Economia

Borse europee deboli, lo spread si stabilizza in area 270 punti

A Piazza Affari non basta la spinta di Telecom e Atlantia: Milano perde lo 0,3%. Tokyo chiude in territorio negativo

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MILANO - Le Borse europee non riescono a prendere slancio, complice la giornata storta di Wall Street. Alla fine della seduta Milano scivola dello 0,27%, nonostante il buon recupero di Atlantia dopo che il premier Conte ha specificato che le "nazionalizzazioni non sono l'unica strada" dopo il crollo del Ponte Morandi di Genova. A Piazza Affari ritrova la via dei rialzi anche Tim, mentre si riaccende la tensione tra i soci di riferimento con Vivendi che attacca il fondo Elliott. In calo anche le altre Borse europee, con le vendite genericamente associate nelle sale operative alle tensioni commerciali: Londra cede lo 0,87% finale, Francoforte lima lo 0,71% e Parigi lo 0,31%. In flessione pure Wall Street: alla chiusura degli scambi del Vecchio continente il Dow Jones scende dello 0,2%, lo S&P500 dello 0,7% e il Nasdaq peggiora al -0,9%.

Prevale sul mercato un mix di incertezze legate da un lato alla crisi dei mercati emergenti, dall'altro alle tensioni commerciali che permangono sull'asse Usa-Cina mentre sul fronte del dialogo con il Canada per il nuovo trattato di libero scambio nordamericano il presidente Usa Donald Trump ha parlato di "negoziati molto intensi". Colpita pesantemente dagli ultimi disastri naturali, la Borsa di Tokyo termina gli scambi col segno meno per la quinta seduta consecutiva: in chiusura il Nikkei cede lo 0,41% a quota 22.487,94 punti.

Chiusura in lieve calo per l'euro ma sopra quota 1,16 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,1613 dollari e a 128,79 yen. Dollaro/yen a 110,88. Anche lo spread, protagonista ieri di una repentina risalita sul finale, si stabilizza poco in area 270 punti base - sulla piattaforma Bloomberg - con il rendimento del decennale italiano tornato nuovamente sopra quota 3%. La Commissione Europea si è detta "rassicurata" dalle ultime dichiarazioni dei vicepresidenti del Consiglio italiani Matteo Salvini e Luigi Di Maio in materia di conti pubblici, più concilianti nei confronti di Bruxelles, anche se rispettare il patto di stabilità "è normale", perché non significa altro che applicare la legge. A dirlo è stato il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, a Bruxelles a margine di un appuntamento istituzionale nella sede del Parlamento Europeo.

Tra i dati macroeconomici attesi, l'Acea ha presentato i dati relativi al secondo trimestre sulle immatricolazioni di veicoli a carburante alternativo in Europa, mettendo in evidenza il boom dei veicoli ibridi; In Germania si registra una frenata degli ordinativi. Ricca la pubblicazione di dati negli Stati Uniti: i posti nel settore privato sono cresciuti meno delle previsioni, 163mila ad agosto. Sempre sul fronte del lavoro, le richieste di sussidi per la disoccupazione sono state 203mila nell'ultima settimana ai minimi dal 1969. La produttività è cresciuta del 2,9% nel secondo trimestre, come da attese, con la crescita maggiore dal 2015.

Il petrolio a ottobre al Nymex ha ampliato i cali nonostante la contrazione decisamente superiore alle stime delle scorte settimanali americane. Il contratto cede l'1% a 68 dollari al barile; viaggiava a 68,60 dollari prima del dato. Le scorte sono scese di 4,302 milioni di barili a 401,49 milioni di unità mentre gli analisti attendevano una contrazione di 2,1 milioni di barili. Il problema è che gli stock di benzina sono inaspettatamente saliti (di 1,845 milioni di barili contro attese per una flessione di 1,2 milioni di unità). L'oro è in leggero rialzo verso quota 1.200 dollari l'oncia alla chiusura delle Borse europee.