Economia

Borse e dollaro forti dopo le parole di Powell. Fmi, nuovo richiamo all'Italia

Il numero uno della Fed ha garantito che la crescita Usa è solida e si è lasciato le porte aperte sul rialzo dei tassi. Milano rallenta però con le banche deboli e chiude invariata. Il Fondo: "Ricostruire cuscinetti sui conti"

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MILANO - Continua il rafforzamento del dollaro sull'euro dopo le parole di Jerome Powell, che ha rassicurato gli investitori dicendo che vista la forza attuale dell'economia americana la strada migliore "per ora" è il rialzo graduale dei tassi, lasciando però intendere che il vertice della Banca centrale Usa è pronto a reagire a eventuali nuovi scenari e non è dogmatico nel suo incedere. Di base, la forza Usa sembra soverchiare anche le aspre tensioni commerciali che gettano ombre sull'economia mondiale. Una impostazione che ha fatto bene anche agli scambi nipponici, seguiti a ruota dai listini Ue.

Milano avvia gli scambi in rialzo, poi perde smalto con le banche deboli e alla fine il Ftse Mib chiude invariato (-0,03%). Sull'Italia arriva il nuovo monito del Fmi, che in vista del G20 di Buenos Aires scrive in un documento che "stimoli di bilancio pro-ciclici dovrebbero essere evitati e cuscinetti di bilancio ricostruiti" nei paesi in cui i conti pubblici "sono su una traiettoria insostenibile e il deficit è eccessivo (Stati Uniti) o in cui la posizione è vulnerabile alla perdita di fiducia del mercato (Italia)". Proprio nel nostro Paese, sottolinea il Fondo "condizioni finanziarie più stringenti e l'incertezza sulle future politiche" possono rallentare la crescita.

Positive le altre piazze europee: Parigi chiude in rialzo dello 0,46%, Francoforte aggiunge lo 0,82%, Londra lo 0,65%. Questa mattina alla Borsa di Tokyo il Nikkei ha guadagnato lo 0,43% e il Topix lo 0,35%, portandosi verso i massimi da un mese. Chiusura contrastata per Wall Street con buoni risultati per le aziende, in particolare del settore finanziario, del Dow Jones mentre i titoli tecnologici si rivelano più deboli. Il Dow Jones segna +0,32% a 25.200,24 punti. Piatto invece il Nasdaq che registra un -0,01% a 7.854,44 punti.

Chiusura debole per l'euro sui mercati: viene scambiato a circa 1,1645 contro il dollaro e in zona 131,30 contro lo yen. A 112,75 il cambio tra la valuta nipponica e il biglietto verde. Ieri Powell ha fatto sapere che la Fed manterrà la sua politica monetaria, "continuando gradualmente ad aumentare i tassi di interesse", alla luce di previsioni sull'andamento economico "forti" e nonostante le incertezze derivanti dalle politiche commerciali. Oggi ha aggiunto, in audizione alla Camera, un appunto a Trump segnalando che "il protezionismo è negativo per l'economia del mondo". Lo spread tra Btp e Bund tedeschi, che in mattinata è sceso fino a 210 punti base, sul finale di seduta supera quota 215 punti.

Diversi gli spunti macro in agenda oggi. Eurostat ha confermato il rafforzamento dell'inflazione al 2% tendenziale a giugno, mentre in Gran Bretagna il dato sui prezzi è rimasto fermo su mese ma del +2,4% su anno. Timida ripresa sul mercato immobiliare italiano nel primo trimestre: per l'Istat le compravendite sono salite dello 0,6% sul trimestre precedente. Negli Stati Uniti i dati sui nuovi cantieri segnano un tracollo del 12% ad aprile, con i nuovi cantieri giù del 2,2%.

Il petrolio si stabilizza a New York nonostante la crescita delle scorte Usa. Alla chiusura dei mercati europei, il Wti segna 68,2 dollari al barile e il Brent a 72,2 dollari. Poco mosso anche l'oro che resta nei pressi dei minimi da un anno, segno che nonostante tutte le tensioni sul commercio il bene rifugio per eccellenza non è ancora in cima alla lista degli investitori. Il lingotto spot quota in area 1.226 dollari l'oncia.