Borse incerte in attesa del voto Usa. Settimana cruciale per la Manovra, spread stabile
Raffaele Ricciardi, di RAFFAELE RICCIARDIIl rimbalzo delle scorse sedute si esaurisce presto: Tokyo perde l'1,5%. Milano cede mezzo punto percentuale. Pesano le prese di profitto e la cautela in attesa delle elezioni di midterm. Il petrolio risale nel giorno delle sanzioni all'Iran. Il differenziale Btp-Bund in area 290
MILANO - Giornata incerta per le Borse europee, che chiudono in recupero ma senza dare una sferzata netta all'orientamento di debolezza. Milano termina gli scambi in calo dello 0,56%. Contrastate le altre: Londra guadagna lo 0,14%, Francoforte cede lo 0,21% e Parigi termina piatta (-0,01%). L'avvio incerto di settimana segue le pesanti vendite che hanno colpito la Borsa di Tokyo, mandando già in soffitta il tentativo di rimbalzo di inizio novembre, che aveva fatto seguito a un ottobre fortemente deficitario per le Piazze finanziarie mondiali. Come spiega Bloomberg, pesa il rifluire delle speranze circa un accordo commerciale tra Usa e Cina, che aveva alimentato l'ottimismo nelle ultime sedute della scorsa settimana. Lo yuan è stato per altro protagonista di un ribasso, in area 6,91 per dollaro, nonostante l'attacco del presidente Xi al protezionismo e la promessa di aprirsi ancora di più ai mercati.
L'agenda fittissima di appuntamenti su…
L'agenda fittissima di appuntamenti su…
MILANO - Giornata incerta per le Borse europee, che chiudono in recupero ma senza dare una sferzata netta all'orientamento di debolezza. Milano termina gli scambi in calo dello 0,56%. Contrastate le altre: Londra guadagna lo 0,14%, Francoforte cede lo 0,21% e Parigi termina piatta (-0,01%). L'avvio incerto di settimana segue le pesanti vendite che hanno colpito la Borsa di Tokyo, mandando già in soffitta il tentativo di rimbalzo di inizio novembre, che aveva fatto seguito a un ottobre fortemente deficitario per le Piazze finanziarie mondiali. Come spiega Bloomberg, pesa il rifluire delle speranze circa un accordo commerciale tra Usa e Cina, che aveva alimentato l'ottimismo nelle ultime sedute della scorsa settimana. Lo yuan è stato per altro protagonista di un ribasso, in area 6,91 per dollaro, nonostante l'attacco del presidente Xi al protezionismo e la promessa di aprirsi ancora di più ai mercati.
L'agenda fittissima di appuntamenti suggerisce per altro cautela gli investitori: si attendono gli esiti delle elezioni americane di midterm di domani e progressi sul fonte dei negoziati di Brexit, con il governo inglese che deve fare il punto sulla situazione in settimana. Come accennato, stamattina ha chiuso in forte calo la Borsa di Tokyo, con l'indice Nikkei in discesa dell'1,55% a 21,898,99 punti con le prese di profitto dopo i rialzi. In secondo piano i buoni risultati dell'indice Pmi composito che anticipa l'andamento economico: con 52,5 punti si è portato al top da 6 mesi. In Cina, invece, l'indice Pmi servizi è risultato ai minimi da un anno. Shanghai ha ceduto lo 0,4% e Shenzhen ha terminato gli scambi poco sotto la parità. La Borsa di Wall Street tratta mista: alla chiusura dei mercati europei, il Dow Jones sale di mezzo punto percentuale, lo S&P500 aggiunge lo 0,3% mentre il Nasdaq perde lo 0,8% con il comparto tecnologico ancora colpito dopo la trimestrale deludente di Apple. A destare preoccupazioni tra gli investitori sono poi le ultime indiscrezioni del Nikkei che parla di debole domanda per il nuovo iPhone XR.
A Piazza Affari si sottolinea la decisione di Stm di dare via a un piano di riacquisto di azioni proprie per un valore fino a 750 milioni di dollari, che copre fino al 5,2% del capitale: avrà durata triennale. Deboli le banche, anche le maggiori come Intesa e Unicredit che sono uscite "promosse" dagli stress test che l'Eba ha comunicato venerdì a mercati chiusi (l'analisi).
