MILANO - Le Borse europee snobbano le nuove tensioni sul fronte commerciale, con il presidente degli Stati Uniti che ha annunciato nuovi dazi sui prodotti cinesi e Pechino che ha risposto con l'introduzione di tariffe su 60 miliardi di dollari di beni Usa importati. Complessivamente positivi i listini europei terminano così in positivo: Milano guadagna lo 0,55%, Londra cede lo 0,03%, Parigi cresce dello 0,28% e Francoforte sale dello 0,51%. A Piazza Affari scatta Ferrari, nel giorno dell'investor day in cui sono state svelati i piani futuri della Rossa. Bene anche Tim dopo il summit a Palazzo Chigi tra Conte e i vertici della società.
Anche Wall Street regge l'urto dei dazi e procede positiva. Alla chiusura delle contrattazioni in Europa il Dow Jones avanza dello 0,4% e il Nasdaq dell'1,04%. Bene in mattinata anche Tokyo, che chiude con un balzo dell'1,4% ai massimi da sette mesi.
La nuova offensiva Usa si è fatta sentire inizialmente sul fronte delle valute, con euro e yen che si sono rafforazati sul dollaro. La moneta europea chiude appena sotto quota 1,17 sulla divisa Usa mentre il cambio dollaro/yen si attesta a 112,35. Scossoni anche sui titoli di Stato, con i rendimenti dei Treasuries Usa tornati sopra il 3%. In calo lo spread: sulla piattaforma Bloomberg il differenziale Btp-Bund cala a 229 punti dai 238 di ieri con il rendimento del decennale italiano al 2,76%.
Tra i dati macroeconomici l'Istat ha evidenziato una frenata di fatturato e ordinativi dell'industria a giugno e luglio mentre è stabile la fiducia del settore immobiliare negli Usa sintetizzata dall'indice NAHB (National Association of Home Builders) che a settembre ha toccato i 67 punti, come la precedente rivelazione, sopra le stime del consensus che erano per 66 punti.
Petrolio in crescita: il future a novembre sul Wti sale dell'1,3% a 69,5 dollari al barile, mentre la consegna a novembre sul Brent si attesta in rialzo dell'1,35% a 79,1 dollari. In calo l'oro, a 1199 dollari l'oncia.
Anche Wall Street regge l'urto dei dazi e procede positiva. Alla chiusura delle contrattazioni in Europa il Dow Jones avanza dello 0,4% e il Nasdaq dell'1,04%. Bene in mattinata anche Tokyo, che chiude con un balzo dell'1,4% ai massimi da sette mesi.
La nuova offensiva Usa si è fatta sentire inizialmente sul fronte delle valute, con euro e yen che si sono rafforazati sul dollaro. La moneta europea chiude appena sotto quota 1,17 sulla divisa Usa mentre il cambio dollaro/yen si attesta a 112,35. Scossoni anche sui titoli di Stato, con i rendimenti dei Treasuries Usa tornati sopra il 3%. In calo lo spread: sulla piattaforma Bloomberg il differenziale Btp-Bund cala a 229 punti dai 238 di ieri con il rendimento del decennale italiano al 2,76%.
Tra i dati macroeconomici l'Istat ha evidenziato una frenata di fatturato e ordinativi dell'industria a giugno e luglio mentre è stabile la fiducia del settore immobiliare negli Usa sintetizzata dall'indice NAHB (National Association of Home Builders) che a settembre ha toccato i 67 punti, come la precedente rivelazione, sopra le stime del consensus che erano per 66 punti.
Petrolio in crescita: il future a novembre sul Wti sale dell'1,3% a 69,5 dollari al barile, mentre la consegna a novembre sul Brent si attesta in rialzo dell'1,35% a 79,1 dollari. In calo l'oro, a 1199 dollari l'oncia.