✕

Mercati nervosi con la nuova offensiva commerciale Usa. Italia, torna a correre lo spread

Listini in calo, preoccupa la minaccia del rafforzamento dei dazi di Washington contro la Cina. Euro debole dopo la Fed
2 minuti di lettura
MILANO -  Seduta pesante per le Borse europee, ancora appesantite dalle tensioni commerciali. A impensierire il mercato è l'ipotesi, circolata negli ultimi giorni, che gli Stati Uniti possano rafforzare le proprie barriere commerciali contro la Cina aumentando ulterioramente i dazi sulle importazioni. Uno scenario che già ieri ha spinto gli indici al ribasso e che oggi li spinge ancora più giù, a partire dai mercati asiatici tutti in deciso calo. In mattinata, Tokyo ha archiviato la seduta in calo dell'1,03%. La piazze finanziarie europee non sono da meno e chiudono tutte in forte calo. Milano perde l'1,73%, Londra l'1,01%, Francoforte arretra dello 1,05% e Parigi dello 0,68%.

A Piazza Affari si fa sentire anche il rialzo dello spread, risalito oggi fino a 250 punti per poi ripiegare verso 244 punti, con il rendimento del decennale italiano al 2,9%, vicino ai livelli di inizio giugno. Torna quindi a riaffacciarsi tra gli investitori la…
MILANO -  Seduta pesante per le Borse europee, ancora appesantite dalle tensioni commerciali. A impensierire il mercato è l'ipotesi, circolata negli ultimi giorni, che gli Stati Uniti possano rafforzare le proprie barriere commerciali contro la Cina aumentando ulterioramente i dazi sulle importazioni. Uno scenario che già ieri ha spinto gli indici al ribasso e che oggi li spinge ancora più giù, a partire dai mercati asiatici tutti in deciso calo. In mattinata, Tokyo ha archiviato la seduta in calo dell'1,03%. La piazze finanziarie europee non sono da meno e chiudono tutte in forte calo. Milano perde l'1,73%, Londra l'1,01%, Francoforte arretra dello 1,05% e Parigi dello 0,68%.

A Piazza Affari si fa sentire anche il rialzo dello spread, risalito oggi fino a 250 punti per poi ripiegare verso 244 punti, con il rendimento del decennale italiano al 2,9%, vicino ai livelli di inizio giugno. Torna quindi a riaffacciarsi tra gli investitori la preoccupazione sui titoli di Stato italiani in vista della prossima legge di Bilancio. Una fiammata che ha come sempre penalizzato tutto il comporto bancario. Tra le più colpite Mps che ha perso il 4,8%, vicina al minimo storico dopo una sospensione in asta di volatilità, Banco Bpm che ha ceduto 4,6%, Unicredit a -4,2% e Intesa a -3,8%.

A Milano è giornata difficile per Poste (-5,41%), nonostante abbia presentato i conti semestrali con un balzo dell'utile: a preoccupare è il patrimonio di Poste Vita, apparso più debole del previsto. Rialza la testa, invece, Ferrari, protagonista ieri sul finale di un tonfo seguito alle parole del nuovo ad Camilleri che ha definito "ambiziosi" i target 2022 che l'azienda illustrerà nel dettaglio a settembre. Pesante Tenaris, che oggi ha evidenziato numeri postitivi nel secondo trimestre mettendo in guardia su possibili ripercussioni in caso di modifiche dei dazi Usa. Il titolo ha chiuso a -6,3%.

Sul fronte valutario l'euro chiude in calo, scontando le parole della Fed che ieri ha fatto sapere di essere pronta a nuovi ritocchi verso l'alto dei tassi. La moneta europea passa così di mano a 1,1672 dollari. La Banca d'Inghilterra ha alzato, invece, con il voto all'unanimità del comitato di politica monetaria, il tasso d'interesse allo 0,75% da 0,50%. I membri del comitato ritengono necessarie altre strette monetarie che saranno "graduali e limitate". I cambi oggi

Cala la lira turca ai minimi storici, insieme con tutto il listino azionario, dopo la decisione degli Stati Uniti di imporre sanzioni contro due ministri del governo di Erdogan, rispettivamente della giustizia e degli interni, ritenuti responsabili diretti della detenzione del pastore americano Andrew Brunson. Secondo quanto comunicato ieri dal Tesoro degli Stati Uniti, il pastore è stato arrestato a Izmir nell'ottobre del 2016 con l'accusa di spionaggio e aiuto a organizzazioni terroristiche ed è detenuto da allora senza alcuna prova a suo carico.

Pochi gli spunti dall'agenda macroeconomica. A giugno - secondo la stima di Eurostat - i prezzi alla produzione industriale dell'eurozona (e19) sono aumentati dello 0,4% rispetto al precedente mese di maggio quando erano saliti dello 0,8 per cento. Eurostat precisa che nel confronto con lo stesso mese dell'anno precedente, i prezzi sono aumentati del 3,6 per cento. Negli Stati Uniti i sussidi settimanali di disoccupazione salgono di mille unità a 218.000 unità, a fronte di un atteso maggiore incremento a 220.000 unità.

Si ferma invece il calo del petrolio, risalito nei giorni scorsi oltre quota 70 dollari al barile e poi ridisceso nelle ultime due sedute. iI contratti sul greggio Wti con scadenza a settembre recuperano a 68 dollari al barile dai 67,68 di ieri sera in chiusura di giornata. Il Brent risale di 39 centesimi a 72,78 dollari al barile. Oro in lieve rialzo a 1214 dollari l'oncia.
Segui la materie prime