MILANO - L'estate scorsa era stata la volta dell'Eba, l'Autorità europea sulle banche, a dire che in caso di scenario avverso severo Carige avrebbe avuto bisogno di un aumento di capitale. Ieri è arrivato il responso della Bce, che a conclusione del suo esercizio di Srep (in pratica, una ricognizione approfondita del capitale delle banche) ha fissato all'8,83% il livello minimo di Cet1, alzando l'asticella rispetto alle richieste di un anno fa (8,55%).
Con un'aggiunta significativa: se la banca non trova un'altra sistemazione a breve, se non si arriva a un matrimonio, entro la fine di marzo Carige dovrà presentare un piano di rafforzamento patrimoniale che garantisca solidità da qui alla fine del 2024; inoltre, la banca della Lanterna dovrà indicare "obiettivi di rendimento e profittabilità allineati alla media degli enti significativi a fine 2024". Il 9 febbraio Carige licenzierà i conti 2021, ma nei resoconti intermedi il rapporto cost/income, cioè la differenza tra quanto si spende per i costi e quanto si incassa, era vicina a 100.
Però un effetto indiretto probabilmente c'è: spingere ancor di più verso le nozze. La certificazione della fragilità della banca porterà forse ad ancor più miti propositi le parti in causa, in primis il venditore, il Fondo interbancario di garanzia dei depositi, che ha poco più dell'80% della banca.