Mediaset: interessati alla Champions, ma preoccupati dalla lite legale Sky-Rai
Aldo Fontanarosa
Il gruppo Berlusconi ha messo nel mirino le partite in chiaro della competizione dopo il successo di ascolti del servizio pubblico. Ma non acquisirà il prodotto nel caso di uno scontro in Tribunale tra la pay-tv e Viale Mazzini. La tv d Stato teme un impatto forte sul bilancio ed ha esitato a esercitare l'opzione per la conferma dell'evento
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ROMA - Dopo la positiva esperienza del Mondiale di Russia, ora Mediaset mette nel mirino un'altra competizione calcistica di primario interesse come la Champions League del prossimo anno. L'obiettivo è trasmettere quantomeno una gara delle squadre italiane in lizza. Forse anche una seconda gara tra club esteri.
Mediaset, però, si è imposta due condizioni prima di sedersi al tavolo della trattativa con Sky (che detiene i diritti della Champions per i prossimi due anni). Primo: l'operazione deve essere economicamente sostenibile. Secondo: il gruppo tv di Berlusconi farebbe un passo indietro e rinuncerebbe alla Champions nel caso di uno scontro legale tra la Rai e Sky.
Quest'anno la Rai ha proposto la Champions forte di un accordo da 40 milioni con Sky. Sulle reti del servizio pubblico sta andando in onda la migliore gara del mercoledì. E si vedranno anche le semifinali, la finale, quindi la Supercoppa europea.
Gli ascolti, mediamente ottimi, hanno toccato uno share addirittura del 30% per il quarto di finale tra Ajax e Juventus.
La Rai ha pensato di confermare la Champions anche nel palinsesto del prossimo anno, forte di un'opzione. Ma Sky ha puntato i piedi. Forse perché è interessata a strappare più soldi per cedere i diritti di alcune partite. Forse perché è intenzionata a girare parte della Champions a Mediaset (con cui i rapporti sono diventati ottimi dopo il disimpegno del Biscione dalla pay-tv).
Sky ha fatto notare alla Rai che l'opzione per il secondo anno della Champions non poteva essere esercitata. Condizione per esercitarla era che Sky avesse in mano e per intero un'altra competizione: la nostra Serie A. Dove tre partite per turno sono invece finite a Dazn.
La Rai, a quel punto, ha chiesto un parere legale esterno allo Studio Laghi per capire se fosse suo diritto esercitare l'opzione. E il parere ha rassicurato l'amministratore delegato della Rai, Salini. Secondo lo Studio Laghi, la Rai era nella condizione di esercitare l'opzione sulla Champions.
Salini, però, ha confidato le sue preoccupazioni al consiglio di amministrazione. Ha spiegato:
- che l'acquisizione della Champions avrebbe un impatto sul bilancio aziendale per il 2019, il 2020 e il 2021;
- e che l'impatto sarebbe più forte per il 2020 (già gravato dai costi per gli Europei e le Olimpiadi di Tokyo).
Salini ha anche ammesso che la "valenza editoriale" della Champions era tale da giustificare uno sforzo economico. Così come uno sforzo meriterebbe la conferma nel palinsesto Rai del Gran Premio di Formula 1 di Monza (che pure è nella mani di Sky).
Alla fine la Rai ha esercitato la opzione sulla Champions, ma Sky non ha cambiato linea spingendosi fino a minacciare una causa contro Viale Mazzini se si fosse ostinata a reclamare le gare della competizione per il prossimo anno. I rapporti tra la Sky e la Rai, d'altra parte, sono ai minimi storici.
Lo dimostra il fatto che Sky ha espulso Rai4 dal suo paniere di canali (per fare posto a Rete4). Lo dimostra anche la causa che la Rai minaccia contro Sky, che sarebbe colpevole di ospitare sul suo decoder i canali del servizio pubblico senza riconoscergli alcun compenso.
In questo clima, Mediaset prova ad approfittarne. Ora la Champions in chiaro fa gola, certo. Ma il gruppo Berlusconi proverà a comprare le partite a patto che Sky e Rai non siano impegnate in un contenzioso legale per queste stesse gare.
Mediaset, infine, non vuole prendere parte ad un'asta al rialzo - con Rai - per la Champions League. Vuole pagare, ma il prezzo giusto. Senza dissanguarsi.