Nella nota, gli statistici precisano come "a ottobre la fiducia ha mostrato andamenti discordanti tra i consumatori e le imprese. Il clima di fiducia dei consumatori è lievemente aumentato con un miglioramento del clima futuro e delle prospettive sulla disoccupazione. Risultano in peggioramento sia i giudizi sia le attese sulla situazione economica del paese".
La frenata dell'indicatore anticipatore dell'economia di ottobre è un campanello d'allarme perché segnala il protrarsi di una stagnazione economica che si è già palesata nel periodo precedente. E' stato proprio l'Istituto di statistica, pochi giorni fa, a testimoniare che la spinta economica italiana va esaurendosi con segnali preoccupanti non solo dal commercio estero, ma dalla debolezza industriale interna. Il Pil, infatti, è rimasto invariato nel corso del terzo trimestre.
Numeri che si sono sommati a quelli deludenti degli indicatori Pmi, che anticipano il ciclo economico e hanno registrato una serie di record negativi che non si vedevano da anni.
Insomma, mentre la Manovra compie il suo difficile percorso in Europa e in Parlamento con il suo carico di una previsione della crescita al +1,5% per il 2019, molti segnali aumentano l'incertezza circa quell'obiettivo. Una prova del nove arriverà dalle stime della Commissione europea - in programma per domani - che sconteranno per la prima volta anche le iniziative del governo e quindi saranno un test importante sulla credibilità del quadro macroeconomico della legge di Bilancio.