MILANO - Il governo torna a difendere l'intervento a sostegno di Banca Carige. Parlando in audizione in commissione Politiche Ue della Camera il ministro per gli Affari Europei Polo Savona ha spiegato che la necessità di intervenire per fronteggiare la situazione di liquidità della Banca Carige "è il risultato della incompletezza dell'architettura istituzionale dell'Unione bancaria, che discende anche dalle lacune dell'Unione monetaria".
In particolare, dice Savona, "l'aver accentrato l'organo di vigilanza in sede europea senza una corrispondente attivazione della funzione di 'lender of last resort' e senza creare un fondo di tutela dei depositi, secondo una linea maturata nel tempo sul piano teorico e affermatasi sul piano pratico, crea danni alla stabilità monetaria e finanziaria, alla crescita reale e all'occupazione e alla tenuta socio-politica dell'Unione", ha aggiunto Savona sottolineando che i poteri di intervento disgiunti dalle relative responsabilità "hanno sempre causato danni e comportano necessariamente l'intervento da parte degli Stati membri".
Il ministro è tornato anche sulle previsioni di crescita comunicate negli ultimi giorni da Bankitalia e Fmi, che indiciano una crescita allo 0,&6% per il 2019 contro l'1% ipotizzato dal governo. "Le previsioni che l'italia crescerà di 0,6, sono previsioni basate su strumenti palesatisi obsoleti, come sono gli strumenti econometrici sui quali penso di avere titolo 'ex cathedra' di potermi pronunciare", ha detto Savona.
In particolare, dice Savona, "l'aver accentrato l'organo di vigilanza in sede europea senza una corrispondente attivazione della funzione di 'lender of last resort' e senza creare un fondo di tutela dei depositi, secondo una linea maturata nel tempo sul piano teorico e affermatasi sul piano pratico, crea danni alla stabilità monetaria e finanziaria, alla crescita reale e all'occupazione e alla tenuta socio-politica dell'Unione", ha aggiunto Savona sottolineando che i poteri di intervento disgiunti dalle relative responsabilità "hanno sempre causato danni e comportano necessariamente l'intervento da parte degli Stati membri".
Il ministro è tornato anche sulle previsioni di crescita comunicate negli ultimi giorni da Bankitalia e Fmi, che indiciano una crescita allo 0,&6% per il 2019 contro l'1% ipotizzato dal governo. "Le previsioni che l'italia crescerà di 0,6, sono previsioni basate su strumenti palesatisi obsoleti, come sono gli strumenti econometrici sui quali penso di avere titolo 'ex cathedra' di potermi pronunciare", ha detto Savona.