercato del lavoro, con gli occupati cresciuti di 114 mila unità e la disoccupazione scesa ai minimi dal 2012. In chiaroscuro gli indici Pmi. Sale a giugno l'indice manifatturiero italiano a 53,3 mentre cala a 55,9 da 56,9 quello tedesco. In flessione anche il dato dell'Eurozona, sceso a 54,9, minimo da 18 mesi. A giugno l'ism manifatturiero, l'indice che misura la performance del settore manifatturiero negli stati uniti, ha accelerato il passo superando le attese degli analisti. L'indice di riferimento redatto dall'institute for supply management è salito a 60,2 punti dai 58,7 punti del mese precedente. Gli analisti avevano previsto un dato a 58,1 punti.
Frena il petrolio sulla spinta anche del tweet con cui Donald Trump ha annunciato di aver ricevuto rassicurazioni da parte del re saudita Salman che il regno aumenterà la produzione di greggio in risposta alle turbolenze in Iran e Venezuela. I contratti sul Wti con consegna ad agosto cedono 92 centesimi a 73,23 dollari.Il Brent del mare del Nord arretra di 1,04 dollari a 78,19 dollari. Sempre in calo l'oro, con il lingotto a 1248 dollari l'oncia.
Ieri Horst Seehofer, ministro dell'Interno e leader della Csu, principale alleato della Cdu di Angela Merkel, ha spiegato di essere pronto al passo indietro perché insoddisfatto della linea troppo "morbida" in tema di migranti mantenuta dalla cancelliera nell'ultimo vertice europeo. Parallelamente pesano ancora le minacce protezionistiche lanciate dagli Stati Uniti, non ultima la possibilità - smentita dall'Amministrazione americana - che gli Stati Uniti possano lasciare il Wto. Seduta in forte calo per i listini asiatici, con Tokyo che ha chiuso in forte calo penalizzata anche dal peggioramento della fiducia a breve termine delle principali aziende manifatturiere dell'arcipelago.
Seduta in calo per l'euro. La moneta unica cede terreno nei confronti del biglietto verde a 1,1615 dollari (aveva terminato gli scambi venerdì a 1,1684 dollari). In rialzo lo spread: il differenziale Btp/Bund sale a 236 punti con il rendimento del decennale italiano al 2,67%. A Piazza Affari va a picco Recordati, dopo la cessione del 51% al fondo Cvc, con il titolo che perde il 18% allineandosi al prezzo Opa di 28 euro ad azione. In flessione anche Mediaset, penalizzata da un report negativo di Morgan Stanley diffuso venerdì.
Ricca l'agenda macroeconomica di giornata, l'Istat ha messo in evidenza un maggio positivo sul fronte del mercato del lavoro, con gli occupati cresciuti di 114 mila unità e la disoccupazione scesa ai minimi dal 2012. In chiaroscuro gli indici Pmi. Sale a giugno l'indice manifatturiero italiano a 53,3 mentre cala a 55,9 da 56,9 quello tedesco. In flessione anche il dato dell'Eurozona, sceso a 54,9, minimo da 18 mesi. A giugno l'ism manifatturiero, l'indice che misura la performance del settore manifatturiero negli stati uniti, ha accelerato il passo superando le attese degli analisti. L'indice di riferimento redatto dall'institute for supply management è salito a 60,2 punti dai 58,7 punti del mese precedente. Gli analisti avevano previsto un dato a 58,1 punti.
Frena il petrolio sulla spinta anche del tweet con cui Donald Trump ha annunciato di aver ricevuto rassicurazioni da parte del re saudita Salman che il regno aumenterà la produzione di greggio in risposta alle turbolenze in Iran e Venezuela. I contratti sul Wti con consegna ad agosto cedono 92 centesimi a 73,23 dollari.Il Brent del mare del Nord arretra di 1,04 dollari a 78,19 dollari. Sempre in calo l'oro, con il lingotto a 1248 dollari l'oncia.