Economia

Pirati informatici all'attacco della Saipem in Medio Oriente. Cercavano dati riservati

Assalto hacker a 400 server, soprattutto in Arabia Saudita. L'azienda: pronti a un'operazione di recupero delle informazioni

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ROMA - Hacker - assetati forse di dati economici riservati - vanno all'attacco della Saipem. L'assalto informatico ha investito 400 server della società petrolifera italiana, soprattutto in Medio Oriente. Mauro Piasere, direttore del Digitale e dell'Innovazione dell'azienda, spiega che i server colpiti sono sotto esame. Saipem lavora anche a un'operazione di back-up per recuperare le informazioni.

L’attacco informatico ha colpito i server basati nel Middle East, India, Aberdeen e, in modo limitato, l’Italia, attraverso una variante del malware Shamoon. Come conseguenza c'è stata la cancellazione di dati e di infrastrutture, effetti tipici del malware. Le attività di ripristino, in modalità graduale e controllata, sono in corso attraverso le infrastrutture di back-up e, quando completate, consentiranno la piena operatività dei siti impattati. "Saipem - scrive in una nota la società -  mantiene costanti contatti con le autorità competenti per ogni opportuna azione".

I server negli Emirati Arabi Uniti e in Arabia Saudita in particolare sono stati azzerati, anche se non c'è stata sottrazione di dati. Leader internazionale nel settore petrolifero e del gas, Saipem è bersaglio naturale di pirati informatici, ingaggiati forse da concorrenti senza scrupoli o addirittura da qualche Stato. All'agenzia d'informazione Bloomberg, Stefano Zanero - esperto di sicurezza informatica , docente al Politecnico di Milano - spiega che l'Arabia Saudita, e il Medio Oriente in generale, sono regioni molto sensibili", dove operano anche attivisti con finalità ambientaliste.