MILANO - Il trasporto pubblico locale ha assorbito, fra il 2012 e il 2016, 16 miliardi di contributi dagli enti locali. A evidenziarlo uno studio di Mediobanca sulle partecipate degli enti locali. Il settore presenta un saldo negativo da 16,34 miliardi: a fronte dei contributi, infatti, nel quinquennio ha generato 442 milioni di imposte ma anche 732 milioni di perdite. Considerando tuttavia che la romana Atac e la torinese Gtt hanno perso rispettivamente 806 e 54 milioni nel periodo di riferimento. ne emerge un settore in cui la maggior parte delle società, forti dei contributi che arrivano dai contratti di servizio, chiudono con un bilancio in utile.
Nel complesso, le partecipate analizzate da Piazzetta cuccia mostrano ricavi aggregati pari a 32,2 miliardi, in calo del 13,5% sul 2012, a causa principalmente del settore dell'energia elettrica e gas (-28,5%) ma anche utili complessivi per 5 miliardi di euro nello stesso periodo. Nel quinquennio, il margine operativo lordo delle 82 società prese in esame (che devono avere un fatturato sopra i 50 milioni e una partecipazione pubblica di almeno il 30%) è comunque cresciuto del 18,5% a 6,26 miliardi mentre il risultato netto complessivo si è portato da 909 milioni a 1,42 miliardi. I maggiori utili realizzati nei cinque anni arrivano da Hera (836 milioni), Acea (819 milioni), Iren (611 milioni) e A2a (582 milioni). Le maggiori perdite, invece, dalla romana Atac (806 milioni) e dalla milanese Asam (-162 milioni). Nel solo 2017 gli azionisti pubblici hanno incassato dividendi (relativi ai bilanci 2016) pari a 444 milioni. A livello di fatturato c'è da segnalare l'ottimo andamento delle autostrade (+23,2% dal 2012).
Tra i dati emerge che mentre i compensi medi dei rappresentanti degli enti locali nei board delle partecipate sono calati del 16% (tra il 2010 e il 2017) e la loro numerosità del 46%.
Tra le singole amministrazioni, Milano spicca come regina nel campione preso in analisi. Se l'intero portafoglio delle partecipate prese in esame vale circa 13,9 miliardi (di cui 5,2 miliardi in valore di borsa), il comune più ricco è Milano - grazie tra gli altri al 25% di A2a, al 55% in Sea (Linate e Malpensa) e al 100% di Atm - con un pacchetto di partecipate da 2,3 miliardi, seguito da Roma (1,5 miliardi), Brescia (1,24 miliardi) e Torino (1 miliardi) mentre tra le regioni primeggia la Valle d'Aosta (943 milioni) grazie al controllo del colosso idroelettrico Cva. Milano spicca anche a livello di fatturato con 5,7 miliardi nel 2016, seguita da Bologna e Roma con 4,8 miliardi e Brescia con 2,6 miliardi mentre, per gli utili cumulati negli ultimi cinque anni, il capoluogo lombardo figura al secondo posto con 794 milioni dietro a Bologna (842 milioni) e davanti a Trento (544 milioni grazie alla partecipazione di controllo nell'autostrada A22).
Nel complesso, le partecipate analizzate da Piazzetta cuccia mostrano ricavi aggregati pari a 32,2 miliardi, in calo del 13,5% sul 2012, a causa principalmente del settore dell'energia elettrica e gas (-28,5%) ma anche utili complessivi per 5 miliardi di euro nello stesso periodo. Nel quinquennio, il margine operativo lordo delle 82 società prese in esame (che devono avere un fatturato sopra i 50 milioni e una partecipazione pubblica di almeno il 30%) è comunque cresciuto del 18,5% a 6,26 miliardi mentre il risultato netto complessivo si è portato da 909 milioni a 1,42 miliardi. I maggiori utili realizzati nei cinque anni arrivano da Hera (836 milioni), Acea (819 milioni), Iren (611 milioni) e A2a (582 milioni). Le maggiori perdite, invece, dalla romana Atac (806 milioni) e dalla milanese Asam (-162 milioni). Nel solo 2017 gli azionisti pubblici hanno incassato dividendi (relativi ai bilanci 2016) pari a 444 milioni. A livello di fatturato c'è da segnalare l'ottimo andamento delle autostrade (+23,2% dal 2012).
Tra i dati emerge che mentre i compensi medi dei rappresentanti degli enti locali nei board delle partecipate sono calati del 16% (tra il 2010 e il 2017) e la loro numerosità del 46%.
Tra le singole amministrazioni, Milano spicca come regina nel campione preso in analisi. Se l'intero portafoglio delle partecipate prese in esame vale circa 13,9 miliardi (di cui 5,2 miliardi in valore di borsa), il comune più ricco è Milano - grazie tra gli altri al 25% di A2a, al 55% in Sea (Linate e Malpensa) e al 100% di Atm - con un pacchetto di partecipate da 2,3 miliardi, seguito da Roma (1,5 miliardi), Brescia (1,24 miliardi) e Torino (1 miliardi) mentre tra le regioni primeggia la Valle d'Aosta (943 milioni) grazie al controllo del colosso idroelettrico Cva. Milano spicca anche a livello di fatturato con 5,7 miliardi nel 2016, seguita da Bologna e Roma con 4,8 miliardi e Brescia con 2,6 miliardi mentre, per gli utili cumulati negli ultimi cinque anni, il capoluogo lombardo figura al secondo posto con 794 milioni dietro a Bologna (842 milioni) e davanti a Trento (544 milioni grazie alla partecipazione di controllo nell'autostrada A22).