Economia

La Bri avverte sul'Italia: "Torna a rafforzarsi il legame tra banche e debito"

Il commento di Claudio Borio, Capo del Dipartimento monetario ed economico della Banca dei Regolamenti Internazionali: "Aumento dello spread pesa sugli istituti"

1 minuti di lettura
MILANO - Le turbolenze sul mercato dei nostri titoli di Stato, ora più che un passato, hanno ripercussioni dirette sulle nostre banche. È quanto osserva Claudio Borio, Capo del Dipartimento monetario ed economico della Banca dei Regolamenti Internazionali, commentando la rassegna trimestrale dell'istituto. In Italia - sottolinea - "il legame tra il settore sovrano e quello bancario, così evidente durante la crisi del debito dell'area dell'euro, si è da allora rafforzato". Nelle turbolenze dei mercati sulle azioni delle banche - aggiunge - "l'Italia è stata il paese più colpito: le incertezze politiche avevano già scosso i mercati in maggio e i prestiti in sofferenza continuano a gravare sulle banche".

La Bri ricorda come il settore sovrano italiano sia passato una "serie di episodi idiosincratici di stress del mercato obbligazionario". Il rapporto cita lo spread del titolo a due anni italiano che, in occasione della crisi turca, si è allargato molto più dei titoli degli altri paesi europei. "Tuttavia gli eventi politici avevano già portato a a un significativo allargamento dello spread Italia-Germania". Il differenziale era salito "a metà maggio con la diffusione di una bozza preliminare del contratto di governo" (che conteneva la proposta, poi rimossa, di cancellazione del debito Bce ndr). Dopo l'impennata di 200 punti di fine maggio tuttavia lo spread, rimane ora sotto i livelli della crisi. La Bri nota come l'allaramento dei differenziali "rifletta i timori degli investitori sulle incertezze politiche future, specialmente sovra le possibili politiche di bilancio del nuovo governo".

L'aumento dello spread Btp-Bund e la crisi in Turchia hanno quindi colpito le banche con un effetto più forte sulle europee e, fra queste, le italiane,le francesi e le spagnole. Le quotazioni degli istituti europei hanno perso il 20% un livello ben superiore a quelle Usa, innescate "dall'aumento delle incertezze politiche in Italia". Sulle banche lo spread pesa in maniera diretta a causa dell'indebolimento del capitale per via delle perdite sul valore dei Btp e in maniera indiretta a causa di condizioni di finanziamento più difficili.

Allargando lo sguardo a livello internazionale il quadro è fatto di luci e ombre, con gli Stati Uniti in crescita tumultuosa da un lato e paesi emergenti in difficoltà, specie quelli con squilibri, dall'altro con la Cina in possibile rallentamento sullo sfondo. Il rapporto trimestrale Bri registra un "aumento delle divergenze" fra i mercati mondiali e prevede possibili "ulteriori turbolenze". Per il capo economista Claudio Borio "con tassi d'interesse insolitamente bassi e i bilanci delle banche centrali ancora eccezionalmente gonfi, rimangono poche medicine disponibili per rimettere in salute il paziente".