Lo spread tra Btp e Bund tedeschi chiude a 290 punti base sugli schermi Bloomberg, poco mosso rispetto ai livelli della chiusura di venerdì, nella settimana che cominicia con l'Eurogruppo e l'Ecofin, riunioni durante le quali il ministro Giovanni Tria sarà sotto il fuoco dei colleghi per spiegare la Manovra che non piace alla Commissione europea, che l'ha bocciata. Lo stesso esecutivo Ue diffonderà il giorno 8 le previsioni economiche sui Paesi membri, che daranno una misura di quanto sia ritenuta credibile la crescita al +1,5% stimata dal governo per il prossimo anno. Intanto il testo si appresta a cominciare l'iter parlamentare. Il Btp decennale rende il 3,32% sul mercato secondario. Debole la lettura del Pmi servizi in Gran Bretagna: scende a 52,2 punti ad ottobre dai 53,9 di settembreL'euro recupera terreno sul biglietto verde e chiude a quota 1,14 dollari: la moneta europea passa di mano a 1,1402 dollari e 129,03 yen. Dollaro/yen a 113,19.
I prezzi del petrolio invertono la rotta e partono al rialzo mentre partono le sanzioni Usa all'Iran. Fino ad ora, l'avvio delle sanzioni era stato considerato soft dai mercati, dopo che Washington ha annunciato l'esenzione di 8 paesi. Quanto gli scambi europei volgono al termine, il greggio Wti segna il primo rialzo in più di una settimana: sale dell'1,5% oltre 64 dollari al barile, mentre il Brent guadagna l'1,7% a 74 dollari. L'oro è debole in area 1.231 dollari l'oncia.
L'agenda fittissima di appuntamenti suggerisce per altro cautela gli investitori: si attendono gli esiti delle elezioni americane di midterm di domani e progressi sul fonte dei negoziati di Brexit, con il governo inglese che deve fare il punto sulla situazione in settimana. Come accennato, stamattina ha chiuso in forte calo la Borsa di Tokyo, con l'indice Nikkei in discesa dell'1,55% a 21,898,99 punti con le prese di profitto dopo i rialzi. In secondo piano i buoni risultati dell'indice Pmi composito che anticipa l'andamento economico: con 52,5 punti si è portato al top da 6 mesi. In Cina, invece, l'indice Pmi servizi è risultato ai minimi da un anno. Shanghai ha ceduto lo 0,4% e Shenzhen ha terminato gli scambi poco sotto la parità. La Borsa di Wall Street tratta mista: alla chiusura dei mercati europei, il Dow Jones sale di mezzo punto percentuale, lo S&P500 aggiunge lo 0,3% mentre il Nasdaq perde lo 0,8% con il comparto tecnologico ancora colpito dopo la trimestrale deludente di Apple. A destare preoccupazioni tra gli investitori sono poi le ultime indiscrezioni del Nikkei che parla di debole domanda per il nuovo iPhone XR.
A Piazza Affari si sottolinea la decisione di Stm di dare via a un piano di riacquisto di azioni proprie per un valore fino a 750 milioni di dollari, che copre fino al 5,2% del capitale: avrà durata triennale. Deboli le banche, anche le maggiori come Intesa e Unicredit che sono uscite "promosse" dagli stress test che l'Eba ha comunicato venerdì a mercati chiusi (l'analisi).
Lo spread tra Btp e Bund tedeschi chiude a 290 punti base sugli schermi Bloomberg, poco mosso rispetto ai livelli della chiusura di venerdì, nella settimana che cominicia con l'Eurogruppo e l'Ecofin, riunioni durante le quali il ministro Giovanni Tria sarà sotto il fuoco dei colleghi per spiegare la Manovra che non piace alla Commissione europea, che l'ha bocciata. Lo stesso esecutivo Ue diffonderà il giorno 8 le previsioni economiche sui Paesi membri, che daranno una misura di quanto sia ritenuta credibile la crescita al +1,5% stimata dal governo per il prossimo anno. Intanto il testo si appresta a cominciare l'iter parlamentare. Il Btp decennale rende il 3,32% sul mercato secondario. Debole la lettura del Pmi servizi in Gran Bretagna: scende a 52,2 punti ad ottobre dai 53,9 di settembreL'euro recupera terreno sul biglietto verde e chiude a quota 1,14 dollari: la moneta europea passa di mano a 1,1402 dollari e 129,03 yen. Dollaro/yen a 113,19.
I prezzi del petrolio invertono la rotta e partono al rialzo mentre partono le sanzioni Usa all'Iran. Fino ad ora, l'avvio delle sanzioni era stato considerato soft dai mercati, dopo che Washington ha annunciato l'esenzione di 8 paesi. Quanto gli scambi europei volgono al termine, il greggio Wti segna il primo rialzo in più di una settimana: sale dell'1,5% oltre 64 dollari al barile, mentre il Brent guadagna l'1,7% a 74 dollari. L'oro è debole in area 1.231 dollari l'oncia.