"La tecnologia sta rivoluzionando sempre di più i servizi finanziari. La maggior parte dei gestori patrimoniali ha realizzato l'importanza della gestione dei dati per ottenere una migliore comprensione delle proprie operazioni, approfondire la distribuzione dei fondi, migliorare le proprie decisioni di investimento e la gestione del rischio": Frank Talsma, risk & investment analytics product di Rbc Investor and Treasury Services, interverrà come speaker nella conferenza "The new digital investment experience: How data enablement and emerging technology will enhance the investment lifecycle for asset managers" prevista martedì 2 aprile in occasione del Salone del Risparmio. Spiega Talsma: "Tenere il passo con i cambiamenti tecnologici è sempre più importante e vi sono notevoli costi e complessità connessi all'acquisizione della tecnologia dei dati di prossima generazione". In questo contesto, un ruolo di primo piano spetta all'intelligenza artificiale, campo che comprende tutte le soluzioni in grado di far svolgere alle macchine compiti fin qui appannaggio esclusivo del cervello umano. Rispetto al quale le prime promettono di essere meno esposte agli errori. Tecnologia che, "anziché sostituire gli esseri umani, andrà a trasformare molti dei ruoli che vediamo oggi nella gestione patrimoniale".
Per Talsma, inoltre, l'intelligenza artificiale è destinata a migliorare le esperienze dei clienti come mezzo per competere, nonché l'efficienza delle operazioni a fronte di una crescente pressione sui costi e a identificare l'alpha (un extra rendimento, ndr) per i manager che cercano di innovare i loro prodotti di investimento in un contesto di fondi passivi. È dunque facile immaginare l'impatto di queste tecnologie sull'industria che si occupa di gestione del risparmio, laddove un piccolo scostamento nelle valutazioni può fare la differenza in termini di rendimenti. E il discorso vale a maggior ragione nel campo Esg (ambiente, sociale e governance), un ambito molto battuto dal marketing degli operatori, ma nel quale non sempre è facile distinguere tra impegni concreti in chiave sostenibile e azioni di puro marketing. Gli indicatori non mancano, spiega un report sui tema di FinScience, ma hanno il grande difetto di basarsi quasi esclusivamente su dati forniti dalle aziende medesime. Da qui la necessità di mettere a punto metriche basate su criteri di oggettività elaborando nuove conclusioni dai dati esistenti.
Il primo passo dell'intelligenza artificiale, infatti, consiste nella capacità di trattare l'enorme mole di informazioni che transita in maniera disordinata nell'attività quotidiana di imprese, governi ed entità finanziarie in modo da fornire indicazioni univoche in termini di business.
Sempre più utilizzate dai gestori di patrimoni sono le reti neurali artificiali, algoritmi per l'apprendimento automatico costruiti replicando la struttura del cervello, che si mostrano particolarmente utili per trovare legami fra i dati non immediatamente evidenti. Il che consente di ridurre la tempistica delle decisioni, riducendo i costi del servizio e migliorando l'efficienza operativa.
Qualche tempo fa ha fatto notizia la decisione assunta da Blackrock di ridurre il numero dei gestori in carne e ossa per dare più spazio ai metodi di gestione quantitativa, ma non è solo il leader mondiale del risparmio gestito a muoversi in questa direzione. Tutti i big del comparto stanno investendo su questo fronte. Così ad esempio Hedge Invest, sgr specializzata negli investimenti alternativi, ha lanciato Hi QuantWave, fondo sistematico a liquidità giornaliera che, impiegando un sistema di intelligenza artificiale basato sull'analisi dei big data, punta a generare ritorni in qualsiasi condizione di mercato. E lo stesso vale infine anche per le attività di trading, dove pure l'automazione è ormai a uno stato avanzato. Come spiega uno studio di SimCorp, società di It per il settore finanziario, secondo cui "nelle operazioni post-trade, è possibile allenare la macchina affinché identifichi eventuali problemi".
Efficienza
Per Talsma, inoltre, l'intelligenza artificiale è destinata a migliorare le esperienze dei clienti come mezzo per competere, nonché l'efficienza delle operazioni a fronte di una crescente pressione sui costi e a identificare l'alpha (un extra rendimento, ndr) per i manager che cercano di innovare i loro prodotti di investimento in un contesto di fondi passivi. È dunque facile immaginare l'impatto di queste tecnologie sull'industria che si occupa di gestione del risparmio, laddove un piccolo scostamento nelle valutazioni può fare la differenza in termini di rendimenti. E il discorso vale a maggior ragione nel campo Esg (ambiente, sociale e governance), un ambito molto battuto dal marketing degli operatori, ma nel quale non sempre è facile distinguere tra impegni concreti in chiave sostenibile e azioni di puro marketing. Gli indicatori non mancano, spiega un report sui tema di FinScience, ma hanno il grande difetto di basarsi quasi esclusivamente su dati forniti dalle aziende medesime. Da qui la necessità di mettere a punto metriche basate su criteri di oggettività elaborando nuove conclusioni dai dati esistenti.Il primo passo dell'intelligenza artificiale, infatti, consiste nella capacità di trattare l'enorme mole di informazioni che transita in maniera disordinata nell'attività quotidiana di imprese, governi ed entità finanziarie in modo da fornire indicazioni univoche in termini di business.
Sempre più utilizzate dai gestori di patrimoni sono le reti neurali artificiali, algoritmi per l'apprendimento automatico costruiti replicando la struttura del cervello, che si mostrano particolarmente utili per trovare legami fra i dati non immediatamente evidenti. Il che consente di ridurre la tempistica delle decisioni, riducendo i costi del servizio e migliorando l'efficienza operativa.
Qualche tempo fa ha fatto notizia la decisione assunta da Blackrock di ridurre il numero dei gestori in carne e ossa per dare più spazio ai metodi di gestione quantitativa, ma non è solo il leader mondiale del risparmio gestito a muoversi in questa direzione. Tutti i big del comparto stanno investendo su questo fronte. Così ad esempio Hedge Invest, sgr specializzata negli investimenti alternativi, ha lanciato Hi QuantWave, fondo sistematico a liquidità giornaliera che, impiegando un sistema di intelligenza artificiale basato sull'analisi dei big data, punta a generare ritorni in qualsiasi condizione di mercato. E lo stesso vale infine anche per le attività di trading, dove pure l'automazione è ormai a uno stato avanzato. Come spiega uno studio di SimCorp, società di It per il settore finanziario, secondo cui "nelle operazioni post-trade, è possibile allenare la macchina affinché identifichi eventuali problemi".