Il Pil Usa accelera nel secondo trimestre. Mercati Ue in rialzo. Asta Bot, rendimenti in calo
Raffaele Ricciardi , di RAFFAELE RICCIARDIL'economia americana è cresciuta del 4,1%, top dal 2014. A Piazza Affari bene il comparto del credito, Milano +0,4%. Questa mattina Tokyo ha guadagnato lo 0,5%. Wall Street contrastata, numeri positivi per Amazon dopo la debacle di Facebook
MILANO - I listini azionari europei chiudono in cauto rialzo nell'ultima seduta della settimana, una ottava caratterizzata per Piazza Affari dalla scomparsa di Sergio Marchionne con i suoi riflessi sulla galassia Fca in Borsa, di nuovo debole oggi. Il dato di giornata è però l'andamento del Pil americano, che nel secondo trimestre dell'anno - secondo la prima lettura - è salito del 4,1% in netta accelerazione dal +2,2% del primo trimestre (dato rivisto dall'iniziale +2%). L'economia americana viaggia al livello più alto da 4 anni a questa parte, solo lievemente sotto le stime (+4,4%). "Ottimi numeri" per il presidente Trump, secondo il quale la crescita complessiva del 2018 "può essere sopra il 3%" e che promette di offrire ancora più occasioni di crescita al Paese "con gli accordi commerciali ai quali lavoro".
Milano dopo un avvio incerto chiude in rialzo dello 0,42%. In cauto rialzo anche le…
Milano dopo un avvio incerto chiude in rialzo dello 0,42%. In cauto rialzo anche le…
MILANO - I listini azionari europei chiudono in cauto rialzo nell'ultima seduta della settimana, una ottava caratterizzata per Piazza Affari dalla scomparsa di Sergio Marchionne con i suoi riflessi sulla galassia Fca in Borsa, di nuovo debole oggi. Il dato di giornata è però l'andamento del Pil americano, che nel secondo trimestre dell'anno - secondo la prima lettura - è salito del 4,1% in netta accelerazione dal +2,2% del primo trimestre (dato rivisto dall'iniziale +2%). L'economia americana viaggia al livello più alto da 4 anni a questa parte, solo lievemente sotto le stime (+4,4%). "Ottimi numeri" per il presidente Trump, secondo il quale la crescita complessiva del 2018 "può essere sopra il 3%" e che promette di offrire ancora più occasioni di crescita al Paese "con gli accordi commerciali ai quali lavoro".
Milano dopo un avvio incerto chiude in rialzo dello 0,42%. In cauto rialzo anche le altre: Francoforte sale dello 0,5%, anche Londra aggiunge mezzo punto e Parigi lo 0,6%. Tra i singoli titoli di Piazza Affari, oltre a Fca si guarda all'Eni che ha riportato un netto aumento dell'utile nel semestre. Bene in generale il comparto del credito, con Mps che viene anche sospesa in asta di volatilità e in significativo rialzo. Dopo i dati sul Pil si conferma contrastata Wall Street. Al termine degli scambi in Europa l'indice Dow Jones è piatto, lo S&P500 lima lo 0,2% e il Nasdaq lo 0,7%. Sale Amazon dopo i conti, crolla invece Twitter.
In Asia i mercati hanno chiuso contrastati e la Borsa di Tokyo questa mattina ha terminato l'ultima seduta della settimana col segno più, sostenuta dal buon andamento dei risultati aziendali nella stagione delle trimestrali. L'indice Nikkei è salito dello 0,56% a quota 22.712,75. Seduta debole invece per la Grande Cina: Hong Kong è pocco sotto la pari, come Shanghai.
Lo spread tra Btp e Bund si allarga leggermente sopra 230 punti base in chiusura e il rendimento del decennale italiano è al 2,75%. Intanto in asta il Tesoro ha assegnato tutti i 6 miliardi di euro di Bot a sei mesi offerti oggi. Il rendimento medio è sceso a 0,066% in calo di 3 punti base dal precedente collocamento di giugno. Buona la domanda, a 10,795 miliardi, con un rapporto di copertura di 1,8. L'euro chiude sotto quota 1,17 dollari dopo il calo di ieri, sulla scia dell'immutato percorso di rientro dal Qe annunciato dalla Bce e dopo l'intervento del presidente Mario Draghi. La moneta europea passa di mano a 1,1650 dollari e 129,30 yen. Dollaro/yen in calo a 111.
Sull'agenda macro si iscrive il Pil della Francia, che non rimbalza e sale solo dello 0,2% annuale nel secondo trimestre, come aveva già fatto nei primi tre mesi. Lo rileva l'Insee, l'istituto nazionale di statistica. In Italia, a giugno i prezzi alla produzione sono saliti dello 0,3% congiunturale e del 2,9% su anno, in accelerazione rispetto a maggio.
Alla chiusura dei mercati europei, il petrolio Wti perde lo 0,5% poco sopra 60 dollari al barile e il Brent è piatto a 74,5 dollari. L'oro spot è poco mosso a 1.224 dollari l'oncia.
Milano dopo un avvio incerto chiude in rialzo dello 0,42%. In cauto rialzo anche le altre: Francoforte sale dello 0,5%, anche Londra aggiunge mezzo punto e Parigi lo 0,6%. Tra i singoli titoli di Piazza Affari, oltre a Fca si guarda all'Eni che ha riportato un netto aumento dell'utile nel semestre. Bene in generale il comparto del credito, con Mps che viene anche sospesa in asta di volatilità e in significativo rialzo. Dopo i dati sul Pil si conferma contrastata Wall Street. Al termine degli scambi in Europa l'indice Dow Jones è piatto, lo S&P500 lima lo 0,2% e il Nasdaq lo 0,7%. Sale Amazon dopo i conti, crolla invece Twitter.
In Asia i mercati hanno chiuso contrastati e la Borsa di Tokyo questa mattina ha terminato l'ultima seduta della settimana col segno più, sostenuta dal buon andamento dei risultati aziendali nella stagione delle trimestrali. L'indice Nikkei è salito dello 0,56% a quota 22.712,75. Seduta debole invece per la Grande Cina: Hong Kong è pocco sotto la pari, come Shanghai.
Lo spread tra Btp e Bund si allarga leggermente sopra 230 punti base in chiusura e il rendimento del decennale italiano è al 2,75%. Intanto in asta il Tesoro ha assegnato tutti i 6 miliardi di euro di Bot a sei mesi offerti oggi. Il rendimento medio è sceso a 0,066% in calo di 3 punti base dal precedente collocamento di giugno. Buona la domanda, a 10,795 miliardi, con un rapporto di copertura di 1,8. L'euro chiude sotto quota 1,17 dollari dopo il calo di ieri, sulla scia dell'immutato percorso di rientro dal Qe annunciato dalla Bce e dopo l'intervento del presidente Mario Draghi. La moneta europea passa di mano a 1,1650 dollari e 129,30 yen. Dollaro/yen in calo a 111.
Sull'agenda macro si iscrive il Pil della Francia, che non rimbalza e sale solo dello 0,2% annuale nel secondo trimestre, come aveva già fatto nei primi tre mesi. Lo rileva l'Insee, l'istituto nazionale di statistica. In Italia, a giugno i prezzi alla produzione sono saliti dello 0,3% congiunturale e del 2,9% su anno, in accelerazione rispetto a maggio.
Alla chiusura dei mercati europei, il petrolio Wti perde lo 0,5% poco sopra 60 dollari al barile e il Brent è piatto a 74,5 dollari. L'oro spot è poco mosso a 1.224 dollari l'oncia.